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Coppa Italia

Il torneo nasce nel 1922, ma presto viene sospeso per poi tornare a essere giocato nella stagione 1935/36. Si ferma ancora per il conflitto mondiale e si riprende a giocare con continuità dal 1958. Nel 1960 la Federazione ordina allo studio dell’orafo milanese Faraone il trofeo, placcato in oro e montato su un blocco di marmo nero del Belgio. Dalla stagione 2002/03 il trofeo, che dall’anno precedente si chiama Tim Cup, cambia volto: il sostegno di marmo viene sostituito con uno tondo e più leggero. Dalla stagione 2001/02 la manifestazione assume la denominazione di Tim Cup.

Flash Coppa Italia

Coppa Italia 2015

Inizia con una vittoria tennistica, si conclude con un trionfo l’edizione 2014/15 della Coppa Italia. Un successo particolare, che per la Juve significa “La Decima”. Una coppa attesa vent’anni, che regala un altro primato ai bianconeri, unici per ora in Italia ad aver vinto dieci Coppe nazionali.

Ma prima di raccontare la finale dell’Olimpico, disputata il 20 maggio 2015 contro la Lazio, andiamo per ordine e ripartiamo dall’inizio.

La Juve fa il suo ingresso nella competizione il 15 gennaio 2015, ed è un ingresso roboante. A Torino, per giocare gli ottavi di finale, arriva l’Hellas Verona, non certo una squadra di serie inferiore, ma anzi una compagine che da anni sta facendo bene in Serie A. Gli scaligeri sono rimandati a casa nientemeno che con un 6-1, grazie alla doppietta di Giovinco e ai gol di Pogba, Coman, Morata e Pereyra.

Pochi giorni dopo, il 28 gennaio, si giocano i quarti di finale, stavolta in trasferta contro il Parma. Il match del Tardini è complicato, il punteggio pare inchiodato sullo 0-0. Al 76’ entra in campo Alvaro Morata e, a conti fatti, quello sarà l’episodio risolutivo del match. È infatti proprio lo spagnolo a segnare il gol decisivo un minuto prima del 90’, e quindi un minuto prima dei supplementari. I bianconeri volano in semifinale, dove trovano la Fiorentina

Match di andata il 5 marzo al #JStadium, che si rivela molto più ostico del previsto. La Juve infatti è costretta a cedere il passo alla Fiorentina, fatto piuttosto raro fra le mura di casa. Vince 2-1 la squadra di Montella, grazie a una doppietta di Salah, intervallata dal momentaneo pareggio di Llorente.

Ma la Juve targata 2014/15 non ha intenzione di mollare niente e al ritorno a Firenze, il 7 aprile, scende in campo con gli occhi della tigre. Non c’è scampo per i viola, sconfitti con un 3-0 spettacolare, che non lascia spazio a discussioni. Marcatori sono Matri, Pereyra e Bonucci.

Ecco, Matri.

Decisivo in semifinale, decisivo nell’atto conclusivo dell’Olimpico. Ma riviviamo da capo la partita contro la Lazio. La gara inizia come peggio non potrebbe, perché il primo pallone indirizzato verso la porta di Storari cambia già il risultato. Cataldi batte una punizione dalla tre quarti, concessa per atterramento di Candreva a opera di Pogba e Radu stacca in area, piazzando la zuccata nell'angolino alto alla sinistra di Storari.

La Juve ci mette appena sette minuti a rispondere e anche il pareggio nasce da calcio piazzato. Questa volta è Pirlo a crossare, Evra fa da sponda per Chiellini che dal vertice dell'area piccola scarica il sinistro al volo sotto l'incrocio.

Un uno-due simile farebbe pensare a una gara con occasioni a raffica. In realtà di conclusioni verso le due porte non ne arrivano molte, perché le squadre sono attentissime a coprirsi e entrambe adottano un atteggiamento aggressivo nella metà campo avversaria, ma sono anche rapide a ripiegare quando la prima linea del pressing viene superata.

In avvio di ripresa la Lazio spinge di più, la Juve non si scompone e sono anzi i bianconeri a costruire una palla gol per Pogba, che di testa alza sopra la traversa il traversone di Lichtsteiner, imbeccato da Vidal. La gara è combattuta, è molto fisica, ma ben poco spettacolare. Nell’arco dei 90 minuti lo score non si sblocca più e si va ai supplementari.

Dopo quattro minuti la Lazio va vicinissima al gol: Djordjevic controlla ai venti metri e spara un sinistro violentissimo che sbatte prima sul palo alla sinistra di Storari, poi sul montante opposto, ma non varca mai la linea e la difesa bianconera riesce a liberare.

Vista da vicino la possibilità di perdere, la Juve piazza il colpo della vittoria:  Pirlo pesca Matri  in area con un lancio millimetrico, nell'azione si inserisce Tevez, il cui tiro viene stoppato, ma lo stesso attaccante bianconero è rimasto in zona e piazza un destro che Berisha riesce solo a toccare.

La Juve porta a casa la Decima: con le unghie, coi denti, con merito e con un grandissimo collettivo.

La Squadra

  • GIOCATORI
  • Buffon
  • Storari
  • Rubinho
  • Chiellini
  • Caceres
  • Ogbonna
  • Barzagli
  • De Ceglie
  • Bonucci
  • Lichtsteiner
  • Evra
  • Marrone
  • Romulo
  • Pogba
  • Pepe
  • Marchisio
  • Padoin
  • Pirlo
  • Asamoah
  • Vidal
  • Sturaro
  • Pereyra
  • Morata
  • Tevez
  • Coman
  • Llorente
  • Matri
  • ALLENATORE
  • Allegri Massimiliano