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08 nov 2013 - in: Serie A

Come segnano gli azzurri

La principale risorsa del Napoli sono le conclusioni dalla distanza

Conteggiando anche le reti segnate  nelle 4 partite disputate in Champions League, emerge nettamente che la risorsa offensiva del Napoli sono le conclusioni da fuori area. Già 10 le reti segnate dalla lunga distanza. Marek Hamsik è lo specialista, grazie ai gol siglati con il Bologna, il Chievo e il Catania (gli ultimi due approfittando del lavoro di preparazione di Insigne). Ma colpisce soprattutto la quantità di buoni tiratori che ha a disposizione Benitez: Inler (in campionato non senza la complicità del portiere livornese Bardi, il suo secondo gol è invece stato realizzato al Marsiglia in Champions League); Higuain (gol al Milan); Dzemaili (rete al Sassuolo); Pandev (bravo ad approfittare di un palese errore della difesa del Genoa); Callejon (incrocio dei pali centrato nell’ultima sfida, Napoli-Catania 2-1); Zapata (straordinario gol a Marsiglia, nella vittoria che ha chiuso il girone d’andata).

Rispetto al periodo di Cavani, sono calati drasticamente gli exploit che sfruttano la profondità, dove peraltro è decisamente pericoloso Callejon (già 3 le sue reti costruite così, 2 delle quali realizzate con assist di Higuain).

Infine, da segnalare i gol frutto di azioni personali. Ne sono stati autori Hamsik in Napoli-Bologna 3-0, dove è arrivato a depositare la palla in rete dopo aver superato anche il portiere, e Mertens in Fiorentina-Napoli, abile a incrociare sul secondo palo dopo un triangolo con Higuain e diversi passi fatti prima di scoccare il tiro.