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      15.08.2015 15:04 - in: Fan's blog S

      Il Trequatista? Ce l'abbimo già in casa

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      Quando ancora in campo si scendeva con i numeri di maglia dalla 1 alla 11, il numero 10 era quello che spettava al giocatore più tecnico, a quello che sapeva accendere la luce nelle partite, a colui che innescava le punte con passaggi smarcanti...

      Quando ancora in campo si scendeva con i numeri di maglia dalla 1 alla 11, il numero 10 era quello che spettava al giocatore più tecnico, a quello che sapeva accendere la luce nelle partite, a colui che innescava le punte con passaggi smarcanti.

      Anche nella storia Juventina la "10" è stata indossata da giocatori dall'estro eccezionale, da Sivori a Platini, da Baggio a Del Piero. Per ultimo l'onere e l'onere di questa maglia è spettato a Cartilos Tevez, un attaccante che spesso concludeva le azioni personalmente ma che, in certi momenti della partita, arretrava il suo raggio di azione di qualche metro per assumere il ruolo del più classico trequartista.

      Con l'arrivo alla Juventus di mister Allegri la figura del trequartista è tornata alla ribalta ma, complice, da un lato l'avvicendamento in corsa con Conte e dall'altro la volontà di non rivoluzionare immediatamente lo schema vincente della squadra, il team non disponeva di giocatori di ruolo. Nel corso dell'anno si sono alternati in campo Vidal e Pereyra che per motivi diversi non possedevano il "physique du role".

      Ma quali caratteristiche precisamente deve avere un trequartista? Difficile dirlo perchè si tratta di un ruolo che in campo che può essere interpretato in vari modi e con giocatori completamente diversi. Il Milan di Allegri presentava Boateng, un giocatore molto fisico, con un gran tiro, dotato di un ottimo dinamismo che gli permetteva di aiutare il centrocampo e allo stesso tempo di buttersi in area sulle palle vaganti.

      Come in ogni sessione di mercato vengono accostati alla Juventus una miriade di giocatori e anche per la ricerca del trequartista i media si sono sbizzarriti.

      Dapprima si è partiti con Oscar, il brasiliano del Chelsea che noi juventini conosciamo bene dal quel 2a2 a Stanford Bridge del 2012. Si tratta di un giocatore alto ma dal fisico molto slanciato che ha nel tiro da fuori e nel dribbling le sue armi migliori.

      Si è poi passati a Isco, forse il più classico dei trequartisti, anche se nel Real Madrid è stato posizionato in campo addirittura come mezzala. Dribbling secco, tiro, cambio di passo, ampia visione di gioco sono di casa, un giocatore varamente determinante nella metà campo avversaria.

      In Germania è stata la volta di Gotze, campione del mondo tedesco che con le sue accelerazioni e un dribbling superbo mette in difficoltà ogni difesa, il tutto condito da un'ottima capacitò di smarcamento, tuttavia, forse, si tratta più di una seconda punta o di un esterno d'attacco con licenza di accentrarsi che del classico 10.

      Sempre in terra tedesca e precisamente a Gelsenkirchen è toccato a Draxler, un giocatore di un metro e 87, che abbina al fisico un'ottima velocità. Molto spesso ha giocato da esterno di centrocampo ma i suoi lanci lunghi e la sua tecnica sopraffina non sono stati intaccati da questo posizionamento in campo.

      A tutt'oggi nessuno di questi campioni o futuri campioni è stato acquistato dalla Juventus ma, il mercato è ancora aperto e le sorprese sono sempre possibili.

      Tuttavia, nel frattempo, la maglia numero 10 è stata assegnata a un giocatore dal radioso presente e dal sicuro avvenire come Pogba. La scelta della società di affidare al giocatore transalpino una maglia così pesante, da un lato è sembrata un attestazione di stima verso il ragazzo mentre dall'altro, è parsa un'opera di abile merchandising che poco ha a vedere con la posizione in campo del giocatore.

      Invece, proviamo a dare una lettura diversa all'accaduto, e analizzando le qualità del francese si riesce forse a intravedere un disegno più ampio.

      Infatti, Pogba ha quelle caratteristiche fisiche che il mister Allegri ha dimostrato apprezzare nel giocatore sulla trequarti oltre alla capacità di infoltire il centrocampo in fase di non possesso trattandosi di una mezzala naturale.

      Inoltre, Pogba ha delle doti che ben lo possono far aspirare al ruolo di trequartista: un tiro da fuori letale, un notevole cambio di passo facilitato dalla sua lunga falcata,un dribbling che abbinato al suo estro gli permette sublimi giocate e una tecnica che gli consente di giganteggiare sugli avversari.

      In altre parole Pogba potrebbe essere il trequartista 2.0, il giocatore totale che in mezzo al campo sa abbinare le due fasi in modo perfetto: colui che può aiutare la squadra in fase di non possesso e esser determinante in fase di possesso.

      Il tempo dirà ma, intanto, i tifosi della Juventus possono godersi il loro beniamino qualsiasi ruolo ricoprirà in campo.

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