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20 nov 2011

Qualcosa è cambiato

Dopo tre stagioni in cui il Palermo veniva a Torino a dettare legge, oggi si è tornai alle buone, vecchie abitudini. Tre gol d’autore e Juve nuovamente prima in classifica

Ventidue giorni senza partite sono sembrate un’eternità, ma oggi, dopo la vittoria sul Palermo, regalano a Conte e ai suoi una certezza in più. Questa Juve è sempre più squadra e non ci sono pause, più o meno lunghe, che possano fermarne il processo di crescita. Anzi, proprio le soste per le Nazionali offrono uno spunto di analisi: dopo lo stop di ottobre, di due settimane, la Juve era ripartita con due pareggi, a Verona e in casa contro il Genoa. Ora che le settimane senza gare ufficiali sono state tre, i bianconeri si ripresentano al proprio pubblico con un sonoro 3-0. Qualcosa è cambiato, e in meglio, rispetto a un mese fa, ma anche e soprattutto rispetto alle tre stagioni passate, nelle quali il Palermo era venuto a Torino a dettare legge.

Oggi, allo Juventus Stadium, la legge la detta Conte e i giocatori la applicano. E’ la legge del più forte, quella che permette a Pepe di sbloccare il risultato dopo venti minuti, a Matri di rimpolparlo subito dopo l’intervallo e a Marchisio di metterlo al sicuro a metà ripresa. E’ la legge che riporta la Juve in vetta alla classifica, in coabitazione con la Lazio, ma con una partita in meno, a neanche una settimana dallo scontro al vertice dell’Olimpico.

La Signora riparte con la stessa formazione che aveva sbancato San Siro, e con la stessa determinazione. Pepe e Vidal sono indemoniati e macinano chilometri. Lichtsteiner e Chiellini sembrano due treni in corsa. Pirlo e Marchisio sono... Pirlo e Marchisio. Si inizia subito a giocare a una sola porta, tanto che Chiellini già dopo quattro minuti ha la palla buona per trovare il vantaggio, ma salta in anticipo sul perfetto assist di Pirlo, senza trovare la deviazione. Altri tre minuti e Marchisio prova a ribadire in rete una respinta di Tzorvas, mettendo a lato.

Il Palermo non ci sta a subire passivamente. La circolazione palla dei rosanero è efficace e libera Ilicic in area, a tu per tu con Buffon. Gigi esce come una molla e respinge in angolo la conclusione dello sloveno.

Dopo la partenza bruciante la gara sembra addormentarsi, ma è una falsa impressione. La Juve, sorniona, colpisce alla prima occasione: scambio tra Vucinic e Chiellini sulla sinistra, cross al bacio del terzino e perentorio stacco di Simone Pepe, che si inserisce alla perfezione e schiaccia in rete senza che Tzorvas possa intervenire.

Ci si aspetta la reazione del Palermo, invece è la Juve che continua a spingere, alzando pressing e baricentro. Mangia aveva escluso marcature a uomo per Pirlo, ma in realtà Ilicic non si stacca di un metro dal regista bianconero. Quando lo fa però Andrea è letale, o quasi: al 30’ si inserisce centralmente e calcia a giro, colpendo un palo clamoroso. Sulla respinta arriva Matri, la cui conclusione viene ribattuta.

Si rischia al 34’, quando Miccoli pesca Ilicic in contropiede con un lancio perfetto che scavalca la difesa. Buffon esce e approfitta di un’incertezza sul controllo per fermare lo sloveno.

Il duello tra i due continua allo scadere del primo tempo: ancora Miccoli in versione assist man, ancora Ilicic a concludere e ancora Gigi a respingere con un riflesso da campione.

La ripresa inizia con una sostituzione per il Palermo, Zahavi al posto di Bertolo, e con un gol per la Juventus: Lichtsteiner imbecca Matri in area che va a segno con un  diagonale rasoterra secco e preciso.

Il tifo si accende e la squadra gioca sul velluto. Ne è un esempio l’azione che al 6’porta Vucinc al tiro: la palla parte dai piedi di Buffon, passa per quelli di Lichtsteiner e Pepe e Vidal che evitano il pressing rosanero, arriva a Marchisio che porta avanti il contropiede, serve il montenegrino e cerca addirittura di ribattere in rete la deviazione della difesa. Spettacolo puro, come la conclusione di Vucinic a giro, pochi minuti dopo, fuori di un soffio.

Mirko non trova la porta, ma in compenso pesca Marchisio al 20’, entrando in area dalla sinistra e servendo un pallone d’oro al “Principino” che da due passi non sbaglia e si conferma goleador spietato.

Tre minuti dopo Vucinic cerca ancora la gloria personale con un pregevole pallonetto, ma colpisce la parte superiore della rete, prima di lasciare il posto a Quagliarella. Poco dopo tutti in piedi allo Juventus Stadium per applaudire l’ennesima prova capolavoro di Marchisio, sostituito da Pazienza, e l’ingresso in campo di Del Piero che rileva Matri. La Juve passa così al 4-2-4 per l’ultimo quarto d’ora di pura accademia.

Finisce con tre reti e con tre punti pesanti. La Juve torna a giocare dopo ventidue giorni e ritrova il primato in classifica. Qualcosa è cambiato, in effetti: si è tornati alla normalità.


JUVENTUS-PALERMO 3-0

RETI:
Pepe 20’ pt, Matri 4’ st, Marchisio 20’ st

JUVENTUS
Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Vidal, Pirlo, Marchisio (32’ st Pazienza); Pepe, Matri (36’ st Del Piero), Vucinic (23’ st Quagliarella)
A disposizione: Storari, De Ceglie, Elia, Giaccherini.
Allenatore: Conte


PALERMO
Tzorvas; Pisano, Silvestre, Cetto (14’ st Della Rocca), Balzaretti; Barreto, Bacinovic, Migliaccio; Ilicic, Bertolo (1’ st Zahavi); Miccoli

A disposizione: Benussi, Mantovani, Munoz, Acquah, Lores.
Allenatore: Mangia


ARBITRO:
Bergonzi
ASSISTENTI:
Di Liberatore, Padovan
QUARTO UFFICIALE:
Peruzzo

 

AMMONITI: Balzaretti 1’ st