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23 feb 2014 - in: Serie A

#Torinoèbianconera

Tevez decide un Derby combattuto e giocato su ritmi serrati. E con questo sono sei successi di fila nella stracittadina

Il Derby della Mole è tornato. Ora è nuovamente una partita vera, combattuta. Il Toro di adesso è squadra ambiziosa, dotata di gioco e buone individualità. E così, batterlo, dà ancora più gusto. La Juve lo fa con una prodezza di Tevez, ora capocannoniere al pari di Giuseppe Rossi con 14 centri, e con l'umiltà che solo le grandissime squadre sanno avere, dettando legge quando le gambe girano e stringendo i denti quando le energie vengono meno.

Il manuale della stracittadina vuole che la partita sia tesa, con ritmi serrati, ma che offra poco in termini di spettacolo e di occasioni. I bianconeri in realtà ne confezionano due già nei primi otto minuti. La prima non è particolarmente pericolosa, ma il pallone calciato dai venticinque metri di Pirlo crea comunque qualche ansia a Padelli, rimbalzandogli davanti prima di smorzarsi tra le braccia. Più interessante l'azione costruita poco dopo da Tevez e finalizzata da Pogba, che mette a lato dopo il velo di Llorente.

Il Toro risponde in contropiede, con l'apertura di Immobile per El Kaddouri e il pallonetto del marocchino fuori misura, ma non c'è un attimo di tregua: tempo di spostare lo sguardo dall'altra parte del campo ed ecco il destro di Tevez che costringe Padelli al tuffo per togliere il pallone dall'angolino basso. Il diagonale di Immobile non è invece un problema per Buffon, quanto piuttosto per gli addetti al campo dello Stadium, che devono sistemare in fretta e furia il cavo di sostegno della rete, spezzato dal tiro della punta granata.

La squadra di Ventura difende bene e Llorente e Tevez devono sempre giocare spalle alla porta, perché la marcatura è asfissiante e i raddoppi puntuali. Con giocatori del genere però, basta una minima imprecisione per venire puniti. Così quando al 30' l'Apache riceve al limite il rasoterra di Asamoah e si rende conto di avere un metro di spazio non ci pensa un attimo: controllo di sinistro, rotazione del corpo rapidissima e destro imprendibile  a fil di palo.

Il vantaggio bianconero non cambia il copione del match neanche nella ripresa: la Juve fa girare palla, cercando di stanare i granata, che invece aspettano nella propria metà campo, cercando di lanciare il contropiede e di capitalizzare al massimo i rari palloni giocati in avanti. Prova a farlo Darmian con una sventola dalla distanza che Buffon blocca sicuro.

Più che cercare di far male all'avversario le due squadre sembrano concentrate sul limitare i danni. Un gioco che alla Juve potrebbe anche andare bene, se non fosse che l'indole della squadra è quella di attaccare, sempre e comunque. Il maggior coraggio potrebbe trovare il giusto premio al 20', quando Tevez, complice un rimpallo, arriva a un passo dalla porta e ha il tempo di calciare, ma non quello di prendere la mira ed evitare l'uscita bassa di Padelli.

Il Toro prova a rialzare la testa e, pur non cambiando atteggiamento il fase difensiva, attacca con maggiore insistenza. Conte inserisce forze fresche, cambiando Vidal con Marchisio e Ventura risponde con Meggiorini al posto di Bovo. Nel finale le fatiche di coppa si fanno sentire e la Juve abbassa il baricentro, lasciando più campo ai granata che si buttano in avanti a testa bassa. Si chiude allora con Padoin che sostituisce Llorente e con un 5-4-1 in cui Osvaldo, in campo per Tevez, è l'unica punta. Si chiude soprattuto con il sesto successo consecutivo nel Derby e con l'ennesima conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che #Torinoèbianconera.

JUVENTUS-TORINO 1-0

RETI: Tevez 30' pt

JUVENTUS
Buffon; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner, Vidal (29' st Marchisio), Pirlo, Pogba, Asamoah; Llorente (44' st Padoin), Tevez (46' st Osvaldo).

A disposizione: Storari, Rubinho, Ogbonna, Peluso, Isla, Giovinco, Quagliarella.
Allenatore: Conte.


TORINO
Padelli; Bovo (36' st Meggiorini), Glik, Moretti; Darmian, Vives, Kurtic (47' st Basha), El Kaddouri (40' st Farnerud), Pasquale; Cerci, Immobile. 

A disposizione: Gomis, Berni, Rodriguez, Maksimovic, Vesovic, Tachtsidis, Gazzi, Larrondo, Meggiorini.
Allenatore: Ventura

ARBITRO: Rizzoli
ASSISTENTI: Stefani, Faverani
QUARTO UFFICIALE: Ghiandai
ARBITRI D'AREA: Rocchi, Calvarese

AMMONITI: 13' pt Vidal, 25' pt Pasquale, 18' st Bonucci, 35' st El Kaddouri