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06 dic 2013 - in: Serie A

Conte: «Qualità e organizzazione»

«La cosa più bella per me è vedere che, anche cambiando cinque uomini, la squadra sa esprimersi sugli stessi livelli»

Antonio Conte a Bologna ha presentato una Juve diversa per cinque undicesimi rispetto alla squadra presunta titolare e mai come in questo caso l'aggettivo “presunta” è azzeccato. Perché i bianconeri hanno risposto alla grande, sfoderando una prestazione di alto livello e ottenendo una vittoria difficile quanto meritata: «Abbiamo giocatori forti – commenta Conte a fine gara - ma anche un'organizzazione di gioco da cui dipendiamo. Tutti sanno cosa devono fare ed è logico che, avendo qualità, tutto sia più semplice. La cosa più bella per me è vedere che, anche cambiando cinque uomini, la squadra sa esprimersi sugli stessi livelli. Sono molto contento di tutti i ragazzi e sapevo che chiunque avesse giocato avrebbe fatto una grande partita. Quando ci alleniamo tutti lavorano nello stesso modo, perché tutti devono essere pronti a giocare».

Conte è soddisfatto, ma non è tipo da accontentarsi e rimprovera i suoi per aver fallito tante occasioni da rete, chiudendo la gara solo nel finale: «Quando sei sull'1-0 e hai la possibilità di “ammazzare” l'avversario, devi farlo, perché poi può accadere di tutto. Se pensiamo all'occasione fallita con Llorente, con il campo aperto, e al ribaltamento di fronte in cui abbiamo corso un grosso rischio, capiamo quanto sia rischioso non chiudere le partite».

«Quella di Fernando è stata una buona prestazione – continua il tecnico - anche se ha peccato un po' in fase conclusiva. Sta migliorando molto anche nella protezione della palla, ora deve crescere in cattiveria anche in fase di finalizzazione, perché lui deve ambire ad essere un goelador di razza e ora lavoreremo per questo. Sono contento anche della partita di Quagliarella, che ha giocato 70 minuti intensi, e di Vucinic, che stava facendo bene prima di dover uscire».

Sette vittorie consecutive senza subire reti. La Juve ormai sembra una macchina perfetta e il periodo delle amnesie difensive è alle spalle: «Anche lo scorso anno, nella prima parte del campionato, vedevo situazioni che secondo me non andavano bene, ma che venivano nascoste dalle vittorie. Quest'anno ho evidenziato questo pericolo a luglio e, avendo la fortuna di avere dei grandi ragazzi, che ascoltano quanto dico, ora stiamo facendo bene. Il percorso però è ancora lungo e pieno di insidie».

Ora tutti a Istanbul, per la sfida più importante di questa prima parte di stagione: «Non serviranno discorsi particolari per preparare la partita. In Champions ci siamo complicati il cammino noi e ora è giusto che siamo noi a sbrogliare la matassa».