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29 ott 2011

Una Juve speciale, per una partita "normale"

A San Siro la Juve vince 2-1 con coraggio, maturità e cinismo. Vucinic e Marchisio stendono l’Inter

Quella contro l’Inter è una partita come tutte le altre e così va considerata per “sprovincializzarsi”, come da diktat di Conte. Per una sera però, solo per una sera, concediamoci il lusso di avere una mentalità “provinciale” e di godere di una vittoria straordinaria ed esaltante.

Straordinaria per l’intensità della gara, giocata da entrambe le squadre con il coltello tra i denti per tutti e 90 i minuti. Esaltante perché quella contro l’Inter sarà anche una partita come le altre, ma vincerla, rispetto alle altre, regala un gusto più intenso.

Dopo la Fiorentina i bianconeri regolano anche i nerazzurri e probabilmente non è un caso che accada con la stessa formazione di martedì scorso. L’unica, piacevole novità è il rientro tra i pali di Gigi Buffon, che ha recuperato dall’infortunio alla spalla e lo dimostra subito, bloccando a terra un velenoso colpo di tacco di Pazzini.

L’Inter parte con decisione e la girata di Cambiasso procura subito un brivido. I ritmi sono alti e la Juve sembra fare un po’ di fatica a distendersi, ma è un’impressione quanto mai sbagliata, perché al primo affondo i bianconeri passano: Matri apre bene per Lichsteiner e segue l’azione, arrivando a concludere sul cross rasoterra dello svizzero. Castelazzi respinge, ma sul pallone si avventa Mirko Vucinic che scarica il destro nella porta sguarnita. Il gol stordisce l’Inter e Matri in una manciata di minuti ha due occasioni per raddoppiare, trovando in entrambi i casi l’opposizione di Castellazzi.

La reazione nerazzurra si fa man mano più convinta e costringe la Juve ad abbassare il baricentro e a subire l’iniziativa avversaria, che si concretizza al 28’: il destro di Maicon, complice una deviazione di Bonucci, sorprende Buffon sul suo palo e riporta la gara in parità.

Dai piedi del brasiliano, due minuti più tardi, parte anche il cross su cui si avventa Pazzini che, di testa, fa tremare la traversa. Il pareggio subito e il pericolo corso scuotono l’orgoglio dei bianconeri che sono ancora una volta letali in avanti: al 33’ Marchisio triangola al limite con Matri, alza la testa e piazza il pallone  nell’angolino alla sinistra di Castellazzi.

E’ una partita bellissima, aperta e combattuta, macchiata però da un episodio clamoroso al 40’. Marchisio, liberato in area da Pirlo, riesce a toccare il pallone prima di venire letteralmente falciato dai piedi di Castellazzi. Il fallo è solare, ma incredibilmente Rizzoli non concede il rigore.

L’azione e le successive conclusioni di Lichsteiner e Vidal legittimano il vantaggio della Juve con cui si chiude il primo tempo.

Ranieri lascia Zarate negli spogliatoi e inserisce al suo posto Castaignos. L’Inter alza il pressing, nel tentativo di impedire le ripartenze dei bianconeri, che riescono comunque ad arrivare al tiro prima con Pirlo il cui sinistro è troppo centrale, poi con Vucinic che controlla in area un pallone vagante e calcia d’istinto, trovando la deviazione in angolo di Castellazzi.

Dopo una ventina di minuti Ranieri preferisce l’esperienza di Stankovic alla freschezza di Obi e Conte risponde rilevando Matri, inserendo Estigarribia e passando al 4-1-4-1 con Vucinic punta centrale. Il ritmo dell’Inter nella fase centrale della ripresa è sostenuto e la Juve cerca di rallentarlo  e di far correre a vuoto gli avversari con un prolungato possesso palla. Tra i nerazzurri più stanchi c’è Sneijder che alla mezz’ora lascia i posto ad Alvarez.

Estigarribia potrebbe chiudere la gara al 37’, ma il tiro, dopo la fuga sulla sinistra, trova la deviazione di Castellazzi, non rilevata da Rizzoli, poco aiutato dal guardalinee.

L’intensità nerazzurra cala e in ogni caso, in tutta la ripresa, produce ben poco. La Juve tiene e mostra maturità e calma nel prendere in mano la gara con il passare dei minuti, senza concedere nient’altro che qualche pallone a centrocampo.

Nel finale  Del Piero dà il cambio a Vucinic e ha subito il match ball sul destro, ma colpisce male e mette a lato. Il capitano è però prezioso nell’aiutare la squadra a tenere palla e a evitare che Pazzini e compagni si presentino dalle parti di Buffon, che assiste da spettatore alla vittoria.

La Juve torna a Torino con due reti messe a segno, tre punti e un’ulteriore prova della propria forza. A Milano lascia i tifosi entusiasti e un limpido messaggio per il Milan, corsaro a Roma nel pomeriggio: la testa della classifica è ancora bianconera.

INTER-JUVENTUS 1-2

RETI: Matri 12’ pt, Maicon 28’ pt Marchisio 33’ pt

INTER
Castellazzi; Maicon, Lucio, Chivu, Nagatomo; Zanetti, Cambiasso, Obi (19’ st Stankovic); Sneijder (33’ st Alvarez); Zarate (1’ st Castaignos), Pazzini.
A disposizione: Orlandoni, Cordoba, Jonathan, Milito.
Allenatore: Ranieri


JUVENTUS
Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Barzagli, Chiellini; Marchisio, Pirlo; Pepe, Vidal (44’ st Pazienza), Vucinic (39’ st Del Piero); Matri (25’ st Estigarribia)
A disposizione: Storari, De Ceglie,  Elia, Quagliarella.
Allenatore: Conte.

ARBITRO: Rizzoli
ASSISTENTI: Niccolai, Copelli
QUARTO UFFICIALE: Orsato

AMMONITI: 22’ pt Bonucci, 45’ pt Vidal, 9’ st Chiellini, 10’ st Pepe, 14’ st Chivu, 20’ st Sneijder, 22’ st Pirlo