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07 apr 2012

Conte: «Concentrati e “cattivi”, sino alla fine»

«Abbiamo voluto la bicicletta? E allora continuiamo a pedalare. Ora non dipendiamo da niente e da nessuno»

E ora la Juve è padrona del proprio destino. Aver ritrovato la testa della classifica in solitaria, a sette giornate dalla fine, fa impennare le quotazioni dei bianconeri, ma mette addosso anche molta più pressione. Antonio Conte però sa bene come gestirla. Lo ha sempre fatto, da giocatore e da allenatore e il suo sorriso dopo la vittoria sul Palermo la dice lunga su quanto gli piaccia una situazione del genere: «Giocare da primi è meglio. L’ho fatto anche da allenatore, anche se in B e preferisco sempre stare davanti perché non dipendi da niente e da nessuno. Siamo stati bravi ad approfittare dei due stop del Milan, ma mancano sette partite, in cui noi abbiamo impegni più difficili rispetto ai rossoneri. Rimango convinto del fatto che il Milan sia una superpotenza, ma ora un po’ le gerarchie sono cambiate. Detto questo dovremo rimanere concentrati, cattivi fino alla fine.
Ora però non siamo a inizio campionato, abbiamo acquisito personalità e consapevolezza. Quindi, come ho detto ai ragazzi, “Abbiamo voluto la bicicletta? Ora pedaliamo fino alla fine”».

“La bicicletta” la Juve l’ha voluta con forza, come dimostra la gara di Palermo, condotta tutta all’attacco, ma sbloccata solo nella ripresa: «Anche nel primo tempo avremmo meritato di passare in vantaggio. E’ bello il fatto di essere propositivi, rischiando pochissimo. Questo è merito della grande applicazione dei ragazzi. Ritrovarci in testa alla classifica a questo punto del campionato, ancora imbattuti è davvero motivo di orgoglio. Il Palermo ci ha concesso il comando delle operazioni, chiudendosi con cinque giocatori dietro. Centralmente c’erano pochi spazi e abbiamo faticato a capirlo, poi siamo stati bravi a venirne fuori. Alla fine del primo temo ho detto ai ragazzi di averli visti un po’ troppo precipitosi. Loro hanno la voglia, che capisco, di mettere subito in discesa la partita, ma essere cresciuti e continuare a farlo, vuol dire anche saper aspettare. Complimenti al Palermo che ha dimostrato grande spirito, ma siamo stati bravi noi. Mi spiace per Zamparini, che stimo, ma oggi era la nostra giornata».