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Charity

La Juventus Football Club è impegnata su più fronti nell’ambito charity per sostenere progetti e iniziative di solidarietà sociale

Crescere insieme al Sant’Anna

Crescere insieme al Sant'Anna

“Crescere insieme al Sant’Anna” è l’iniziativa, coordinata dall’omonimo Comitato, oggi Fondazione Onlus, nata dalla collaborazione tra la Juventus Football Club e l’Azienda Ospedaliera Regina Margherita-Sant’Anna di Torino.
Lo scopo dell’iniziativa consiste nel reperire fondi da destinare al progetto di ristrutturazione del reparto di Neonatologia Ospedaliera dell’Ospedale Sant’Anna. Il comitato è composto da illustri personaggi del mondo della medicina. Negli anni anche i campioni bianconeri hanno dimostrato la propria vicinanza al progetto divenendone testimonial e, dopo Pavel Nedved, è ora Claudio Marchisio a prestare il proprio volto e il proprio impegno a favore dell’iniziativa. Il progetto “Crescere insieme al Sant’Anna” prevede la ristrutturazione del reparto di Neonatologia Ospedaliera dell’Ospedale Sant’Anna di Torino attraverso un processo di adeguamento agli attuali standard qualitativi internazionali.

Si cercano, difatti, soluzioni strutturali ed organizzative adatte a favorire l’umanizzazione e la familiarità delle cure e il benessere psico-fisico, sia dei fruitori del servizio, cioè i bambini e le famiglie, sia di tutti coloro che nel reparto lavorano quotidianamente.

www.fondazionesantanna.it

Reparto di Neonatologia dell'Ospedale Sant'Anna di Torino

Data la particolare delicatezza degli ospiti del reparto di Neonatologia, è stata creata una struttura in grado di supportare al meglio non solo le necessità dei neonati sotto il profilo medico, ma anche sotto il profilo dei rapporti psico-affettivi e delle relazioni familiari.
Il reparto si struttura sull’impronta di due principi concettuali: il “care” e la “family centered care” che consistono nel considerare il neonato nella sua globalità e nell’assicurare ai piccoli malati una continuità di vita quotidiana anche all’interno di una struttura esterna e spesso poco allegra.

L’ottica di questo approccio consiste nel voler facilitare l’accesso dei genitori al reparto, sia in termini di tempo (“accesso libero”), sia in termini di ambiente che garantisca l’umanizzazione e la personalizzazione delle cure. I genitori devono essere coinvolti in modo completo nella degenza del loro bambino e l’amore e l’attenzione della famiglia, insieme al costante contatto fisico (il cosiddetto kangaroo-mother), diventano una delle componenti essenziali del progetto di cura di un neonato critico.
Obiettivo primario del progetto è il raggiungimento di un corretto rapporto tra funzionalità e comfort e il reparto di neonatologia rappresenta una delle tappe fondamentali per cominciare questo cammino.

I requisiti fondamentali cui l’ambiente deve rispondere, per permettere che il contesto ospedaliero sia il più possibile assimilabile a quello familiare, sono l’alto livello di caratterizzazione di tutti gli elementi di arredo, che devono rendere il luogo accogliente e pienamente fruibile, e la presenza di attrezzature all’avanguardia per il trattamento dei piccoli assistiti.