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20 mar 2012

Tutti a Roma!

120 minuti di sudore, fatica, tensione e poi il triplice fischio che manda la Juve in finale. Con il Milan finisce 2-2, nel segno di Del Piero e di un Vucinic super.

Una battaglia lunga 120 minuti. E al fischio finale, un’esplosione di gioia. La Juventus è in finale di Coppa Italia. Dopo essere passata in vantaggio, aver subito la rimonta, essere stata costretta ai supplementari e aver tirato fuori tutto l’orgoglio del mondo.

Finisce 2-2, nel segno di Del Piero e di Vucinic, e tanto basta per staccare il biglietto per l’Olimpico. In attesa di andarci, il 20 maggio, ci si gode uno Juventus Stadium spettacolare,

che accoglie le squadre con una coreografia degna dei grandi appuntamenti. Poi si trasforma in una bolgia, per trascinare i bianconeri e respingere con un’onda sonora i tentativi degli avversari, piuttosto timidi per la verità, nonostante nei primi minuti la Juve lasci loro l’iniziativa.

Basti dire che il primo intervento di Storari arriva al 21’, ma non è semplice: Ibrahimovic salta Pirlo al limite e appena entrato in area prova a piazzare un colpo da biliardo sul secondo palo. Il riflesso del portiere bianconero è decisivo per deviare in angolo.

La Juve si affida soprattutto a Vucinic, ispirato nel saltare l’uomo, ma come aveva profetizzato Conte, questa è la partita di Del Piero. Al 28’ Pirlo è come al solito millimetrico nel pescare l’inserimento di Lichsteiner che entra in area dalla destra e appoggia verso il primo palo, dove è appostato il capitano. Non c’è spazio per calciare al volo però, perché Amelia esce e chiude lo specchio della porta. E allora Alex inventa la magia: tocco morbido a scavalcare il portiere e palla depositata in rete.

Una gioia per gli occhi e una mazzata dalla quale il Milan fatica a riprendersi. La Juve entra in pieno controllo della partita e nel giro di pochi minuti va per due volte al tiro con Vucinic. Non sono conclusioni non particolarmente pericolose, ma rendono bene l’idea di come il primo tempo abbia cambiato padrone.

Senza Ibrahimovic e con Maxi Lopez, il Milan della ripresa perde il perno sui cui ruotavano tutte le azioni offensive, ma è meno prevedibile. E così, quando Mesbah si inserisce in area al 6’, tuffandosi sul lungo lancio di Mexes, nessuno lo prende in consegna e firmare il pareggio è fin troppo agevole.

La gestione della gara ora è più complicata, perché il Milan vede riaprisi il discorso qualificazione e attacca con più veemenza. Conte interviene mandando in campo Marchisio al posto di Pepe e spostando Giaccherini a destra. La mossa ha subito effetto e Del Piero e Vucinic tornano a spaventare Amelia con due incursioni dalla sinistra. Alla mezz’ora il capitano si prende l’ennesima standing ovation della carriera, lasciando il posto a Borriello.

Dall’altra parte Inzaghi rileva El Shaarawy, ma mentre si teme il gol dell’ex è Maxi Lopez a colpire, con un destro secco dal limite. La Juve avrebbe la possibilità di riportare la partita sul pareggio, ma Borriello, lanciato da Giaccherini, si allarga troppo al momento di entrare in area e Amelia riesce a chiudere sul primo palo. Vucinic ci prova fino all’ultimo secondo, ma il primo destro viene deviato in angolo e il secondo termina fuori.

Il terzo, scagliato dopo appena 30 secondi del primo tempo supplementare viene respinto corto da Amelia, Marchisio arriva per primo sul pallone, ma manda alle stelle. E’ un’altra Juve adesso. Vucinic pesca prima Giaccherini solo davanti al portiere, ma il tentativo di dribbling non riesce. Il montenegrino mette anche Caceres, entrato al posto di Lichsteiner, in condizioni di battere, ma la difesa rossonera fa muro.

Allora decide di fare tutto da solo. Controlla sulla tre quarti, prende la mira e da venticinque metri  spara una sassata sotto l’incrocio che fa esplodere lo stadio.

Sul 2-2 al Milan basta comunque un gol per passare e ti aspetti una reazione rabbiosa. Invece è la Juve che continua a fare la gara e i rossoneri si rianimano solo negli ultimi dieci minuti del secondo supplementare. Minuti vissuti in apnea, cercando di addormentare la partita, di tenere palla e di ricacciare i tentativi rossoneri. E’ una sofferenza, ma così, quando arriva il triplice fischio di Orsato, gridare di gioia è ancora più bello. Si va in finale, signori, si va a Roma!

JUVENTUS-MILAN 2-2

RETI: Del Piero 28’ pt, Mesbah 6’ st, Maxi Lopez 36’ st, Vucinic 6’ pts

JUVENTUS

Storari; Lichtsteiner (46’ st Caceres), Bonucci, Chiellini, De Ceglie; Giaccherini, Pirlo, Vidal; Pepe (18’ st Marchisio), Del Piero (29’ st Borriello), Vucinic
A disposizione: Manninger, Padoin, Estigarribia, Quagliarella
Allenatore: Conte

MILAN
Amelia; Antonini, Mexes, Thiago Silva, Mesbah; Aquilani (23’ st Nocerino), Muntari, Seedorf; Emanuelson, Ibrahimovic (1’ st Maxi Lopez), El Shaarawy (33’ st Inzaghi)
A disposizione: Abbiati, Bonera, Yepes, Gattuso

Allenatore: Allegri

ARBITRO: Orsato
ASSISTENTI: Di Liberatore, Ghiandai
QUARTO UFFICIALE: Damato

AMMONITI: 16’ pt Muntari, 35’ pt Aquilani, 38’ pt Vucinic, 11’ st Seedorf, 35’ st Borriello, 11’ pts Thiago Silva, 7’ sts Vidal