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14 giu 2014

Un amore epistolare lungo 22 anni. Per la Juventus.

Samantha e Katia hanno cominciato a raccontarsi le partite della Vecchia Signora nel 1992 per via epistolare. Ma si sono finalmente incontrate soltanto quest’anno allo Juventus Stadium

Quando ancora non c'erano i social network, e la possibilità di condividere le emozioni di una partita della Juventus in tempo reale, queste prendevano corpo su un foglio di carta. Su una lettera.

Emozioni che, allora come oggi, univano i tifosi tra i quali nascevano conoscenze, frequentazioni e spesso vere amicizie: questa è la storia di Samantha e Katia, amiche di penna, in nome della Juventus, per 22 lunghissimi anni. Hanno cominciato a scriversi nel 1992, ma si sono incontrate dal vivo allo Juventus Stadium solo quest'anno.

La loro corrispondenza è cominciata quando erano appena adolescenti. Allo stadio si sono viste con le rispettive famiglie, con mariti e bambini, e tutto inizia grazie ad un'iniziativa di Hurrà Juventus. Nel 1992, il mensile ufficiale bianconero, su alcune pagine, offre la possibilità ai tifosi di pubblicare annunci e messaggi. Un antesignano dell'attuale bacheca delle community online. Samantha, all'epoca diciottenne, e da sempre abbonata al mensile, non si lascia sfuggire l'occasione.

«Ho subito inviato una lettera», spiega. «Poche righe in cui chiedevo, a chi fosse interessato, di scrivermi». Detto, fatto.

Al suo indirizzo (Samantha abita in provincia di Como) cominciano ad arrivare decine di lettere. Alcuni “amici di penna” non dureranno molto («era comunque un impegno mantenere la corrispondenza, anche in termini economici», ci tiene a sottolineare), mentre con altri lo scambio epistolare sarà costante. Tra questi c'è Katia Montabone, anche lei abbonata a Hurrà Juventus. Abita a Torino e con Samantha comincia a scriversi quasi ogni settimana.

Inchiostro e carta vengono utilizzati per discutere della Juventus, delle partite e dei suoi giocatori: «Io amavo Baggio», racconta Samantha, «lei, invece, adorava Del Piero. Così quando andava agli allenamenti, mi scriveva subito, raccontando le impressioni e le emozioni che aveva vissuto».

Oggi tutto questo sarebbe concentrato in una serie di messaggi su una chat del cellulare, magari anche con foto e video girati dal vivo. Ma venti anni fa, non era così. Bisognava attendere qualche giorno e andare a sbirciare nella buca delle lettere: «Devo dire che lettere sono sempre arrivate e anche puntuali». La loro amicizia cresce con il passare degli anni, mentre la Juventus colleziona coppe e scudetti: «Quando si vinceva qualcosa, oltre alla lettera, nelle buste, mettevamo anche ritagli di giornale con le foto che più ci piacevano. Per attaccarle in camera o per conservarle». Samantha e Katia frequentano anche lo stadio: la prima lo fa per cinque anni consecutivi, dal 1990 al 1995 (non a caso gli anni di Baggio), la seconda è ancora oggi abbonata, dal 1990. Nei cinque anni di comune frequentazione non riescono mai ad incontrarsi. Uno scherzo del destino che ha deciso di affidare i loro sentimenti alle lettere.

Gli anni passano e Samantha e Katia, di pari passo con l'evoluzione della tecnologia, cominciano ad abbandonare poco alla volta, carta, penna e francobolli. Arrivano i computer, i cellulari e poi gli smartphone. Si cresce, si diventa grandi. Anche per loro è arrivato il tempo della maturità, delle scelte importanti: il matrimonio, i figli. Ma non solo: è arrivato il momento di abbracciarsi e gridare insieme “Forza Juventus”. Succede quest'anno, in occasione di Juventus-Bologna, sabato 19 aprile: «Che emozione vedersi dopo tanti anni – ammette Samantha – ma è come se ci conoscessimo da una vita». In realtà è così, è proprio una vita. Le due amiche mangiano insieme, conoscono le famiglie altrui e trascorrono la serata ridendo e scherzando: «Le ho detto che scriveva lettere troppo lunghe – ride Samantha - anche se io a volte la battevo, arrivando anche a sei pagine».

La magia della lettera, da aprire con cautela e poi da tenere tra le mani come un trofeo. Tempi lontani. Adesso Samantha ascolta la suoneria del telefonino. E' arrivato un messaggio. Mittente, Katia: “Allora, amica, quando ci vediamo per tifare insieme la magica Juventus?”.

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