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21 gen 2012

Campioni d’inverno!

A Bergamo prova maiuscola della Juve, e 2-0 perentorio firmato Lichsteiner-Giaccherini

Non arricchisce il palmares, né porta la gente in piazza a festeggiare. Non dà certezze sull’esito finale del campionato e anzi mette le avversarie ancora più in guardia. E’ solo un titolo virtuale e, come tale, non ha valore... Sarà anche tutto vero, ma ci piace gridarlo forte ugualmente: la Juventus è campione d’inverno! E solo per una sera, la società, la squadra e i tifosi meritano di godersi in pieno un risultato che, a Torino mancava dal 2006 e che solo qualche mese fa, sembrava irraggiungibile ai più. Non ad Antonio Conte e ai suoi splendidi ragazzi però, che lo hanno raggiunto con un lavoro duro meticoloso e lo hanno legittimato con una superba prestazione contro l’Atalanta. Il 2-0 addirittura non rende loro sufficiente merito visto il dominio sugli avversari, la marea di occasioni costruite e l’invidiabile condizione atletica. Chi aveva avanzato dubbi sulla tenuta dei bianconeri dopo le ultime due partite è servito.

 

Dopo l’ottima prova contro il Cagliari, De Ceglie viene confermato nell’undici titolare e Chiellini rientra, ma al centro della difesa, al fianco di Barzagli. Sono queste le uniche novità della squadra che scende in campo a Bergamo con una determinazione feroce. Le gambe girano e la manovra è fluida e dopo neanche tre minuti Matri, imbeccato da Pepe, arriva già al tiro nell’area piccola,  mettendo alto.

 

L’inizio è un assedio e all’8’ arriva un’altra palla gol: Marchisio ruba palla sulla tre quarti e manda alla conclusione Pepe, che angola troppo la mira. L’Atalanta risponde con il destro sporco di Bonaventura, neutralizzato da Buffon. Ben più pericoloso il sinistro di Barzagli che, deviato da Consigli colpisce il palo esterno.

 

Il portiere nerazzurro deve superarsi su Vucinic, che cerca l’angolo alto da posizione defilata, mentre è impotente sulla girata di De Ceglie, potente ma fuori misura. Sono passati appena dodici minuti e i bianconeri hanno già costruito cinque occasioni limpide. Se non ne fioccano altre subito dopo è perché la troppa foga porta via un po’ di lucidità e di precisione all’ultimo passaggio.

 

La supremazia bianconera è netta, anche quando il ritmo si abbassa leggermente e, a maggior ragione, si trasforma in un dominio assoluto quando la Juve torna a spingere sull’acceleratore. Ancora De Ceglie cerca di girare di testa la punizione di Pirlo, mettendo alto. Pepe prova a fare tutto dal solo, al 40’ e il suo tiro dal limite impegna Consigli, sulla cui respinta Matri non riesce a intervenire. Poi è Vidal a cercare la conclusione dalla distanza, con una saetta che si stampa sulla traversa. La porta nerazzurra sembra stregata e sarebbe una vera beffa se il destro al volo di Denis non finisse sul fondo. Quello procurato dal “Tanke” è l’ultimo brivido di un primo tempo vibrante, che incredibilmente, vista la mole di occasioni prodotte dei bianconeri, si chiude a reti bianche.


 

Conte inizia la ripresa con Giaccherini al posto di Marchisio, ma non cambia il modulo, visto che l’ex cesenate agisce da interno di centrocampo. E non cambia neanche il copione, anzi si ripete quasi identico con Matri che, dopo aver ricevuto da De Ceglie, va nuovamente alla conclusione al 3’ dall’area piccola, sbagliando la mira.

 

I bianconeri ricominciano a macinare gioca e finalmente vengono premiati al 10’: Pirlo temporeggia sulla tre quarti, aziona il radar e vede l’inserimento di Lichsteiner. A quel punto per uno gli mette il pallone sulla testa, solo da spingere in rete. Un assist telecomandato che lo svizzero capitalizza siglando il suo secondo gol in bianconero.

 

La gara si vivacizza ulteriormente, con l’Atalanta che è costretta a uscire dalla tana lasciando di conseguenza più spazi a disposizione della Juve che al 17’ ha un’occasione clamorosa per chiudere la partita. Matri ruba palla a ferri, si invola verso l’area e supera Consigli con un pallonetto delizioso. Delizioso, ma a lato.

 

Al 24’ Conte perde Pepe, che atterra male sulla caviglia durante un contrasto e viene sostituito da Marrone, mentre Giaccherini si sposta in avanti. La reazione dell’Atalanta allo svantaggio dura davvero poco e la Juve torna subito padrona del campo, amministrando il gioco e il ritmo della gara. Quando i nerazzurri si fanno vedere dalle parti dell’area di rigore trovano gli insuperabili Chiellini e Barzagli e, in extrema ratio, un certo Buffon.

 

Dalla parte opposta dialogano bene Matri e Marrone al 36’, ma il destro del centrocampista viene respinto da Consigli. Il prodotto del vivaio bianconero veste allora le vesti di uomo assist un minuto dopo e lo fa con successo, regalando a Giaccherini, perfetto nell’inserimento, il pallone del 2-0, da spedire in rete con un bel tocco al volo.  Per gli ultimi cinque minuti di gara conte passa al 5-4-1, inserendo Bonucci al posto di Vucinic, ma a questo punto si tratta solo di far scorrere il cronometro.

 

E quando il fischio finale arriva, i bianconeri tornano negli spogliatoi con tre punti in più e con la consapevolezza che, giocando così, l'etichetta di campioni, e non solo d’inverno, è più che meritata.

 

 



ATALANTA-JUVENTUS 0-2


RETI: Lichtsteiner 10’  st, Giaccherini 37’ st

 

ATALANTA

Consigli; Raimondi, Ferri, Manfredini, Peluso; Schelotto (32’ st Ferreira Pinto), Cigarini, Padoin, Bonaventura (17’ st Marilungo); Moralez (38’ st Gabbiadini), Denis.
A disposizione: Frezzolini, Minotti, Stendardo, Tiribocchi.
Allenatore: Colantuono

JUVENTUS
Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, De Ceglie; Vidal, Pirlo, Marchisio (1’ st Giaccherini); Pepe (24’ st Marrone), Matri, Vucinic (41’ st Bonucci).
A disposizione: Storari, Krasic, Del Piero, Borriello.
Allenatore: Conte

 

ARBITRO: Celi di Bari

ASSISTENTI: Grilli, Rosi

QUARTO UFFICIALE: Rocchi

AMMONITI: 6’ st Lichtsteiner, 22’ Marilungo