Il torneo nasce nel 1922, ma presto viene sospeso per poi tornare a essere giocato nella stagione 1935/36. Si ferma ancora per il conflitto mondiale e si riprende a giocare con continuità dal 1958. Nel 1960 la Federazione ordina allo studio dell’orafo milanese Faraone il trofeo, placcato in oro e montato su un blocco di marmo nero del Belgio. Dalla stagione 2002/03 il trofeo, che dall’anno precedente si chiama Tim Cup, cambia volto: il sostegno di marmo viene sostituito con uno tondo e più leggero. Dalla stagione 2001/02 la manifestazione assume la denominazione di Tim Cup.
Coppa Italia 1995
Nel 1994-95 la Coppa Italia della Juve comincia in agosto con il Chievo (0-0 a Torino, 3-1 a Verona) e prosegue in ottobre con la Reggiana (2-0 e 1-2). Nei quarti, c’è la Roma. All’andata a Torino Vialli e compagni non danno tregua ai giallorossi e ipotecano la semifinale con un secco 3-0 (doppietta di Vialli e gol di Ravanelli). All’Olimpico si soffre comunque un bel po’, visto che solo un rigore di Ravanelli sullo 0-2 permette alla squadra di Lippi di rimettersi in carreggiata.
Semifinale: ostacolo alto, c’è la Lazio, ma c’è anche, nel match di andata all’Olimpico, una delle migliori Juve della stagione. Sull’asse Baggio-Ravanelli si costruisce un gol fantastico di Penna Bianca e l’1-0 è ottimo viatico per il ritorno. Che si decide comunque solo nelle battute finali, perché la Juve affronta con sufficienza il match e i laziali, che si erano portati in vantaggio, vengono rimontati con fatica grazie a reti di Marocchi e Baggio.
La finale con il Parma è l’ultimo atto di una stagione che ha visto bianconeri e parmigiani contendersi gloria su tutti i fronti, dal campionato alla Coppa UEFA. Anzi, è proprio la finale di Coppa Italia, dopo che lo scudetto è andato alla Juve e il Parma si è vendicato strappando ai bianconeri la Coppa UEFA, a stabilire la supremazia stagionale dell’una o dell’altra. Il primo atto va in scena al Delle Alpi il 7 giugno ‘95. Una gara spigolosa, tutt’altro che divertente, risolta in mischia da un colpo di testa di Porrini. Basterà l’1-0 per un ritorno che si annuncia infuocato? Basta e avanza, visto che la Juve gioca al Tardini una grande partita e mette subito in minoranza gli emiliani con una prestazione corale all'altezza dei massimi stagionali. Segna ancora Porrini e sulla rabbiosa reazione del Parma s’innesta il gol-capolavoro di Ravanelli che chiude coppa e stagione.
È il nono trionfo juventino nella manifestazione.