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22 ott 2011

Matri è un cecchino, ma non basta

Contro il Genoa non è sufficiente la doppietta di Alessandro per ottenere i tre punti. Prima Rossi e poi Caracciolo riagguantano per due volte la partita

Due volte in vantaggio e due volte recuperata. Contro il Genoa alla Juventus è mancato il cinismo per chiudere una partita non bella, ma dominata per larghi tratti, se non come numero di occasioni, sicuramente come possesso palla e supremazia territoriale. Più spietati i rossoblu che hanno capitalizzato al massimo gli sforzi e tornano a Genova con un pareggio più prezioso per la loro classifica che per quella bianconera.

Assenti per infortunio Buffon, Vidal e Giaccherini, Conte è costretto a cambiare uomini e modulo. Così tra i pali torna Storari, che proprio contro il Genoa, lo scorso 10 aprile, aveva giocato la sua ultima gara ufficiale, e si torna al 4-2-4, con Estigarribia alla sua prima da titolare. Chiellini, capitano di giornata, è ormai il padrone della fascia sinistra e come punta centrale, al fianco di Vucinic, parte Matri.

La gara presenta un copione spettacolare, con le due squadre che si affrontano a viso aperto. Il Genoa è più guardingo, ma non rinuncia ad attaccare  e colleziona subito due corner, che si concludono con un destro di Rossi, bloccato da Storari.

Il primo angolo per la Juve arriva invece due minuti dopo ed è già decisivo: Pirlo batte rasoterra e pesca Marchisio al limite che scarica un destro velenoso. Sulla traiettoria c’è Matri, pronto a deviare alle spalle di Frey e a siglare la sua seconda rete in campionato, la prima allo Juventus Stadium.

Il Genoa cerca di reagire e si rende pericoloso ancora sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, sul quale Dainelli riesce a toccare da due passi, indirizzando però il pallone tra le braccia di Storari.
Il gol di svantaggio costringe i liguri a osare di più, ma la Juve fatica a sfruttare il contropiede. La manovra bianconera è più efficace quando è ragionata  come al 25’, quando dopo una fitta trama di passaggi il pallone arriva a Matri che riesce a liberarsi in area e a concludere da posizione defilata, trovando la deviazione di Frey in angolo. Sulla battuta di Pirlo c’è pronto Chiellini a colpire di testa, ma la mira è alta.

E’ più precisa quella di Rossi al 31’: il capitano rossoblu è libero in area quando riceve il cross di Merkel e riesce a schiacciare di testa nell’angolino alla destra di Storari, trovando il pareggio.

La gara è combattuta, il pressing intenso e spesso sono gli errori a innescare le azioni più pericolose. E’ clamoroso quello di Veloso al 41’: il passaggio centrale del portoghese si trasforma in un assist per Vucinic che parte palla al piede e prima di entrare in area prova il tiro, respinto da Frey. Dalla parte opposta Mesto cerca l'euro gol con una sforbiciata sul cross del solito Merkel, ma mette alto, nell’ultima azione degna di nota del primo tempo.

La ripresa inizia con una imperiosa discesa di Vucinic sulla sinistra che costringe Dainelli a stendere il montenegrino e a prendersi il sacrosanto cartellino giallo, il quarto per i rossoblu. La Juve sembra più pimpante e combina bene in area al 4’ con Vucinc e Matri. L’ex cagliaritano però è in fuorigioco e il fischio arriva prima che metta in rete. Bella anche la sua girata di testa due minuti più tardi , fuori di poco, e il triangolo con Pepe all’8’, con il destro in diagonale deviato da Frey in angolo.
Ora le occasioni fioccano e il colpo di testa di  Chiellini a lato è il preludio del gol. Al 13’ Vucinic taglia centralmente e tocca in direzione di Pirlo. La finta del centrocampista è un colpo di genio che libera Matri che controlla in piena area di rigore e sigla una meritatissima doppietta personale.

Malesani interviene mandando in campo Caracciolo al posto di Jankovic e il Genoa sfiora subito il pareggio, invertendo la combinazione del primo gol: cross di Rossi e girata di testa di Merkel che, questa volta, si stampa sulla traversa.
Cambia anche Conte, sostituendo Estigarribia con Pazienza, alla 300° gara da professionista, e passando al 4-2-3-1, con il nuovo entrato e Pirlo centrali e Pepe, Marchisio e Vucinic alle spalle di Matri.

Il montenegrino al 34’ potrebbe chiudere la gara: il suo pressing su Mesto è efficace e dopo aver rubato palla si invola verso l’area, ma il suo sinistro è a lato. Non ha fortuna neanche Matri, nonostante la serata di grazia quando cerca la tripletta portando palla per oltre venti metri e cercando un tocco morbido che termina sopra la traversa.

Al 39’ arriva il momento di Krasic che rileva Vucinic, ma non c’è il tempo di vedere gli effetti della sostituzione che il Genoa pareggia con Caracciolo, bravo a sfruttare la sponda aerea di Kucka e a battere Storari in uscita con un astuto pallonetto.

A questo punto Conte gioca la carta Del Piero, ma più di Frey i brividi nel finale arrivano per Storari che prima deve deviare un potente destro di Jorquera e poi tira un sospiro di sollievo nel vedere terminare alta la deviazione sotto porta di Caracciolo. Il 2-2, con il secondo gol rossoblu arrivato a pochi minuti dal temine lascia l’amaro in bocca, ma deve servire da insegnamento per le prossime gare: mai abbassare a guardia, contro nessuno.

JUVENTUS-GENOA 2-2
RETI: Matri 6’ pt, Rossi 31’ pt, Matri 13’ st, Caracciolo 40’ st

JUVENTUS
Storari; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Pirlo, Marchisio; Pepe (45’ st Del Piero), Matri, Vucinic (39’ st Vucinic), Estigarribia
(22’ st Pazienza)
A disposizione: Manninger, De Ceglie, Elia, Quagliarella.
Allenatore: Conte

GENOA
Frey; Mesto, Dainelli, Moretti, Antonelli; Rossi (37’ st Jorquera), Merkel, Seymour (27’ st Kucka), Veloso; Jankovic (17’ st Caracciolo); Palacio
A disposizione: Lupatelli, Granqvist, Bovo, Pratto.
Allenatore: Malesani

ARBITRO: Romeo
ASSISTENTI: Tonolini, Di Fiore
QUARTO UFFICIALE: Doveri

AMMONITI: Seymour 5’ pt, Mesto 7’ pt, 28’ pt Palacio, Pirlo 39’ pt, Dainelli 1’ st