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07 mar 2012

La battaglia di Bologna finisce 1-1

I bianconeri, sotto nel primo tempo, sfoderano una ripresa tutto cuore e pareggiano con Vucinic, ma terminano in 10 e non riescono ad agguantare una vittoria che sarebbe stata meritata

Dopo quelli contro Milan e Chievo, arriva ancora un pareggio per la Juventus, ma anche se non permette di riagguantare la vetta della classifica, questa volta il punto ottenuto al Dall’Ara può brucia un po’ meno di quello di sabato scorso. Perché è arrivato in rimonta, ma soprattutto perché è maturato al termine di una gara intensa, tirata, sofferta, contro un signor avversario. Il Bologna gioca la partita della vita, rimanendo compatta, tenendo i ritmi alti e difendendo il vantaggio con i denti, e cede solo ad una prodezza dell’accoppiata Pirlo-Vucinic. La Juve le prova tutte, ma è anche costretta a chiudere la gara in dieci. Di più davvero ai bianconeri non si poteva chiedere oggi, anche in considerazione delle pesantissime assenze in difesa che, senza Barzagli e Chiellini, andava reinventata. E ora, dopo il rosso di oggi rimediato da Bonucci, Conte dovrà davvero inventarsi una mezza rivoluzione in vista di Genova.

Ad onor del vero a Bologna proprio Bonucci e Caceres si sono comportati egregiamente, concedendo solo l’occasione del gol, arrivato quasi a freddo, visto che prima del guizzo di Di Vaio i rossoblu non si erano praticamente visti. La Juve al contrario era partita bene, spingendo soprattutto sulla fascia destra, dove nei primi minuti Pepe e Lichtsteiner riuscivano a trovare spazi e ad affondare la corsa, ma i loro traversoni non arrivavano a destinazione.

L’occasione più ghiotta  per i bianconeri nasce dopo una decina di minuti da un calcio piazzato, con il destro di Pirlo che, deviato dalla barriera, sorprende Gillet ma si spegne in angolo.

Il Bologna è sornione, aspetta paziente e prova a sorprendere la retroguardia bianconera, lanciando Di Vaio sul filo del fuorigioco. La prima volta il giochino non riesce, perché l’attaccante è oltre la linea dei difensori, ma il secondo tentativo è già quello buono: al 17’ Ramirez indovina il filtrante per il capitano rossoblu che si trova così a tu per tu con Buffon e piazza il pallone nell’angolino alla destra del portiere.

Il vantaggio dei padroni di casa porta subito il copione della gara, già chiarissimo, a farsi ancora più nitido: Juve in avanti e Bologna votato al contropiede. I ritmi imposti dagli emiliani però sono elevatissimi e per i bianconeri è difficile mantenere precisione e lucidità. La manovra perde così di efficacia e con il passare dei minuti i padroni di casa prendono metri di campo ed è la squadra di Conte a dover abbassare il baricentro.

Quando la Juve riesce a distendersi la qualità delle giocate è più che apprezzabile, ma a volte si indugia troppo prima di tentare la stoccata finale. Ci prova Vidal al 38’ al temine di una bella azione corale, ma spara altissimo. Il finale di primo tempo è un assedio e anche se non arrivano a impensierire Gillet, i bianconeri danno l’impressione di poter essere protagonisti della ripresa.

Il Bologna non ci sta a subire passivamente, è subito aggressivo, fa girare bene palla e cerca il gol da cineteca prima con un destro di Ramirez, poi con un sinistro di Di Vaio, entrambi da fuori area. La Juve però gioca con un coraggio e una rabbia impressionanti, inizia a martellare ai fianchi, a recuperare palla sempre qualche metro più avanti, a trovare convinzione nelle giocate. E quella che mettono a segno Pirlo e Vucinic al 14’ è da applausi: il regista sfodera una rasoiata di 40 metri per il montenegrino che brucia Raggi sullo scatto e in un colpo solo supera dubbi, critiche e Gillet.

Raggiunto il pareggio, la Juve non si accontenta e diventa padrona del campo. Lichtsteiner, e Marchisio sfiorano il gol nella stessa azione: lo svizzero deviando in tutto un bel cross di Pepe, il centrocampista arrivando sulla respinta di Gillet, ma calciando ancora sul portiere rossoblu. 

Pepe è tra i più ispirati e al 24’ mette ancora in mezzo dalla destra un pallone goloso, ma Borriello, arrivando in corsa, non trova la precisione. La tensione in campo è palpabile e ne fa le spese Antonio Conte, allontanato dal signor Banti. E’ Angelo Alessio allora a dare le ultime indicazioni a Giaccherini e Quagliarella, che entrano in campo al posto di Vucinic e Borriello. Il finale è convulso e la Juventus è costretta a giocarlo in dieci per l’espulsione di Bonucci, che rimedia il secondo giallo della gara al 39’. Negli ultimi minuti Vidal è quindi costretto ad arretrare sin sulla linea dei difensori al fianco di Caceres, formando una delle poche coppie di difesa possibili in vista della prossima gara contro il Genoa.

Quella contro il Bologna termina 1-1 ed è il terzo pareggio consecutivo per la Juve. E’ però anche la 26° partita consecutiva di campionato, la 29° contando anche le coppe, che i bianconeri concludono imbattuti. E oggi, pur avendo meritato la vittoria, è servito tutto il cuore della Juve per evitare la sconfitta.

Quelli che hanno perso di sicuro, sono coloro che hanno appeso un vergognoso striscione sugli spalti indirizzato a Pessotto: «Un'infamia che spero sia stata rilevata dalle autorità preposte», ha commentato l'amministratore delegato Giuseppe Marotta.


 

BOLOGNA-JUVENTUS 1-1

RETI: Di Vaio 17’ pt, Vucinic 14’ st

BOLOGNA

Gillet; Raggi, Portanova, Antonsson; Garics (21’ st Kone), Perez, Mudingayi, Rubin (42’ st Bellosil); Ramirez, Diamanti (21’ st Pulzetti); Di Vaio.
A disposizione: Agliardi, Sorensen, Cherubin, Taider.
Allenatore: Pioli

JUVENTUS

Buffon; Lichtsteiner, Caceres, Bonucci, De Ceglie; Vidal, Pirlo, Marchisio, Pepe (40’ st Padoin), Borriello (33’ st Quagliarella), Vucinic (33’ st Giaccherini).
A disposizione: Storari, Elia, Del Piero, Matri.
Allenatore: Conte.

ARBITRO: Banti

ASSISTENTI: Faverani, Stefani

QUARTO UFFICIALE: Bergonzi

AMMONITI: 21’ pt Bonucci, 34’ pt Pirlo, 15’ st Perez, 23’ st Ramirez, 39’ st Bonucci, 40’ st Portanova, 45’ st Vidal

ESPULSI: 39’ st Bonucci