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18 gen 2014 - in: Serie A

Che spettacolo allo Stadium!

La Juve vince una partita bellissima, spettacolare e avvincente. E con questa sono dodici in fila.

Il calcio italiano non vivrà forse il momento più esaltante della sua storia, ma è lecito dubitare che altrove sia facile assistere a uno spettacolo più divertente di quello offerto da Juventus e Sampdoria.
La classe dei Campioni d'Italia e la fierezza dei blucerchiati danno vita a una partita avvincente, che potrebbe essere chiusa dopo venticinque minuti, e che invece lascia con il fiato sospeso fino all'ultimo quarto d'ora. Sei gol, pali e traverse, scambi rapidi, giocate raffinate, molte, alternate ad errori, pochi... Il pubblico dello Stadium torna a casa con il sorriso per quanto visto e, naturalmente, per un risultato sofferto e prezioso.

I bianconeri lo hanno ottenuto rinunciando in un colpo solo ai propri due costruttori di gioco. Sono poche, davvero poche le squadre in grado di farlo, ma la Juve è tra queste: Conte ha assemblato una macchina perfetta e non ha nessuna difficoltà a lasciare in panchina Bonucci e Pirlo, affidando la regia a Marchisio e piazzando Ogbonna al centro della difesa.

La Samp, forse pensando di poter disturbare la fase di impostazione, porta il pressing alto, ma i bianconeri palleggiano in modo egregio, Tevez è in moto perpetuo e Llorente sa far salire la squadra come pochi. Il suo assist per Asamoah ad inizio gara è da applausi, la conclusione del ghanese è invece debole e Da Costa può bloccare.

La partita è a senso unico, basti dire che nei primi dieci minuti il possesso palla dei bianconeri va ben oltre il 70%. I doriani però alzano il muro.  Chiellini cerca di superarlo con un batti e ribatti dal limite, ma le sue due conclusioni, di destro e di sinistro, sono entrambe respinte. Sembra trovare lo spazio giusto Tevez, entrando in area dalla sinistra e cercando l'angolino alto sul primo palo, invece la sua sventola termina fuori.

A volte, più della potenza, può l'astuzia. Quella di Pogba ad esempio, che al 18' inventa un tocco delizioso per l'inserimento di Vidal. E quella del cileno, che tocca appena il pallone, lasciando impietrito Da Costa e firmando il suo nono gol in campionato, il quattordicesimo dall'inizio della stagione.

Il vantaggio bianconero suona come una sveglia per la Samp: Gabbiadini sfiora il palo con un sinistro dal limite e Gastaldello alza sopra la traversa un cross di Palombo dalla bandierina.
L'esperienza suggerisce di placare la voglia di riscossa degli avversari e la Juve ci mette un attimo. Il tempo di conquistare un angolo con un sinistro di Asamoah deviato da Objang ed ecco Llorente esibirsi nella specialità della casa: stacco perfetto e pallone nel sette.

Esattamente come dopo il primo gol della Juve, i blucerchiati reagiscono con rabbia e Buffon deve respingere con i piedi un pericoloso rasoterra di Mustafi. A ribattere il destro al volo di Tevez ci pensa invece il legno, che evita a Da Costa di raccogliere il terzo pallone dalla propria rete in neanche mezz'ora di gioco.

Deve invece farlo per la prima volta Buffon, che non può nulla quando Barzagli, intervenendo sul cross rasoterra di Gabbiadini, devia il pallone verso porta, prendendo in contro tempo il proprio capitano.

Vedere improvvisamente riaperta una partita dominata in modo tanto netto è un'ingiustizia che la Juve non può sopportare più di tre minuti. Quelli che passano tra il gol doriano e il rigore che Vidal conquista, venendo atterrato da Regini in area, e trasforma, sparando il destro sotto l'incrocio.

E' una partita splendida, grazie ad una Juve ispirata e anche a una Samp orgogliosa, che inizia la ripresa alzando il ritmo e impegnando Buffon con una punizione di Gabbiadini. Un intervento che è uno scherzo in confronto a quello che il portierone bianconero compie al quarto d'ora, smanacciando in angolo il colpo di testa da due passi di De Silvestri.
La determinazione dei doriani deve fare i conti con le ripartenze bianconere. Quella impostata da Vidal, che lancia Llorente verso la porta, sembra letale, ma lo spagnolo angola troppo il destro.

Il rischio corso non scompone la Samp, che al 25' riapre ancora una volta la partita: Palombo schiaccia di testa l'angolo battuto da Regini, Buffon respinge ancora, ma sui piedi di Gabbiadini, che a quel punto deve solo appoggiare in rete.

Urge una scossa, anche perché i blucerchiati ora ci credono e vanno vicinissimi al pareggio con una fiondata di Gabbiadini che supera Buffon e si stampa sulla traversa.

A darla ci pensa Paul Pogba, con una perla delle sue. Al 32' il francese controlla ai venti metri, prende la mira e infila il siluro alla destra di Da Costa. Come sempre, quando c'è lui di mezzo, è un gol da cineteca, che delizia gli sguardi e vale la vittoria. E con questa sono dodici in fila...

JUVENTUS-SAMPDORIA 4-2

RETI: Vidal 18' pt, Llorente 25' pt, Barzagli (aut.) 38' pt, Vidal (rig.) 41' pt, Gabbiadini 25' st, Pogba 33' st

JUVENTUS
Buffon; Barzagli, Ogbonna, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Marchisio, Pogba, Asamoah (35' st Peluso); Tevez (41' st Giovinco), Llorente (41' st Quagliarella)
A disposizione: Storari, Rubinho, Caceres, Bonucci, Padoin, Pirlo, Pepe, Isla, Vucinic.
Allenatore: Conte

SAMPDORIA
Da Costa; De Silvestri, Mustafi (8' st Costa), Gastaldello, Regini; Palombo, Obiang; Gabbiadini, Bjarnason (1' st Renan), Wszolek (26' st Sansone); Eder

A disposizione: Fiorillo, Tozzo, Berardi, Rodriguez, Salamon, Fornasier, Pozzi, Gavazzi.
Allenatore: Mihajlovic

ARBITRO: Gervasoni
ASSISTENTI: De Luca, Petrella
QUARTO UFFICIALE: Posado
ARBITRI D'AREA: Tommasi, Irrati

AMMONITI: 29' pt Chiellini, 41' pt Regini, 6' st Wszolek, 30' st Gastaldello