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15 apr 2013

Conte: «Continuiamo a pedalare»

«Abbiamo messo un altro mattone e siamo più vicini al traguardo, però mancano sette punti per la matematica»

«Abbiamo messo un altro mattone e siamo più vicini al traguardo, però mancano sette punti per la matematica e finché non abbiamo qualcosa in mano, non parliamo e continuiamo a pedalare». Non è scaramanzia, ma pragmatismo quello di Antonio Conte, che da profondo conoscitore del calcio, sa bene che non ci si può mai distrarre a certi livelli. Ecco perché, anche durante la gara contro la Lazio, il tecnico non ha mai smesso di guidare i suoi , fino all’ultimo secondo: «Abbiamo affrontato una squadra molto forte e a volte basta un rimpallo per prendere gol e rischiare di rovinare qualcosa di importante. Chi conosce il calcio sa che quando si hanno in mano gare del genere, vanno tenute strette».

Conte ha cambiato i volti dei protagonisti, con Marchisio in avanti al fianco di Vucinic, ma non il modulo né la mentalità: «Prima di oggi si parlava dei centrocampisti in debito di ossigeno e io per ripicca li ho fatti giocare tutti e quattro... - sorride Conte - Non conta con quanti attaccanti si gioca, ma quanti giocatori porti nella fase offensiva. Marchisio poteva fare questo ruolo, dando una mano a difendere e diventando una vera e propria punta in quando si attaccava. Lui e Vucinic si intendono a meraviglia. Claudio ha dato un’interpretazione al ruolo moderna e completa, diventando una vera e propria punta quando Mirko giocava tra le linee. L’occasione fallita? Lì in effetti mi è venuto un mezzo collasso, ma lo perdono, vista l’ottima partita che ha giocato».

La Juve ha dato una grande risposta dopo l’eliminazione dalla Champions, mostrando di aver subito assorbito la delusione: «Ma non si doveva essere delusi né andare in depressione, perché siamo arrivati tra le prime otto squadre in Europa e questa è una cosa straordinaria. Siamo in testa al campionato dallo scorso anno e se una squadra così, deve deprimersi dopo essere uscita contro il Bayern Monaco, vuol dire che non capisco nulla di calcio...»