Web Content Viewer (JSR 286) - NoInlineEdit

28 apr 2014 - in: Serie A

Conte: «Un percorso incredibile»

«Mi eccita allenare questa squadra e e pensare a quanto fatto in questi tre anni. E ora il Benfica: giovedì saremo in 12 in campo»

30 vittorie in campionato, record dell'Inter 2006/07 eguagliato. 93 punti in classifica, Juventus di Capello superata. Sono numeri che Ad Antonio Conte non possono non fare piacere, ma al tecnico bianconero ne interessa uno soltanto: due, come i punti che separano la sua squadra dal terzo scudetto consecutivo. «C'è ancora una possibilità per chi insegue e dovremo essere bravi a chiudere il discorso già nella prossima partita – ribadisce il tecnico al termine della sfida contro il Sassuolo - Sarebbe uno scudetto storico, il terzo consecutivo. Sento dire che la Roma sta facendo un campionato stratosferico; noi siamo a più otto a tre giornate dalla fine e in semifinale di Europa League. A questo punto non so trovare aggettivi per la nostra stagione...».

«Tutto quello che fa la Juve è quasi un obbligo – continua Conte - Se vinceremo l'Europa League sarà una coppetta, se verremo eliminati si dirà invece che non siamo pronti per l'Europa. Nervoso? Vista la posizione in cui mi trovo sono molto sereno. Forse lo è chi insegue. Sento parlare di cultura sportiva, ma credo che le dichiarazioni della Roma siano un passo indietro da questo punto di vista, perché parlando di aiutini e di squadre che non si impegnano si alimenta solo la cultura del sospetto».

Lo scudetto è a un passo, ma prima c'è da giocare la semifinale di ritorno di  Europa League: «Dovremo recuperare energie fisiche e nervose e non sarà facile, ma giovedì sera in campo saremo 12, ne sono convinto: i tifosi saranno al nostro fianco».

L'adrenalina in questo finale di stagione scorre a fiumi, ma per Conte non è una novità: «Mi eccita allenare questa squadra e il percorso incredibile fatto in questi tre anni. Mi eccita pensare al primo anno, quando abbiamo vinto dopo due settimi posti. Il secondo anno è  stata una conferma, quest'anno un obbligo. Non è facile tenere per tre anni sulla corda i calciatori. Io vivo la mia professione con entusiasmo e partecipazione e credo che quello che apprezzano di più i miei giocatori è il fatto che sono in campo con loroIo ci ho messo del mio, ma il merito è soprattutto loro. Ho la fortuna di avere degli uomini straordinari e ora viviamo un un momento esaltante, da goderci fino in fondo».