Matchday allo Stadium

    Avete presente la perfezione con la quale una serie di corone, assi, tamburi, ruote, rocchetti e molle si muovono in sincrono per tenere traccia del tempo? Senza il più piccolo dei suoi elementi, senza la più minuscola delle sue viti, un orologio non potrebbe mai far scoccare le proprie lancette.

    Ecco, ora immaginatevi seduti allo stadio. Sulle guance portate dipinti i colori della vostra squadra del cuore. In mano avete una sciarpa, e state cantando l’inno. Le squadre fanno il loro ingresso in campo. La musica è appena partita in cassa, le telecamere trasmettono in tutto il mondo, il campo è in condizione perfetta, i maxi-schermi danno la formazione. Gli spalti sono gremiti e gli steward con la pettorina gialla sorridono insieme a voi, quando i vostri sguardi si incrociano.

    Qualche ora prima che voi iniziaste a cantare, qualcuno ha controllato che il vostro seggiolino fosse pronto ad accogliervi; qualcun altro ha provato i microfoni, oppure ha messo una pregiata bottiglia di vino bianco in fresco, mentre poco più in là una mano esperta accarezzava il manto verde per assicurare la giusta umidità alle punte di ogni filo d’erba.

    Ogni sera in cui prendete posto allo Juventus Stadium, 1500 persone si stanno muovendo in sincrono da ore affinché possiate trascorrere i novanta minuti più emozionanti della vostra settimana. 

    La sera prima

    Mancano 24 ore alla partita. Due squadre scendono in campo per il più classico dei posticipi serali, alle 20,45. Una di esse è la Juventus.

    Immaginate di organizzare una festa e stilare una lista delle cose da controllare prima che 41.475 persone si riversino a casa vostra. Le luci ed i proiettori funzionano? Gli ingranaggi dei tornelli sono lubrificati correttamente? Gli spalti sono puliti? I bagni in ordine? Bene.

    Questo elenco esiste davvero. Si tratta della checklist che viene consegnata la sera prima della gara al responsabile sicurezza dello stadio (e alla questura) da parte di chi ha effettuato tutte le verifiche delle funzionalità di impianti e strutture. È un passaggio di testimone. Quel foglio descrive come le lancette dell’orologio si siano mosse alla perfezione, fino a quel momento, e viene consegnato a chi, l’indomani, avrà la responsabilità di tutte le operazioni. Il teatro è quasi pronto per lo spettacolo.

    Fuori, in un piazzale di 2000mq, sono già arrivati i camion delle produzioni televisive. Ciascuno di quegli enormi mezzi è attaccato con un cordone ombelicale allo Stadium: una serie di cavi lo collegano ad uno locale tecnico da cui attingerà il segnale audio-video della partita. Una volta adattato alle proprie esigenze, questo segnale sarà ritrasmesso in tutto il mondo.

    Dentro, ogni telecamera è già cablata, in ciascuna postazione di ripresa. Anche quelle a bordo campo, dove passando con la mano sull’erba la si può notare umida, alla sera. È normale, a 14m sotto il livello del suolo, nonostante le serpentine di acqua calda installate sotto il terreno di gioco per fare in modo che quei 2.2/2.7mm di erba non vadano mai in dormienza, ma percepiscano sempre un certo tepore (14/15 gradi, alla radice) e continuino a vegetare. 

    Gli spalti nel ‘catino’ sono già stati puliti, e lo stesso vale per tutti gli altri ambienti, incluse le sale hospitality.  Gli addetti alla sicurezza sono ai propri posti. Domani si gioca.

    Mattina, presto

    Poco dopo che il sole è sorto sullo Juventus Stadium iniziano le “grandi manovre”.
    I primi ad arrivare sono gli addetti alle manutenzioni, ovvero i ragazzi che lavorano nell’area Facility e Maintenance: uno dei quattro pilastri alla base dell’organizzazione che permette allo stadio di funzionare. 

    In realtà sarebbe scorretto dire così, in quanto non esiste un ‘ultimo ad uscire’ alla sera, ed un ‘primo ad arrivare’ al mattino. Dal giorno della sua inaugurazione, l’8 settembre 2011, casa nostra ha avuto sempre, infatti, almeno un inquilino. Giorno e notte. Trecentosessantacinque giorni l’anno. 

    Le 27 persone che si occupano di manutenzione diventano 74 nel giorno gara (gli addetti alle pulizie passano da 7 a 40)

    Alcuni professionisti che fanno capo al Site Manager sono operativi, durante la partita, in una delle stanze più importanti dell’intera struttura, il BMS (Building management system): ovvero dove si gestisce l’accensione e lo spegnimento di tutto lo Juventus Stadium. Una fondamentale control room che, per sua natura, non può mai – proprio mai – subire un blackout.

    «L’alimentazione di corrente della rete cittadina potrebbe venire a mancare ma in quel caso noi saremmo comunque in grado di portare a termine tutto l’evento», racconta l’ing. Fulvio Berchialla, Site Manager e responsabile dell’area Facility e Maintenance. «Rinunciando ad alcune utenze non indispensabili, garantiamo quelle fondamentali come le luci in campo (2000 lux), l’illuminazione di sicurezza, i led di bordo campo e l’impianto di broadcasting, oltre alle condizioni di sicurezza per tutte le persone allo stadio e a quelle che consentono alla partita di poter arrivare fino in fondo».

    Berchialla, in piedi in fondo, ed i suoi collaboratori nel BMS. L'operatore BMS terminerà la sua giornata lavorativa intorno alle 2, dopo aver 'spento' tutto

    La continuità elettrica è assicurata sia da un gruppo elettrogeno presente allo Stadium, ovvero un motore diesel che genera corrente al posto di quella esterna, sia dai gruppi statici di continuità (UPS, Uninterruptible Power Supply) che coprono la fase di avvio del gruppo elettrogeno (c/a 10 secondi) in cui può essere presente un buco di alimentazione. Altrimenti, per capirci, la partita potrebbe scomparire dal vostro televisore per qualche istante. Ipotesi, questa, neanche lontanamente contemplata.

    Quando la squadra degli addetti alle pulizie arriva al mattino, l’impianto è già quasi pronto per la partita: dopo ogni evento, infatti, viene fatto un primo passaggio; il catino ed i gradoni vengono lavati il giorno prima del match, e durante la settimana il presidio di pulizie permanente fa sì che lo stadio non venga mai lasciato a sé stesso e mantenga sempre ottimi standard igienico-sanitari. Rimane da dare un’ultima mano ai vetri, controllare che tutto sia in ordine nelle aree parcheggio ed in quelle esterne.

    Durante il matchday l’operatività del servizio cleaning segue un programma fortemente mirato alla totale soddisfazione degli ospiti dello Stadium. Tale condizione vale sia per le aree hospitality che per quelle esterne dove un presidio globale costituito da un minimo di 32 risorse ad un massimo di 49 per una durata di 6 ore, garantisce un servizio di pulizia in ogni momento dell’evento di qualità adeguata al livello di ospitalità offerto da Juventus.

    In inverno la prevenzione del gelo avviene quotidianamente, con sale o prodotti usati anche negli aeroporti per la pavimentazione speciale del secondo anello delle tribune (quella con le Stelle, per capirci), e si intensifica nel match day. In caso di perturbazione può scattare il “Piano Neve” (può impiegare fino a 125 risorse e 15 mezzi), elaborato almeno un paio di giorni prima della gara ed in costante aggiornamento in funzione della variazione delle previsioni meteo: c’è infatti una società specializzata che fornisce agli addetti ai lavori dello Stadium bollettini neve ad hoc anche due o tre volte nell’arco del giorno partita.

    Chi si occupa del campo?

    Al mattino prendono servizio i greenkeeper che si occupano del campo. Hanno il compito di togliere le lampade che aiutano il manto a mantenerlo in condizioni ottimali.

    Per tutte la settimana, nel periodo più freddo dell’anno, sul campo sono posizionate le lampade utili a creare un microclima adatto alle esigenze del prato. E' necessario anche far sì che non ci sia troppa umidità, perché il filo d'erba, appesantito dalla stessa, si piega e non permette il giusto sfalcio.

    Si inizia a tagliare l'erba durante la settimana e, pochi millimetri alla volta, viene gradualmente portata all’altezza perfetta per la partita.

    «La Juve è una squadra che merita il miglior campo possibile e per questo tutti si adoperano per ottenerlo», racconta l’esperto Vittorio Ferrino, Green Manager, responsabile dei campi da gioco e di allenamento a Vinovo e allo Stadium.

    Il Green Manager bianconero, Vittorio Ferrino

    La cura del dettaglio a certi livelli è minuziosa, tant'è che l'impegno dei greenkeeper deve essere garantito tutto l'anno.

    Nel giorno che precede la gara il campo da gioco è praticamente pronto, sia come altezza dell'erba che come tracciatura; da lì a poche ore l'erba subirà uno stress notevole sotto i tacchetti dei giocatori.

    In Champions League e in campionato il lavoro dei greenkeeper nel giorno gara continuerà fino all'arrivo della squadra allo Stadium. A quel punto usciranno dal campo, rimanendo però a disposizione fino al termine della gara.  

    Il mondo steward

    Mentre in campo fervono i preparativi con gli ultimi ritocchi al prato, le lampade vengono riposte nel grande vano sotto la Tribuna Sud. Già dalle 9 del mattino sono presenti i primi steward per supportare gli addetti alle televisioni, che iniziano ad allestire le produzioni in vista della sera. 

    La loro convocazione è compito dell’area Operations, che gestisce tra i tanti anche gli staff di supporto, gli operatori ai tornelli e quelli addetti alle telecamere (TVCC), la sicurezza privata, i 105 assistenti sanitari e gli 11 vigili del fuoco per un totale di oltre 800 persone per giorno gara. 

    Marco Patania, Operations Manager dello Juventus Stadium: sono circa gli 600 steward, dalle 70 alle 90 hostess, fino a 70 gli operatori Parking

    Chiunque entri allo Stadium per lavorare è dotato di pass. L'area Operations gestisce anche la loro emissione. Questi possono essere stagionali oppure specifici per ogni partita: banalmente, se dovesse nevicare, sarà necessario fornire di titolo d’accesso i 50 spalatori necessari a rimuovere la neve. Le richieste particolari arrivano già qualche giorno prima di ogni gara: una gran parte di loro sono operatori della stampa e delle televisioni, per un totale di circa 600 pass a partita.

    «L’organizzazione parte da lontano: il nostro ufficio deve reclutare tutti gli steward per la gara. La convocazione è scientifica: ogni steward ha un suo ruolo predefinito, sa dove deve andare e chi sarà il suo responsabile», spiega Marco Patania, Operations Manager dello Juventus Stadium. «La gerarchia prevede lo steward; il suo capo unità che risponde ad un coordinatore; un responsabile funzione; un vice delegato ed un delegato alla sicurezza. Nella convocazione c’è scritto a che ora ciascuno si deve presentare».

    Per ogni partita vengono chiamati tra i 530 e i 650 steward scelti in un bacino di 1000 persone: c’è infatti una quota di ragazzi che rimangono a disposizione per coprire eventuali defezioni dell’ultimo minuto.

    In base alle presenze preventivabili allo Stadium ci si confronta con il GOS, ovvero il Gruppo Operativo Sicurezza, un organo istituito dal Ministero dell’Interno e coordinato dalla Questura di Torino, di cui fanno parte anche i Vigili del Fuoco, il Servizio Sanitario, la Polizia Municipale, il Delegato alla Sicurezza, il Responsabile dello Stadio ed il Supporter Liason Officer bianconero, ovvero il delegato ai rapporti con i tifosi. In questo incontro si predispone la scheda informativa che raccoglie notizie relative alla gara, dalla vendita dei biglietti, al meteo, alle informazioni utili alla gestione della sicurezza, passando per eventuali direttive dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. È allora che viene stilato il Piano Operativo Steward che indica quanti e dove verranno ubicati i tanti ragazzi e le tante ragazze (una considerevole quota) chiamati per la partita. Il giorno prima del match viene infine convocato in questura il tavolo tecnico per dare alle parti le ultime indicazioni sull’evento: l’attività degli steward viene messa in moto prima che possano arrivare gli operatori TV.

    La produzione televisiva

    Quando inizia il giorno gara, ed i tecnici iniziano a lavorare sulle produzioni televisive, gli steward sono già in postazione, e le richieste particolari di ciascun broadcaster già state accontentate. Quali richieste? Come funziona esattamente il tutto? Ve lo spieghiamo subito. 

    Partiamo dalla nozione base. Juventus produce tutte le immagini della partita, questo vuol dire che all’interno dello Stadium esiste un vero e proprio reparto di produzione televisiva. Per ogni partita, c’è un camion regia principale e al suo interno ci sono tutte le tecnologie necessarie. 

    Sul mezzo di regia: può avere fino a 32 telecamere a bordo. Lo stadio è cablato da oltre 10km di cavi

    Le telecamere collegate ai monitor sono un po’ gli occhi del regista, che siede in questo camion e seleziona il punto di vista migliore per ogni azione. Questo regista non è un dipendente Juventus, ma è diverso ad ogni partita ed è nominato dalla Lega Serie A (la quale regola la produzione tramite un insieme di norme contenute nel “Regolamento delle produzioni audiovisive”). 

    Ma l’insieme delle immagini che seleziona il regista della Lega non è ancora il prodotto finale che arriva sui vostri schermi. Ogni broadcaster (Sky, Mediaset, Rai, JTv etc.) integra questo segnale con le proprie telecamere, ciascuno a seconda dei diritti acquistati ad inizio stagione. Come sapete, c’è infatti chi può effettuare interviste da bordo campo, chi ha l’esclusiva superflash una volta terminato l’incontro e così via. Per ogni partita, quindi, le televisioni fanno richiesta di avere un numero extra di telecamere previste dai loro contratti: una per esempio a bordo campo (pich reporter/presentation), una all’arrivo dei pullman ed una nell’area delle interviste flash. Si segue lo standard qualitativo A (presenti anche B e C), con 18 telecamere di base più quelle aggiunte da ciascun broadcaster.

    Il ‘pacchetto partita’ è quindi ottenuto grazie a mezzi tecnici (cavi, telecamere) messi a disposizione dalla Juventus, che ogni televisione integra con alcune riprese extra, con i propri giornalisti e le proprie interviste esclusive.

    Chafik Ould Mhalla è il Broadcasting Supervisor che seleziona il gruppo di lavoro (una cinquantina di professionisti tra macchinisti, microfonisti, tecnici audio e video) necessario alla produzione di ogni partita. Quando il regista designato dalla Lega arriva, il giorno della gara, «trova una squadra già pronta: gli diamo garanzia che la tecnologia sia la migliore in Italia a livello qualitativo», spiega Ould Mhalla. «È il dettaglio che fa la differenza, fin dalla selezione delle ottiche, delle tipologie di telecamera, dei tecnici, specializzati ciascuno per la sua camera con la quale lavora per noi da quattro anni ormai». 

    "Diamo garanzia che la tecnologia per produrre le partite sia qualitativamente sempre la migliore"

    Alla sua unità, nei giorni precedenti, arrivano le esigenze di produzione televisiva di ciascun broadcaster e le relative richieste pass per la partita. Si redige un camera plan, e una volta pronti gli accrediti (grazie al supporto dell’Ufficio Stampa e di Operations) gli operatori TV di Sky e Mediaset non devono fare altro che presentarsi allo Stadium per sapere dove operare.

    L’allestimento di tutte le postazioni avviene naturalmente nei giorni precedenti. 

    Le bocchette in cui passano i cavi di collegamento mezzi TV-Stadium
    La disposizione delle telecamere in campo

    Vedete queste bocchette? Da qui passano i cavi che collegano i camion delle emittenti televisive (giunti il giorno prima della gara) allo Juventus Stadium. Da quel locale tecnico, centro nevralgico delle connessioni, partono i cablaggi sotterranei che portano fino alle telecamere.

    Al mattino del giorno gara, per tornare a noi, si controlla che tutti i mezzi siano arrivati nel piazzale antistante lo Stadium – inclusi quelli gestiti direttamente dalla Lega, come la Goal Line Technology e i camion “uplink” (con le antenne satellitari per trasmettere la partita). Fatto questo, si verifica che tutto funzioni correttamente e sia pronto per la produzione, inclusi i dettagli più piccoli come sigle e grafiche televisive.

    L'ora di pranzo
    Sono 60 i cuochi impegnati nelle due cucine da 7000m² dello Stadium: entrano in servizio al mattino presto. Dovranno soddisfare i palati di c/a 4.500 persone

    Mentre fuori si opera a pieno regime, cuochi e aiuto-cuochi sono al lavoro per preparare i menu della serata. 

    Questi vengono decisi dall’azienda che si occupa del catering di comune accordo con l’area Events. «Devono essere variegati, non essere monotoni e cercare di soddisfare tutti i gusti. Riusciamo a gestire le richieste di menu speciali, vegetariani o senza glutine anche all’ultimo minuto», spiega Alberto Pairetto, Events Manager

    Attenzione però: sarebbe impossibile preparare per esempio i circa 1700 pasti che vengono serviti in Club Sivori – per non parlare di quelli degustati nelle altre zone – tutti all’ultimo minuto.

    Una volta approvato il menu, la spesa arriva allo Stadium già il mercoledì, ed i cuochi si mettono subito al lavoro preparando le cosiddette basi, di modo da arrivare al giorno gara dovendo solo effettuare il ‘rinvenimento’ delle materie prime. Nelle aree hospitality dotate di cucina interna (come il Club Agnelli e il Legends Club) le basi vengono cucinate in maniera espressa in sala.

    Alberto Pairetto, Events Manager: tra i compiti dell'area Events c'è anche la pianificazione della produzione televisiva

    Alle 12 le sale hospitality sono già quasi pronte per l’arrivo degli ospiti. «Si lavora da quando finisce l’ultima partita a quella successiva», continua Pairetto. «Ci occupiamo anche degli allestimenti allo Stadium, del mantenimento della sua immagine, della dotazione degli spogliatoi (a seconda delle richieste dell’area sportiva) e delle attività di fan engagement prima e durante la gara». 

    Il perfetto funzionamento e la manutenzione degli apparati TV e digitali (come LED e maxischermi), al servizio dell’area sponsorship, oltre che la responsabilità sulla regia dello Stadium durante la gara (ad esempio, la musica che si sente sugli spalti) sono altre attività fondamentali gestite dall’area Events, che passa da 7 a 630 persone durante un matchday. 

    Il regista, l’aiuto regista ed i produttori designati dalla Lega Serie A arrivano intorno ora di pranzo. La prima cosa da fare con loro è naturalmente un giro per il cosiddetto TV Compound, ovvero l’area di parcheggio in cui stazionano i mezzi delle televisioni, per verificare se tutto ciò che è stato richiesto nei giorni precedenti sia stato effettivamente preparato. Lo è. 

    Segue un giro di ricognizione alle postazioni di ripresa dello Stadium, da quelle a bordo campo fino a quelle in mixed zone, per controllare che il posizionamento combaci con il camera plan.

    Ci si muove su e giù attraverso le scale ma anche in ascensore, mentre i tecnici ascensoristi ultimano i loro controlli. Da questo momento fino alla fine della giornata sarà sempre presente un presidio di due tecnici specializzati all’interno della struttura: questo per poter intervenire immediatamente in caso di guasto agli ascensori senza dover aspettare l’arrivo di un specialista esterno, che potrebbe aver problemi ad accedere allo Stadium con celerità dato il grande afflusso di pubblico. 

    Alle 14 arrivano i camerieri delle 10 aree Premium Hospitality
    Le sale sono allestite almeno tre ore prima dell’apertura dei cancelli

    Gli allestimenti dei 24 bar, dei 6 hotdog point e del ristobox - dove gli appetiti della maggior parte dei tifosi troveranno soddisfazione - iniziano anch'essi dopo pranzo e proseguono fino all’apertura dei cancelli, mentre gli addetti dell’area Events controllano che gli espositori distribuiscano prodotti in linea con i diritti acquisiti dai partner commerciali bianconeri.

    Museum&Tour
    Nel pomeriggio sono tantissimi i tifosi che visitano lo Stadium prima di ogni partita

    Uno dei quattro pilastri fondamentali della macchina organizzativa del matchday (e che sarà oggetto di uno dei prossimi approfondimenti Juventus Special) è, come abbiamo visto, quella che fa riferimento al Museum, e che permette a migliaia di tifosi di visitare l'impianto e il tempio della storia bianconera durante il giorno gara. 

    Alle 13, ogni 15 minuti e fino alle ore 16, partono infatti gli Special Tour Match Day, che porteranno all’incirca 1000 persone a scoprire dal vivo lo Juventus Stadium. Sono 20 gli addetti a questa attività, tra cui 10 guide e 10 steward. Un numero che il giorno gara è più che raddoppiato rispetto a quello di una giornata ordinaria (8 staff). 

    Il pomeriggio

    Intorno alle 15 avviene uno dei briefing più importanti della giornata: quello del Delegato alla Sicurezza con gli otto coordinatori di settore degli steward. Vengono analizzate problematiche specifiche relative alla partita imminente, ma anche evidenziati dettagli di quelle passate in funzione di un miglioramento. Successivamente è il turno dei capi unità, una sessantina in tutto, che incontrano i coordinatori ed il Vice-Delegato alla Sicurezza (o a volte il Delegato stesso, a seconda del match).

    Di bocca in bocca, le consegne vengono passate a tutti gli steward interessati prima dell’inizio della partita: è un sistema a cascata in cui la ripartizione dei ruoli e delle responsabilità è un principio cardine per il corretto funzionamento di tutto l’ingranaggio.

    È tutto codificato, minuto per minuto, da quel Match Organization Dossier sulla scrivania dell’Events Manager, e che è stato inviato qualche giorno prima via email a chi di dovere in società. In esso c’è il riepilogo di quanto accade il giorno partita: dal kit gara indossato dalle due formazioni al programma della Prima Squadra, passando per l’orario d’arrivo della delegazione arbitrale, le attività degli sponsor, i posizionamenti delle telecamere, le attività straordinarie per eventuali ospiti, i menu delle sale hospitality fino ai colori dei braccialetti identificativi dello staff.

    La segreteria stewarding
    Si firma la presenza e vengono consegnate le pettorine

    Il telefono dell’Events  Manager squilla senza sosta: la sua figura racchiude anche le prerogative dello SLO (Supporter Liaison Officer), ovvero la gestione dei rapporti con le tifoserie, sia quelle di casa che quelle ospiti. È un’attività, la sua, che inizia più o meno la settimana prima del match, ovvero al momento in cui viene comunicato alla squadra avversaria la modalità di vendita del sottore ospiti dopo le indicazioni dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. Lo SLO, voluto dalla UEFA nel 2010 e recepito dalla FIGC a partire dalla stagione 2012/13, è costantemente in contatto con il pari ruolo dell’altra squadra. Le loro conversazioni si fanno più frequenti mano a mano che ci si avvicina al calcio d’inizio: l’aggiornamento sui dati di vendita e su eventuali problematiche relative ai tifosi presenti è continuo al fine di trasferire tutte le informazioni alla questura.

    Man mano che passa il tempo, l'aria si fa più elettrica. Le 20,45 si stanno avvicinando sempre più velocemente, e le sale catering sono già pronte. Tutta la forza stewarding è convocata intorno alle 16,30 per essere pienamente operativa entro le ore 17.

    Tutto questo movimento viene monitorato dagli schermi presenti nella stanza in cui si riunisce il GOS, Gruppo Operativo Sicurezza, da dove è possibile tenere sott’occhio il circuito chiuso dello Stadium e gli spalti tramite, tra le altre, le quattro telecamere multifocali PANOMERA®.

    I 16 obiettivi delle Panomera, ognuno dedicato ad un settore, forniscono immagini ad altissima definizione, fruibili anche su dispositivi mobili

    Queste consentono di riprendere continuativamente una grossa porzione degli spalti ma a differenza delle telecamere PTZ, è possibile, sia durante la registrazione che a posteriori, rivedere il filmato e zoomare sulla zona interessata in qualsiasi momento della ripresa. 

    Il briefing dei vigili del fuoco

    Le registrazioni sono messe a disposizione delle forze dell'ordine, una cui delegazione è presente nella stanza del GOS, unitamente a quelle effettuate dalle 100 telecamere già presenti nell'impianto. Ma a proposito di telecamere…. 

    L'intrattenimento allo Stadium

    I delegati della Lega arrivano intorno alle 17. Qui si fa una prima riunione con i broadcaster per parlare delle attività pre-gara e post-gara. Quello che può sembrare un normale incontro di routine, in cui ratificare il solito protocollo, nasconde invece molte incognite: il regista cambia infatti ad ogni partita – mentre i tecnici addetti ad ogni telecamera sono sempre gli stessi, tranne che in Champions League – ed ogni regista ha la sua idea di regia. Le attività da effettuarsi prima del calcio d’inizio, inoltre, variano di partita in partita: ci può essere una particolare iniziativa sponsor, oppure un minuto di silenzio da rispettare, per esempio, ed in tal caso cambiano i protocolli. Una volta che tutte le parti sono allineate e consapevoli di quanto c’è da fare, e quando, lo show può avere inizio. 

    Mancavano all’appello solamente gli addetti alle attività di intrattenimento per gli oltre 40.000 tifosi che di lì a poco riempiranno gli spalti. Parliamo di circa 90 persone che, a quest’ora, sono arrivate allo stadio. Di lì a poco saranno a vostra disposizione per truccarvi, farvi cantare o cavalcare un pallone meccanico. 

    «Tutta l’attività di sport production avviene al fine di avere un clima sereno e di entertainment allo stadio», racconta il responsabile in regia. «Questa forma di intrattenimento fu introdotta per la prima volta nel calcio italiano già all’Olimpico, sulla scorta di quello che succede negli sport americani».

    Da questa sala si controllano i maxi-schermi, i led e la musica, per esempio

    Dal quiz per indovinare il giocatore misterioso, passando per la Scuola di Tifo, il canto dell’inno, i Led Soccer ed il Pallone Meccanico, sono tante le attività a disposizione dei fan bianconeri per ogni partita. Ogni domenica tra le 3.000 e le 4.000 persone vengono coinvolte sia nelle postazioni fisse, stabilite da un planning fatto ad inizio stagione, che dalle attività itineranti che vedono all’opera le truccatrici (6 in 3 postazioni), dalle welcome girl e dalle otto mascotte che affiancano J (e che rappresentano Pogba, Buffon, Chiellini, Marchisio e gli ultimi 4 scudetti vinti). Se ve lo state chiedendo, ognuno di quei costumi pesa più o meno 30kg.

    Lo Stadium è dotato anche di due Baby Park, uno in tribuna est ed uno in ovest, che svolgono funzione di ‘asilo’ in grado di accogliere fino a 70 bambini per match. A tutte queste attività si sommano quelle che passano sui maxischermi e quelle musicali, gestite da un dj.

    «Il tutto è organizzato come un format televisivo», continua il producer. «Per ogni partita, Juventus riceve le indicazioni da parte della Lega Calcio o dei vari sponsor sull’attività da fare, le comunicano all’area Events e redigiamo una scaletta dove all’interno c’è tutto, dalla premiazione dell’MVP fino allo speech del presentatore, passando per i momenti dedicati alla storia della Juve».

    Le pubblicità che appaiono sui led a bordo campo vengono provate, secondo la scaletta, nei giorni prima della gara

    È anche questo un lavoro che parte da lontano: se dopo ogni partita gli strumenti del mestiere vengono riposti con cura, il giorno precedente i responsabili delle attività di sport production sono allo Stadium a verificare che tutto sia funzionante ed i materiali siano in buone condizioni.  

    «È un vero e proprio palinsesto vero che inizia due ore prima del match, all’apertura dei cancelli e diventa più incalzante man mano che ci si avvicina alla partita. Il concetto è che, quando i tifosi arrivano, questi possano trovare sempre qualcosa da fare per divertirsi e non passare due ore al freddo». 

    Ci siamo quasi

    Cala la sera sullo Juventus Stadium. Mentre si attiva il sistema di accreditamento per i media, che iniziano ad arrivare alla spicciolata, sugli spalti è partita la bonifica dei seggiolini. Un’operazione effettuata lentamente e con la massima cura posto per posto, effettuata dagli steward sotto la direzione scrupolosa dei capi unità sia prima della partita che dopo di essa.  

    Di ogni poltroncina, incluse le 600 con monitor incorporato, viene controllato il corretto funzionamento, mentre i giardinieri escono dal campo e rimangono a disposizione nei pressi delle linee laterali muniti di ganci ed attrezzature per la riparazione fulminea di reti e bandierine nel corso del match.

    Tutto pronto in spogliatoio per le riprese TV del cosiddetto Kit Player

    I cameramen sono in postazione: la produzione televisiva è cominciata. Oltre ai tifosi, stanno arrivando anche i giornalisti. Ma facciamo un passo indietro.

    Nelle settimane precedenti, ogni segreteria di redazione di un quotidiano, televisione o radio ha mandato una mail all’Ufficio Stampa bianconero per assicurare un posto allo Stadium ai propri reporter e tecnici. 

    Ogni giornalista entra con un titolo d’accesso ritirabile al Gate B, nello sportello dedicato ai media che apre due ore prima dell’inizio del match

    Ogni richiesta di accredito è stata raccolta fino a cinque giorni dalla gara, valutata ed eventualmente inserita in un software che permette la gestione delle tante domande che arrivano dall’Italia e dal mondo. Per un big match del calibro di Juve-Napoli, per esempio, sono circa 200 le persone ammesse alla partita tra fotografi e operatori media.

    Alle 18,45 i cancelli sono finalmente aperti!

    I tifosi diversamente abili possono godere di un servizio gratuito di prenotazione: questo, rivolto a chi possiede un certificato di invalidità al 100% e che necessita di assistenza continua, prevede la possibilità di accedere gratuitamente allo stadio con un accompagnatore.

    Tra i fan bianconeri che si presentano ci sono anche una ventina membri dei Club Doc ufficiali bianconeri, selezionati dal centro di coordinamento nazionale, pronti per effettuare il Walk About, ovvero il tour guidato dello Stadium che li porterà intorno alle 19,30 nel tunnel per salutare i giocatori in arrivo. È l’ultima tappa di un giro che li conduce dall’atrio all’area media, passando per mixed zone e campo da gioco. Dopo aver accolto i calciatori, ciascuno di essi raggiungerà il suo posto da abbonato allo per godersi la partita come di consueto. In parallelo si muove per lo stadio il  Walk About Member, che coinvolge i Premium Member italiani e stranieri. Questi, giunti allo stadio intorno alle 19, possono partecipare al quizzone a bordo campo prima di essere accompagnati in Partners Club per la cena ed in Tribuna Ovest (comfort seats) per il match. 

    Ci sono altri iscritti al progetto Membership in movimento, a quest’ora: alcuni Premium Member tra quelli affiliati da molti anni, infatti, sono stati selezionati per provare la VIP Hospitality Experience. Una sorta di premio fedeltà che li condurrà nello Sky Box Juventus per la partita, ma soprattutto nel tunnel al di fuori degli spogliatoi per salutare i giocatori a fine gara, complimentarsi con loro e scattare qualche foto ricordo. In Legends Club, intanto,  è stato apparecchiato un tavolo dedicato alla decina di fortunati J1897 che vivranno la stessa tipologia di esperienza. 

    La musica ora riempie l’aria. In regia fonico, dj, operatore di messa in onda, mixerista, capi tecnici e speaker hanno preso posto. Una persona controlla che la scaletta venga rispettata, e che quel video sia trasmesso sul maxi-schermo esattamente a quell’ora , con quella esatta canzone. L’atmosfera è frizzante, i minuti scorrono veloci fino all’arrivo delle due squadre. 

    Il primo ad arrivare è il pullman della formazione ospite, come di consueto. Quindi tocca al nostro. 

    L’Ufficio Stampa è in postazione per indicare ad un giocatore che è il suo turno di rispondere alle domande dei cronisti in attesa nel tunnel. Quindi a parlare, come di consueto, è l’amministratore delegato bianconero Marotta in quell’area apposita chiamata flash interview area dove chi ha acquistato i diritti può usufruire dell’opportunità di intervista. A bordo campo, nel frattempo, alcuni giornalisti – tra cui quelli del canale ufficiale JTv – sono impegnati nelle attività di pitch presentation.

    Le telecamere stanno registrando tutto, e le immagini arrivano ai vostri televisori. Ricordate il locale tecnico in cui i vari broadcaster attaccavano i loro cavi per poter trasmettere la partita? Ecco, a poco meno di due ore dalla partita appare più o meno così. 

    Tutti i cavi hanno trovato collocazione
    Gli occhi del regista sono quelli delle telecamere
    IT'S SHOW TIME

    Dopo una breve riunione tecnica e dopo essersi cambiati, i giocatori sono pronti a fare il loro ingresso in campo per il riscaldamento. In regia sanno che la canzone giusta, come vogliono tradizione e scaletta, sia Thunderstruck degli ACDC. Lo stadio esplode in un boato, mentre su Twitter, Snapchat e nel LIVE MATCH vi stiamo già raccontando cosa si prova ad essere lì. 

    A bordo campo, in alcune partite, i piccoli Junior Member stanno aspettando solamente che i giocatori della Juventus tornino in spogliatoio, si mettano il kit di gioco e facciano il loro ingresso per accompagnarli verso il cerchio di centrocampo, mano nella mano. Per loro è un sogno che si avvera. Si sono cambiati negli spogliatoi dei raccattapalle (ball boys),  mettendosi la divisa bianconera, oppure quella della squadra ospite e dell’arbitro, e non vedono l’ora di stringere il guantone di Gianluigi Buffon. Sugli spalti, dopo il riscaldamento, è ora di tirare fuori le sciarpe per accompagnare visivamente le note dell’inno bianconero “Storia di Un Grande Amore”.

    È a quel punto che appare una meraviglia di questo genere.

    Le operazioni per l'allestimento della coreografia iniziano alle 9 del mattino: è composta da migliaia di fogli PVC di dimensione 69x95cm.

    In tribuna stampa, dove i giornalisti e gli addetti alla comunicazione hanno potuto godere di un buffet loro dedicato, sono già da qualche minuto tutti ai propri posti per commentare la partita. The caldo in mano, commento in cuffia, monitor del computer e quello della partita davanti agli occhi. 

    Mancano pochi istanti alle 20,45. La musica dei Chemical Brothers si fa sempre più incalzante. 

    L’istante per cui hanno lavorato così tante persone è arrivato: l’arbitro fischia l’inizio della partita. Ogni canzone cessa di colpo per far spazio solamente al ritmo del pallone e al boato dello Stadium.

    Parliamo di spettacolo? avrete di certo notato lo splendido gioco di luci che lo Stadium ha regalato, alla prima di campionato, nel momento in cui venivano lette le formazioni. 

    Il pubblico è stato rapito, quasi ipnotizzato, perché da una trentina di secondi i riflettori dello Stadium sembravano impazziti: si sono accesi e spenti, ruotando sugli spalti, creando giochi di luce: è stato il benvenuto che il nuovo impianto di illuminazione a led dello Stadium, frutto della partnership con Philips Lighting Italia S.p.A., ha dato al nuovo campionato.

    Lo spettacolo è continuato con l'inno, e d'ora in avanti accompagnerà i tifosi bianconeri per tutta la stagione, creando ogni volta un'atmosfera sempre più coinvolgente. Per l'Italia è una novità assoluta e in Europa una rarità e si contano sulle dita di una mano gli stadi che dispongono di una simile tecnologia. 

    Rispetto alla passata stagione, tutti gli apparecchi che illuminavano il campo e le tribune sono stati sostituiti con 396 dispositivi a led installati sulla copertura e sulle passerelle tecniche, 72 in più del precedente impianto. L'operazione, garantisce un risparmio sui consumi pari a 175 kW, senza contare l’ulteriore beneficio derivante dalla possibile regolazione delle luci. Beneficio disponibile anche per i 116 apparecchi installati sui capitelli e sotto le passerelle tecniche.

    Il risultato, come si è visto, è straordinario per l'uniformità, l'assenza di flickering, per l'abbattimento dell’abbagliamento e per la resa cromatica. Inoltre il nuovo impianto,anche dal punto di vista delle prestazioni, risponde ai canoni degli standard UEFA A ELITE, il più alto livello riconosciuto dal governo del calcio europeo.

    Tutto ciò è stato possibile grazie allo sforzo di un pool di persone che ha smontato e installato i fari trasportando e posando 24.000 kg di carpenteria zincata fissando con 14.200, tra bulloni e viti, i fari alle strutture dello stadio, posando 33.116 metri di cavi elettrici. Ogni persona coinvolta nei lavori ha percorso circa 15 km al giorno, spostandosi a piedi all’interno dello stadio. Il totale fa 20.160 km...

    Per capire meglio questi numeri:

    • 24.000 kg sono equivalenti ad un branco di 53 zebre adulte
    • 14.200 è il numero di bulloni e viti necessario per assemblare 11 Jeep Renegade
    • 33 km di cavi coprirebbero la distanza tra lo stadio e il centro allenamenti di Vinovo (e avanzerebbe ancora qualcosa...)
    • 20 mila km sono pari quasi alla circonferenza di Marte

    E veniamo al match: da casa, app ‘Juventus’ in mano, oppure dal bar, con l’applicazione di Twitter aperta nello smartphone, state twittando come matti commentando la partita ed interagendo con i redattori di Juventus.com seduti in Tribuna Stampa. Lì sotto, in campo, la separazione tra le aree è minima, nessuna barriera divide il campo e gli spalti, e la massima visibilità è garantita in tutte le aree dello stadio.

    Lo stadio è quasi sempre sold-out (95% la media di saturazione, ben superiore rispetto a quella italiana del 57% ed in linea con gli stadi tedeschi ed inglesi), i ricavi che ne derivano sono in continua crescita (51,4 milioni al termine della stagione passata). Merito anche di innovazioni digitali come Il Mio Abbonamento, una sezione del sito attraverso la quale l’abbonato, impossibilitato a partecipare ad un match, di volta in volta, può cedere il suo posto allo Stadium per le partite di campionato. Il record stagionale di posti rivenduti per una singola gara tramite questo sistema è stato 4.500 biglietti (Juventus-Sassuolo dell’11 marzo): attraverso il cambio nome e la rimessa in vendita del posto, "Il Mio Abbonamento" ha permesso l’accesso a 77.000 nuovi tifosi quest'anno.

    Ma torniamo alla partita. A fine primo tempo, un giocatore di una delle due squadre è condotto dai propri uffici stampa in mini-flash, ovvero nella postazione interviste allestita a bordo campo per un commento a caldo della partita. A fine gara si replica con la super-flash: se a parlare è un giocatore bianconero sorridente, allora è un buon segno. Vuol dire che abbiamo vinto. Di nuovo. Il pubblico può tornare a casa ancora una volta soddisfatto, con l’appuntamento per la prossima già in agenda. 

    E poi...?

    I giocatori sono ora negli spogliatoi. Due di essi, insieme a due avversari, stanno effettuando i test antidoping in quanto sorteggiati dalla Procura e dalla Lega alla presenza dei rappresentati delle squadre. In regia intanto sono già state date alcune comunicazioni ai tifosi, e la musica sfuma finché l’ultimo appassionato di calcio non ha abbandonato il catino.

    Mentre lo Stadium si svuota, il campo è ora appannaggio dei giardinieri, che riposizionano le unità di lampade per la successiva ora e mezza. La loro giornata finirà poco prima delle due di notte. Era iniziata molto presto, come abbiamo visto, e lo stesso varrà per il giorno successivo.

    I ragazzi che lavorano nelle attività di Sport Production nel frattempo smontano alcune postazioni, mentre altre come il Led Soccer vengono pulite e sistemate per la prossima gara.

    Dopo otto partite di Serie A TIM nel corso dell’anno, un centinaio di membri dei Club Doc italiani ed internazionali sono accolti in sala Est Gold dove possono rinfrancarsi con un ricco buffet ed incontrare una delegazione di giocatori bianconeri (Terzo Tempo). 

    I Campioni d’Italia non impegnati con le interviste, l’incontro con i tifosi e l’antidoping escono alla spicciolata passando dal pullman, dove trovano i JMember a congratularsi con loro.

    Sugli spalti gli steward sono impegnati nelle operazioni di contro bonifica. Tutti quanti seguono scrupolosamente un piano di ripristino. Durante la partita, i presidi di Facility and Maintenance erano già intervenuti per la raccolta dei materiali pericolosi nei parcheggi (come le bottiglie di vetro) e stavano smaltendo i rifiuti prodotti dai bar, collocati fuori dalle aree ristoro. Le operazioni di pulizia continuano naturalmente anche dopo il fischio finale, naturalmente.

    La gestione dei rifiuti è disciplinata dal Sistema di Gestione Ambientale dello Juventus Stadium, dove specifiche Istruzioni Operative ne dettano le linee guida. I rifiuti vengono essenzialmente classificati in due macro categorie: gli urbani e gli speciali. Il punto di conferimento è l’Isola Ecologica, un’area predisposta a concentrare, in maniera differenziata, vetro, umido, plastica, indifferenziato, sia di provenienza spalti/uffici/aree esterne che dalla ristorazione. La capacità totale di tale deposito e di circa 130 m3, volume che viene totalmente saturato nel periodo riferito ad una gara (MD-1, MD, MD+1), per una produzione totale annua di circa 200 tonnellate.

    I foglietti in PVC e le bandierine della coreografia – scelta di comune accordo tra club, tifosi e passata al vaglio della questura nel GOS di metà settimana – verranno raccolti e buttati via a fine gara dagli addetti alle pulizie, che dopo la partita faranno un primo giro di ripristino del catino. Il peso totale dei materiali di coreografia è veramente esiguo: si parla di appena 600kg.

    Il luogo più frenetico dello Stadium è al momento la Sala Stampa, che chiuderà i battenti dopo tre ore dal fischio finale. Le spie rosse delle telecamere sono in funzione finché non finisce l’ultima intervista all’ultimo giocatore. A bordo campo, in sala flash o in tribuna stampa – nel frattempo – i tecnici qualificati per smontare le telecamere in sicurezza (macchinisti) sono all’opera. È una fase, questa, con i suoi tempi ed i suoi ritmi, che terminerà solamente intorno alle 2,30 del mattino. Se c'è una partita infrasettimanale da preparare l’indomani, la convocazione è fissata per le 10 del mattino.

    Una volta smontato tutto, c’è un necessario momento di debrief  per tutte le aree coinvolte dal giorno gara: Events, Facility and Maintenance, Operations e Museum&Tour. Mentre le luci dell’atrio principale sono soffuse (le aree hospitality rimangono aperte per 1.30h dopo la fine del match), anche i broadcaster sono in riunione con i delegati Lega. Per le gare di Champions, ci si incontra anche con i delegati UEFA per analizzare la giornata di lavoro nel suo complesso.

    Nel piazzale dei mezzi televisivi, nel frattempo, vengono staccati i cavi dei broadcaster, i cui camion sono pronti nella notte a partire. I ragazzi che lavorano al catering lasciano l’impianto intorno all’una del mattino.

    L’ultima email può essere inviata anche alle 2,30 del mattino, ovvero poco dopo che l’operatore BMS ha ‘spento’ tutte le luci aspettando che l’ultimo steward e l’ultimo giornalista abbiano lasciato l’area media. Anche lo spogliatoio, finiti i test antidoping e le operazioni dei magazzinieri, torna avvolto dalla penombra.

    Alla fine questo lungo racconto, viene spontaneo farsi alcune domande. Una, in particolare, è quella che vogliamo rivolgere a Francesco Gianello, l'Head of Stadium. Come si fa ad innovare ulteriormente un impianto già all'avanguardia in Italia e in Europa, non solo per rimanere al passo coi tempi, ma anzi per precorrerli? 

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