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01 mar 2013

Conte: «Una prova di personalità»

«I sei punti sono un buon vantaggio, ma mancano 11 partite e andare a 2.000 all’ora per cercare di ripetere»

«Era importante una prova di personalità e c’è stata, nonostante clima infuocato siamo stati bravi a non perdere la calma e rimanere in partita». Antonio Conte non storce il naso di fronte al pareggio che permette alla Juventus di mantenere inalterato il vantaggio in classifica sul Napoli, ma certo, per come si era messa la gara, i bianconeri avrebbero potuto tornare a Torino con i tre punti: «Visto il primo tempo avevo fatto la bocca al cercare di vincere la partita e allontanare ancora di più il Napoli. Questa però è la legge del calcio. Fino a quando la partita è in bilico dai all’avversario l’opportunità di riagguantare il risultato. Oggi non siamo stati abbastanza precisi ed è un peccato perché se fossimo andati sul 2-0 per il Napoli sarebbe stata una mazzata. Nel secondo tempo il Napoli è stato più guardingo, ci aspettava cercando di ripartire e attaccare gli spazi. Chiaro che in queste partite qualche conticino si fa e, nel secondo tempo, credo che anche nella testa dei ragazzi sia subentrata un po’ di accortezza che li ha portati a cercare di gestire la partita. E penso che questa sia una prova di maturità».

Conte ha sempre detto che la sfida contro il Napoli non sarebbe stata decisiva e a maggior ragione non lo è ora che è terminata 1-1: «I sei punti sono un buon vantaggio, ma mancano 11 partite e dovremo giocare contro Inter, Lazio, Milan e domenica prossima affronteremo una squadra rivelazione come Catania. Dovremo essere sempre cattivi e andare a 2.000 all’ora per cercare di ripetere quanto fatto lo scorso anno. Abbiamo finito di scherzare. Non c’è più tempo per passi falsi, ma dobbiamo guardare il traguardo e cercare di arrivarci per primi».

Ora intanto ci si rituffa in Champions, con la sfida di mercoledì contro il Celtic:«Quest’anno la l’Europa ci porta via energie fisiche e nervose. Ecco perché il mio appello è rivolto a tutta la squadra. Dobbiamo rimanere sul pezzo perché c’è bisogno di tutti fino alla fine. Vogliamo rivincere lo scudetto e continuare a cullare il sogno Champions. Mercoledì c’è il Celtic, partiamo dal 3-0, ma non sono tranquillo e non lo sarò sino al fischio finale».