L’ultima volta a Reggio Emilia

“E per fortuna che, secondo qualcuno, le squadre che affrontato la Juve non danno il massimo. Il Sassuolo ci mette l'anima, altro che storie, e se la Juve alla fine della partita può festeggiare è solo per un motivo, semplice e lampante, lo stesso per il quale domina in Italia da tre anni a questa parte: perché l'ha meritato. Agli emiliani va l'onore delle armi, per la fierezza con la quale affrontano la gara, giocando alla pari dei campioni d'Italia e cedendo solo nella ripresa alle prodezze degli uomini di Conte che ora, lunedì prossimo contro l'Atalanta, avranno a disposizione il primo match ball per chiudere il discorso scudetto.

Così scrivevamo su Juventus.com a pochi minuti dal termine di Sassuolo-Juventus, l’ultimo trionfo prima della matematica conquista del terzo scudetto consecutivo. Di lì a qualche giorno – il 4 maggio 2013 per l’esattezza - la Roma incappò nella sconfitta di Catania, e i bianconeri scesero così in campo con lo scudetto virtuale cucito sul petto, avendo aritmeticamente conquistato il tricolore. Il terzo di fila: tre come i gol rifilati ai neroverdi a Reggio Emilia, dopo essere passati in svantaggio per via della prodezza di Simone Zaza.

Un match difficile, quello dello scorso aprile a Reggio Emilia. Nonostante i bianconeri siano sotto di un gol, tuttavia, non si scompongono. Carattere infinito: di tempo per recuperare ce n'è a sufficienza. Così la Signora inizia a prendere il controllo del gioco. Gli emiliani però, forti del vantaggio, possono giocare di rimessa e la rapidità dei tre attaccanti non è da sottovalutare: non lo era allora, e non lo sarà sabato.

Il diluvio che si abbatte quel 28 aprile 2014 su Reggio Emilia non aiuta certo la precisione delle giocate, e così il Sassuolo riesce a chiudere gli spazi anche grazie all'ottimo lavoro di Magnanelli, sempre pronto a raddoppiare sugli attaccanti e a impedire l'ultimo passaggio. Quando si affrontano campioni come Tevez però, basta una sola distrazione per venire puniti. E così, quando al 35' il centrocampista neroverde è il leggero ritardo, Marchisio ha lo spazio per servire l'Apache al limite. A quel punto basta alzare la testa e far partire un siluro a fil di palo per trovare il pareggio.

Si va al riposo così. La ripresa si apre ancora all'insegna dell'equilibrio e al tentativo di Tevez, neutralizzato da Pegolo, risponde Sansone che spara alto dal limite. Gli emiliani giocano a ritmi altissimi, la Juve è meno frenetica, ma più lucida, pronta a sfruttare la minima incertezza avversaria. Ed è quanto accade poco prima del quarto d'ora, quando Tevez rivitalizza un'azione che sembrava sfumata, rubando palla in scivolata e servendo Pirlo. Il regista vede salire la difesa neroverde mentre Marchisio scatta verso l'area e il pallone che parte dal suo piede è telecomandato. Il Principino non ci pensa due volte, batte al volo di sinistro e fulmina Pegolo.

E’ 1-2. Di Francesco tenta il tutto per tutto, inserendo Floccari al posto di Ziegler e passando al 4-2-4, ma è l'ingresso di Lichtsteiner a cambiare gli equilibri. Lo svizzero arriva sul fondo che è una bellezza e prima offre a Tevez un pallone d'oro che l'Apache manda a sbattere sulla traversa, poi crossa basso e teso pescando Llorente nell'area piccola. Il navarro arriva sul pallone con tempismo perfetto di tacco chiude la partita. Lo ricordate? Lo rivediamo insieme, in attesa di ritrovare in campo i bianconeri a Reggio Emilia?