Juventus
    J|Academy International

    Immaginatevi di essere un ragazzino o una ragazzina d’oltreoceano e di venire a Torino per partecipare a una delle sessioni di allenamento o delle partite amichevoli contro i vostri coetanei italiani: ragazzi come voi, che indossano la divisa bianconera e che vengono allenati con le stesse metodologie e gli stessi principi che hanno contribuito a rendere la Juve un’eccellenza nel mondo dello sport.

    Aggiungeteci la possibilità di immergervi nella casa dei Bianconeri, partecipando al tour dello Stadio e del Museo, visitando il centro sportivo di Vinovo e gustandovi al tempo stesso i suoni e lo spettacolo della città: tutto questo costituisce una realtà unica nel suo genere, meglio nota come Juventus Training Experience.

    Questo è ciò che vivono ogni anno duecento fortunati ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, che hanno moltissime storie da raccontare.

    Storie come quella di tre giovani di Lima, in Perù, venuti a vivere un'indimenticabile settimana a Torino, o quella di un gruppo di 35 ragazzi ciprioti: un'esperienza che, a detta del direttore della Juventus Academy di Cipro Savvas Sokratous, non dimenticheranno facilmente.

    "Non cresciamo semplicemente calciatori ma anche tifosi, che fanno parte della grande famiglia bianconera.”

    «I metodi di allenamento utilizzati nelle Juventus Training Experience sono esattamente le stesse di cui ci serviamo nelle nostre sessioni a Cipro. Gli allenatori seguono le stesse linee guida - spiega - La cosa diversa per i ragazzi è che riescono a sentirsi parte di una squadra più grande, di un’idea più grande, incontrando ragazzi della stessa età che si allenano allo stesso modo, portano lo stesso logo e sostengono lo stesso club. Non cresciamo semplicemente calciatori ma anche tifosi, che fanno parte della grande famiglia bianconera»

    L’impegno di Juventus a sviluppare le abilità relazionali dei ragazzi, e non semplicemente le loro qualità tecniche, tattiche e psicologiche inerenti al gioco, viene arricchito dall’introduzione di un “Manuale delle Competenze trasversali”, elaborato in collaborazione con UNESCO, che mira a offrire la miglior istruzione possibile, dentro e fuori dal campo.

    Il Manuale, che fa riferimento alla Carta Internazionale dell’Educazione Fisica, dell’Attività Fisica e dello Sport, viene distribuito a tutti gli allenatori delle JIAcademy nel mondo e fornisce le linee guida essenziali atte a promuovere le abilità sociali ed emotive, oltre all’alfabetizzazione fisica, come base per la partecipazione sportiva ricreativa e duratura o per il perseguimento di una carriera professionistica nel mondo dello sport.

    Nel frattempo, Juventus ha esteso l’iniziativa “Gioca con Me” (Play with me) a Libano, Tunisia, Guatemala, Perù e Colombia. Il progetto, che dal 2012 consente a giovani provenienti da contesti difficili di prendere parte ai programmi JIAcademy a Torino, sarà rivolto a un totale di 60 bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 17 anni nei cinque paesi, consentendo loro di partecipare gratuitamente alle iniziative JIAcademy.

    JIACADEMY NEL MONDO

    La Juventus Training Experience è solo uno dei tre diversi programmi Juventus Academy International.

    Il più comune è quello dell’Academy, che si rivolge a bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 16 anni e ha una durata, solitamente, di nove mesi, durante i quali le abilità e le qualità dei partecipanti, siano esse tecniche, psicologiche o sociali, vengono sviluppate attraverso il metodo di allenamento di Juventus (i cui dettagli vedremo in seguito).

    Durante la stagione 2015/16, 2500 ragazze e ragazzi si sono iscritti a 15 Juventus Academy diverse, presenti in città di 12 paesi: Madrid (Spagna), Torun, Bydgoszcz, Silesia (Polonia), Pafos, Limassol (Cipro), Kosice (Slovacchia), Tunisi (Tunisia), Beirut (Libano), Dubai (EAU), Miami (USA), Città del Guatemala (Guatemala), Bogotá (Colombia), Lima (Perù) e Melbourne (Australia).

    Nella stagione 2016/17, il numero delle Academy è destinato a crescere, in seguito agli accordi che prevedono l’apertura di nuovi centri a Tirana (Albania), Mons (Belgio), Sarajevo (Bosnia), Atene (Grecia); Baku (Azerbaijan), Shangai (Cina), Tokyo (Giappone) e New York (USA).

    Nel frattempo il progetto riscuote enorme successo in Italia, con 4100 ragazzi iscritti ai corsi in tutto il paese, 1100 dei quali solo a Torino.

    II secondo tipo di programma, Juventus Camp, si rivolge a bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 17 anni, in cui i partecipanti hanno la possibilità di sperimentare nell’arco di una settimana i metodi di allenamento e gioco dei bianconeri.

    Gli Juventus Camp si suddividono in tre gruppi:

    1)      Residenziale – i ragazzi hanno la possibilità di dormire in loco

    2)      Non residenziale – i ragazzi rientrano a casa al termine delle attività

    3)      Elite – gruppi di ragazzi hanno la possibilità di perfezionare aspetti specifici del gioco

    In media, 4500 ragazzi prendono parte ai Camp in 61 località, distribuite su 23 paesi diversi, e il progetto si allargherà presto ad altri 10 paesi, come illustrato dalla mappa che segue.

    Come accade per le Academy, anche i Camp continuano a riscuotere successo in Italia: basti pensare che 3000 partecipanti hanno vissuto l'esperienza di una vacanza... in bianconero.

    Infine, il progetto Juventus Training Experience, che coinvolge un totale di circa 900 ragazzi ogni anno.

    Duecento di loro sono iscritti ad Academy estere sparse per il mondo e visitano i centri di allenamento di Torino, mentre altri 700 ragazzi italiani prendono parte a corsi settimanali in Sardegna, in Sicilia e Irlanda.

    I COACH JACADEMY

    I programmi internazionali JIAcademy vengono gestiti essenzialmente da due tipi di allenatori.

    Innanzitutto, una squadra di 50 coach italiani, che trascorrono il tempo tra Torino, l'Italia e l’estero. Inoltre, sono presenti quattro Area Manager, ciascuno responsabile delle Academy e dei Camp di uno specifico continente.

    Questi allenatori sono coinvolti a vario titolo nei diversi progetti J|Academy, fra cui anche la Juventus Scuola Calcio Sisport di Torino e alcuni di loro partecipano agli incontri che si tengono presso il centro sportivo di Vinovo per aggiornarsi sulle ultime metodologie applicate nelle categorie di base e nel settore giovanile.

    All’estero, invece, gli Head Coach si assumono la responsabilità di gestire gli Juventus Camp, visitando al contempo anche le Juventus Academy su base periodica, dove sono chiamati a supervisionare le attività di allenamento dirette dagli tecnici del luogo, di stanza nelle rispettive Academy durante la stagione sportiva.

    I Local Coach rappresentano il secondo tipo di allenatore, impiegato direttamente dai club locali o dai partner affiliati a JIAcademy International, ma che viene formato e supportato dai rispettivi Head Coach italiani durante le visite, oppure online quando quest’ultimi non sono presenti fisicamente.

    Gli Head Coach soggiornano solitamente per 15 giorni circa nelle Academy situate in Europa e un mese in quelle situate in altri continenti, sebbene i partner possano richiedere di prolungare la loro permanenza o rendere frequenti le  loro visite, al fine di assicurare maggiore continuità o di garantire un adeguato sostegno nei periodi più impegnativi oppure ancora, nei casi in cui si tratti di progetti avviati da poco tempo.

    Se alcuni allenatori sono prevalentemente di stanza a Torino, altri sono chiamati a trascorrere fino a 200 giorni all’estero – numeri che sono destinati a crescere in concomitanza con l’aumento dei partner.

    Cambiare paese con frequenza può presentare alcune sfide, non da ultimo la necessità di adattarsi a culture diverse e a diversi modi di interagire con i ragazzi.

    Secondo l’Area Manager Marco Degortes, che ha trascorso tre mesi consecutivi all’estero all’inizio dell’anno, presso i Camp in Brasile e le Academy in Colombia e Guatemala, la flessibilità degli allenatori è fondamentale per il successo del programma JIAcademy International.

    CHE COS’È IL METODO DI ALLENAMENTO JUVENTUS?

    I metodi di allenamento utilizzati nelle attività durante Camp e Academy internazionali dei Bianconeri sono gli stessi applicati presso la Scuola Calcio di Torino e rappresentano un adattamento di quelli utilizzati nel settore giovanile del club.

    I Head Coach italiani hanno poi il compito di assicurare la coerenza di queste metodologie. Per farlo, viene dedicato moltissimo tempo alla formazione degli staff del luogo, come spiega l’Area Manager Lorenzo Grossi.

    «Un aspetto assolutamente fondamentale del nostro lavoro e qualcosa che facciamo ormai da molti anni è formare e preparare gli allenatori in loco -  spiega - La gestione del gruppo di giovani calciatori è per noi un elemento cardine». Continua Grossi: «Il modo in cui un allenatore interagisce con i calciatori è importantissimo ed è per questo che i nostri insegnamenti ruotano attorno ai concetti di leadership, comunicazione e alle politiche di tutela del ragazzo. È essenziale che questi concetti vengano pienamente recepiti affinché a ogni ragazzo vengano fornite tutte le informazioni necessarie prima ancora di prendere a calci una palla».

    In seguito, l’attenzione si sposta sugli aspetti tecnici dell’allenare, abbracciando le diverse aree, dalla tecnica in movimento alle specifiche situazioni di gioco, dalla costruzione dell’azione partendo dalla difesa alla finalizzazione davanti alla porta.

    La visione globale di JIAcademy è mirata a sviluppare le abilità tattiche, mentali e interpersonali dei ragazzi, affinché possano crescere non solo come calciatori ma anche come persone.

    Inoltre è fondamentale il processo di monitoraggio, dell'Academy, estremamente accurato e approfondito, basato sulla condivisione di file online, in cui gli allenatori italiani e stranieri annotano gli esercizi svolti e forniscono relazioni riguardanti l'attività.

    In questo modo, i Capi Allenatori potranno monitorare i progressi anche quando non saranno presenti fisicamente nei territori in questione.

    IL SOSTEGNO DELLA SEDE

    Oltre a beneficiare degli allenatori e dei metodi di allenamento Juventus, i partner internazionali JIAcademy ricevono un sostegno costante dalla sede bianconera di Torino.

    Sotto la guida del Responsabile per lo Sviluppo del Brand Luca Adornato, il J|Academy Specialist Carolina Chiappero e il Supporto Tecnico Davide Fornaca sono a disposizione per aiutare ogni singolo club affiliato del mondo durante tutto l’anno in termini di organizzazione e promozione della attività dentro e fuori dal campo, e per rispondere alle diverse richieste provenienti regolarmente dalle Academy e dai Camp.

    «Le richieste sono numerose e di varia natura, dall’organizzazione delle attività alla fornitura degli strumenti di comunicazione, che consentono ai partner di vendere il proprio prodotto nel miglior modo possibile all’interno dei rispettivi territori», afferma Chiappero

    Un passaggio chiave per assicurare che le Academy Internazionali e i Camp bianconeri ricevessero pieno riconoscimento in qualità di partner ufficiali di Juventus è stata la condivisione convenzioni stilistiche e redazionali che consentissero un uso uniforme e coerente del brand Juventus su qualsiasi tipo di materiale.

    inoltre, è stata creata una nuova sezione all’interno del sito ufficiale del club, in cui ciascun partner può pubblicare news, fotogallery e video, al fine di promuovere le proprie attività e gli eventi in programma.

    «Siamo pienamente consapevoli del fatto che tutti i club affiliati rappresentino una sorta di “avamposto bianconero” nelle diverse aree geografiche – continua Chiappero – Quindi il nostro lavoro consiste nell’aiutare questi club a penetrare il mercato e ottimizzare il proprio potenziale commerciale attraverso il brand Juventus».

    Se un legame forte con i Bianconeri rappresenta già di per sé un’importante spinta per l'attività del partner e i suoi valori chiave, Juventus si occupa anche di incrementare il potenziale del merchandising, avendo creato una linea retail JIAcademy esclusiva, che consente ai ragazzi che partecipano ai corsi di acquistare prodotti a marchio Juventus. Infine, ciascun partner ha la possibilità di introdurre ulteriori progetti JIAcademy, come i Camp e le Training Experience, all’interno dei rispettivi territori.

    Il successo del progetto è confermato dalle numerose richieste di affiliazione da parte dei potenziali partner.

    «Riceviamo richieste quotidianamente – ammette Fornaca – La vera sfida consiste nell’individuare i partner migliori per esportare il nostro brand in un determinato paese, consentendo al maggior numero possibile di ragazzi di giocare e allenarsi in bianconero».

    CIPRO

    Molti partner internazionali di Juventus sono società calcistiche che decidono di affiliarsi ai bianconeri per i diversi motivi che vi abbiamo raccontato, ma alcuni partono completamente da zero.

    Questo è il caso della JIAcademy a Cipro, che operava inizialmente sotto l’ex progetto Juventus Soccer School in Grecia e che ora gestisce il proprio programma indipendente della durata di nove mesi tra settembre e giugno nelle strutture di Limassol e Paphos.

    A Paphos l’Academy utilizza uno stadio in affitto di seconda divisione per le proprie attività, mentre centro di Limassol è di proprietà, il che garantisce ampia autonomia in materia di orari, strumenti, attrezzature ecc.

    Sono 115 i ragazzi iscritti alla JIAcademy di Cipro e il direttore Sokratous ha sottolineato come l’interesse stia crescendo, nonostante la concorrenza di altre società calcistiche presenti sull’isola.

    «Sono molte scuole calcio a Cipro, probabilmente più di 500 nel paese. Tuttavia, grazie all’associazione con la Juventus, siamo stati in grado di distinguerci come un luogo di respiro internazionale dove i ragazzi possono migliorare il proprio gioco», spiega, sottolineando inoltre come sia stato necessario molto lavoro per consentire all’Academy di prosperare e ha illustrato le sue mansioni quotidiane, con il sostegno costante dei Bianconeri.

    BRASILE

    Brasile fa rima con calcio. Cinque volte campione del mondo e, ovviamente, paese ospitante degli ultimi Mondiali, nel 2014.

    La nazione carioca ospita anche il primo Juventus Camp completamente al femminile presso il rinomato Ipe Club di San Paolo.

    Nonostante sia stata lanciata nel dicembre 2015, l’iniziativa ha subito preso piede nel territorio, accogliendo il 15% dei 500 ragazzi che frequentano i Camp nel paese (vi sono altre due location, Campinas e la città meridionale di Porto Alegre) nei mesi estivi (in Brasile) di dicembre e gennaio.

    Ilana Leeberman, direttrice dei Camp estivi brasiliani, spiega come la possibilità di allenarsi secguendo il Metodo Juventus abbia fatto presa su molti ragazzi e ragazze del paese.

    «Come tutti sanno, il Brasile vanta una grande tradizione in materia di calcio. Tutti amano questo sport, ma è importante fare colpo anche sulla mente dei ragazzi, in modo che possano apprezzare i diversi approcci allo sport stesso - racconta - Gli Juventus Camp in Brasile fanno esattamente questo: insegnano ai ragazzi nuovi metodi di allenamento oltre al corretto comportamento da adottare nel mondo del calcio. Fare in modo che possano vivere esperienze di questo tipo non può che fare bene e abbiamo potuto constatare l’interesse e l’entusiasmo da parte dei bambini per imparare a essere dei veri Bianconeri».

    DUBAI

    Da un paese ricco di tradizione calcistica a un altro dove la voglia di calcio è in continuo aumento.

    La Juventus Academy di Dubai, la seconda città degli Emirati Arabi Uniti, accoglie ogni anno 170 giovani – numero che è cresciuto rapidamente nonostante il caldo estremo che limita i periodi in cui lo sport può essere praticato.

    Nonostante queste sfide, il direttore della JIAcademy di Dubai Mohamed Lajam ha sottolineato come la natura multiculturale della popolazione cittadina abbia contribuito al successo dell’iniziativa, il cui inizio è stato senza dubbio originale.

    «Più di tre anni fa ho letto un tweet di qualcuno che voleva dare vita a un fan club della Juventus – racconta - Quella persona sarebbe poi diventata il mio socio di affari, con cui ho formato quello che sarebbe diventato il fan club più attivo di tutti gli Emirati. Da lì, abbiamo poi deciso di fare il grande passo con l’Academy. È un progetto nato davvero dalla passione per il calcio e in particolare per i colori bianconeri: ne siamo molto orgogliosi».

    TUNISIA

    La JIAcademy tunisina rappresenta senza dubbio una delle storie di successo legate a questo progetto.

    Basti pensare che in poco più di un anno, in Tunisia si è passati dall’avere tre Camp distinti in tre luoghi diversi, che accoglievano un totale di 350 ragazzi all’anno, alla nascita di una vera e propria Academy, con relativi corsi organizzati nell’arco di nove mesi tra settembre e giugno.

    Il direttore dell’Academy, Aziz Toumi, sottolinea come l’alto livello degli allenamenti si sia dimostrato fondamentale nel successo del prodotto, rivolto a un sempre più elevato numero di iscritti.

    «Il buon funzionamento del progetto è dovuto in gran parte alla professionalità di chi lo gestisce. Anche quando abbiamo iniziato con i Camp, la gente ha subito notato la qualità degli allenatori ed è per questo che abbiamo guadagnato la loro fiducia - argomenta Toumi - Inoltre, i ragazzi hanno potuto osservare in prima persona i risultati in termini di sviluppo calcistico e, di conseguenza, c’è molto entusiasmo attorno alla costante crescita del progetto in Tunisia».

    La storia bianconera in Nord Africa non si ferma qui. La prossima sfida consisterà nell’apertura di una seconda Academy in vista della nuova stagione, oltre allo sviluppo di nuovi progetti in altri paesi della regione.

    SPAGNA

    L’aumento della presenza di Juventus in Spagna è da considerarsi anch’esso una grande storia di successo. Tutto è iniziato tre anni fa nella cittadina di Quer: ora in Spagna sono attive JIAcademy ancora più vicine a Madrid, ad Alcorcon, che attraggono in totale 160 ragazzi ogni anno.

    «Possiamo constatare che alla gente piace la Juventus e piace l’Italia” – hanno spiegato i direttori delle JIAcademy di Madrid Antonio Giron e Javier Gil - Anche il metodo proposto è stato accolto nel migliore dei modi. Ciò che ci fa guardare al futuro con molto ottimismo è il riscontro positivo dei genitori i cui figli sono con noi ormai da tempo. Inoltre, i programmi di Juventus sono unici nel loro genere, poiché sono incentrati principalmente sui ragazzi, sulla loro educazione, sull’allenamento di base e i valori da trasferire ai ragazzi».

    Con il crescente successo dei progetti bianconeri in terra iberica, Giron e Gil hanno confermato che l’obiettivo dell’anno prossimo sarà aprire una terza Academy, che dovrebbe quasi raddoppiare il numero degli iscritti a livello nazionale.

    COLOMBIA

    Un'altra bella storia da raccontare è il caso della Colombia. A Bogotá il successo dei tre Camp dello scorso anno (che hanno ospitato complessivamente 200 ragazzi) ha portato all’apertura di un’Academy all’inizio del 2016, cosa che ha fatto salire il numero di ragazzi coinvolti a 250, considerando tutte e quattro le iniziative presenti nella capitale del paese.

    I motivi della crescita dei progetti bianconeri nel paese sono riassunti dal direttore della JIAcademy e dei Camp di Bogotá Nelson Javier Diaz Carreno: «Siamo fortunati a essere l’unica Academy ufficiale affiliata a un club così importante. A livello locale la concorrenza c’è ma ci distinguiamo come l’unica scuola calcio colombiana autorizzata».

    «Ciò che rende i programmi di Juventus così attraenti è il fatto che si concentrino innanzitutto sul benessere dei ragazzi - continua Carreno - Ci siamo impegnati per promuovere questo aspetto,in modo che i ragazzi, assieme ai genitori, agli allenatori e a tutto il personale amministrativo dell’Academy potessero vedere come questo valore sia insito in tutto quello che facciamo».

    Diaz Carreno ha sottolineato come, in seguito al successo di Bogotá, l’intenzione è ora quella di espandere il progetto in tutto il paese, con le città occidentali di Cali e Medellin nella lista delle città candidate a ospitare nuove iniziative.

    Intanto, nel giugno di quest’anno, la regione colombiana di Meta, rinomata per la produzione di caffè, ha ospitato una Juventus Training Experience che ha coinvolto 120 giovani di età compresa tra 5 e 17 anni. L’iniziativa, organizzata assieme a Lavazza, ha contribuito a promuovere i valori dello sport nel contesto più ampio dell’istruzione, dell’integrazione e del divertimento all’interno dell’area.

    GUATEMALA

    Spostandoci a nord, la presenza di Juventus in Guatemala si sta rafforzando, grazie all’apertura di un’Academy a Città del Guatemala nel dicembre 2015, che consente a 100 ragazzi, che si aggiungono ai 250 già iscritti nei Camp del paese, di allenarsi secondo i metodi bianconeri.

    Nonostante la nazionale maggiore non abbia mai preso parte a una Coppa del Mondo, la passione per il calcio sta rapidamente crescendo in Guatemala e il direttore della JIAcademy del paese, Cristopher Prentice, spiega come la presenza di allenatori qualificati rispondenti agli standard della Juventus, in quello che è a oggi la prima e unica Academy ufficiale di un club europeo in Guatemala, non possa che incrementare ulteriormente l’appeal di questo sport... per non parlare della visita di una famosa leggenda juventina all’inaugurazione della struttura!

    POLONIA

    La Polonia è il paese europeo con il più alto numero di iscritti alle JIAcademy, con 350 giovani nelle due città settentrionali di Bydgoszcz e Torun e altri 100 ragazzi della regione occidentale della Silesia.

    In quest’ultima, l’amministratore delegato dell’Academy Tomasz Sokola conferma come si sia tentato di introdurre le sessioni di allenamento nelle scuole medie, battendo la concorrenza di altri club che vantavano un grande appeal nella regione.

    «In Silesia ci sono moltissime società di calcio. Ad esempio Piekary Slaskie, una città di 50 000 persone, ne conta ben sei. Da quando abbiamo avviato l’Academy tre anni fa, tutti danno sempre il massimo per vincere contro di noi! - spiega - Ora stiamo cercando di organizzare lezioni di calcio nelle scuole medie. Questo è l’obiettivo che ci siamo posti per i prossimi mesi».

    I direttori delle JIAcademy di Bydgoszcz e Torun, Radoslaw Andrzej Michalski e Arek Bogusiewicz Pedzierski, notano come i corsi siano riusciti a trovare il giusto equilibrio tra serietà e divertimento.

    «Juventus ci garantisce un grande sostegno professionale – afferma Michalski – Ci vengono fornite informazioni e istruzioni chiare su quello che dobbiamo fare, circa i metodi di allenamento per le diverse fasce d’età. Gli allenatori italiani dirigono delle ottime sessioni. Oltre a essere il progetto perfetto per migliorare le abilità calcistiche dei ragazzi, è un modo anche per divertirsi. Anche per i genitori, che possono vedere i loro figli giocare con la divisa a strisce bianche e nere».

    RUSSIA

    La nazione che tra due anni ospiterà la Coppa del Mondo vanta già tre location di successo di ispirazione bianconera. Tra Mosca, San Pietroburgo e Sochi 300 ragazzi sono coinvolti ogni anno negli Juventus Camp nei mesi di giugno e luglio.

    A detta di Alexey Myshakin, che supervisiona i diversi corsi estivi del paese, il successo dei Camp è dovuto all’approccio intuitivo nei confronti del calcio che viene proposto ai ragazzi e sostenuto da Juventus, cosa che i ragazzi russi hanno pienamente apprezzato.

    «I metodi di allenamento utilizzato da Juventus sono estremamente diversi da quelli adottati dagli allenatori russi. Ad esempio, è quasi divertente sentire i genitori che ci chiedono: “Ma perché gli allenatori non usano i fischietti? Sono forse rotti?" In linea con i metodi adottati da Juventus e in generale in tutta Europa, non si deve usare il fischietto quando si ha a che fare con i ragazzini».

    «Un’altra cosa che ci ha colpito è che chi viene ad assistere agli allenamenti – amici, parenti o giornalisti – chiede sempre quando i ragazzi giocheranno la partitella. Secondo il metodo adottato da Juventus, le partitelle in cui i ragazzi vengono divisi in due squadre sono in sostanza un’attività di svago. Questa è un’altra differenza che si nota subito».

    A due anni dall’inaugurazione del primo Juventus Camp del paese a San Pietroburgo e dodici mesi dopo l’apertura del secondo a Mosca, a conferma che l’appeal dei bianconeri sta rapidamente crescendo in Russia, questa estate il progetto JIAcademy è sbarcato anche nella città meridionale di Sochi.

    CONCLUSIONE

    Al termine di questo lungo viaggio attraverso le Academy nel mondo, non ci resta che lasciare la parola al Direttore Sportivo delle J|Academy, Gianluca Pessotto. 

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