UNESCO Cup, notte di stelle e spettacolo senza tempo

La sfida delle leggende, Juventus-Real Madrid, si conferma quel tipo di partita che fa scaldare cuore di commozione ad ogni amante del calcio. Vedere sullo stesso terreno di gioco Nedved che semina il panico tra le linee nemiche e si arrabbia per aver sbagliato un tiro; Tacchinardi e Davids che dettano i tempi dell’azione; Zidane a segno con un pallonetto morbido; Seedorf bucare la rete con una bordata al volo nel sette… sono cose che fanno venire la pelle d’oca solo a raccontarle – figuriamoci ad assistervi.

Finisce 1-5 per il Real, ma poco importa: a vincere, questa sera, è stata la solidarietà, e a rimanere negli occhi dei tifosi saranno i colpi di pura classe regalati da così tante leggende di questo sport, radunati per beneficienza in così pochi metri quadrati. Ogni tocco, ogni dribbling, tiro o pallonetto è accompagnato dalle ovazioni che scrosciano, immancabili, dagli spalti in visibilio. Fin da quando, nella calda sera di Torino, Nanà annuncia le formazioni: sentire quei nomi è da pelle d’oca, vederli giocare, talentuosi come un tempo – quasi che l’orologio si fosse fermato – lascia senza parole.

Fin dalle prime battute, è partita è vera, bellissima, intensa. Due minuti, tre tiri in porta, proprio come in una delle 16 sfide europee della storia delle due squadra. Salgado è uno dei mattatori della serata, fin dalla prima combinazione in area con Clarence Seedorf, il cui tiro non coglie impreparato Tacconi. Dall’altra parte corrono generosamente anche Padovano e Torricelli: le ali ai loro piedi le forniscono gli applausi generosi del pubblico. Lì in mezzo, è il duo di centrocampo Tacchinardi-Davids a trainare l’azione offensiva, mentre la cresta bionda di Pavel è ubiqua, a tutto campo.

Al 5’ su cross di Karemebeu è Esnaider, a cercare di confermare l’inesorabile legge dell’ex, ma gli riesce solo di scheggiare la traversa di testa. Al 9’ è l’altro numero 9 del Real, Morientes, a impegnare Tacconi, che neanche questa volta si lascia trovare impreparato. Quando l’attaccante dei blancos ci riprova una seconda volta, Ferrara gli fa intuire che da lì per un po’ non sarebbe passato. In mezzo, Zinedine Zidane manda in visibilio il pubblico con il suo repertorio di veroniche e passaggi filtranti morbidi, perfetti. Solo al 12’ torna sulla terra, sbagliando forse la prima punizione della sua vita.

Al 18’ è ancora un monumentale Ciro Ferrara ad anticipare Esnaider e negargli la gioia del gol. Seedorf, intanto, salta uomini come fossero birilli, ma si infrange anche lui contro quella diga bianconera che porta il numero 2 sulla schiena. Al 22’ decide allora di provarci da fermo: la sua punizione fa ammutolire lo stadio per qualche secondo, ma la tensione si scioglie in un sospiro di sollievo quando la palla si spegne sul fondo. Le azioni più pericolose della Juve arrivano dalla destra, dove marcia a mille all’ora il Soldatino: al 23’ Di Livio mette in mezzo e Amoruso ci prova col pezzo forte del suo repertorio, di testa, costringendo Contreras al miracolo. Capovolgimento di fronte, al 25’, ed sempre Ferrara a far impazzire lo stadio disinnescando una conclusione di Morientes addirittura in rovesciata, sulla linea.

Le prime sostituzioni arrivano già alla mezz’ora, è inevitabile: la fatica si fa sentire e le panchine sono lunghissime e piene di leggende. Vierchowod rileva Massimo Carrera e De La Red entra al posto di Esnaider. Salgado sulla destra è sempre una furia, e scheggia il palo alla sinistra di Tacconi, che nulla può quando al 31’ Morientes, di testa su assist del sempiterno Karembeu, risponde ad Amoruso e batte Tacconi per l’1-0 del Real.

Al 36’, Tacconi dimostra – se ce ne fosse ancora bisogno – perché con la Juve ha vinto tutto, bloccando prima un pericoloso tiro del nuovo entrato De La Red, quindi un destro angolato di un Morientes scatenato. Al 42’, quindi, Zinedine Zidane entra in area e, con classe, supera Vierchowod e Tacconi, con un morbido tocco sotto: è il 2-0 del Real. Il pubblico dello Stadium applaude il Pallone d’Oro francese, ed esplode un minuto più tardi in un boato ancora più forte quando Di Livio mette in mezzo per il tap-in vincente di Tacchinardi, che accorcia le distanze per la Juve.

Il pubblico mostra di apprezzare lo spettacolo, applaude e canta ‘siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi’ a spron battuto. E’ partita vera, e si va al riposo sul 2-1 per i blancos. Nello spogliatoio della Juventus, nel frattempo, c’è una maglia che attende Zizou, che farà il suo ingresso in campo a colori invertiti nella ripresa per l’estasi dei presenti, che non hanno certo atteso il cambio di maglia per tributargli il giusto omaggio. Con lui, cambia la maggior parte degli effettivi bianconeri, tutti dentro a ricevere il meritato applauso del proprio pubblico.

Nella ripresa, i ritmi sono più blandi rispetto al primo tempo, si aprono le linee come è inevitabile ma non ne perde lo spettacolo: all’11’ Chimenti dice di no a De La Red, mentre la Juve cambia fascia e prova le ripartenze con Nedved, che nei tredici minuti della ripresa in cui è in campo è una Furia su quella corsia.

Poi sale in cattedra Clarence Seedorf. Il suo terzo tiro in porta, al 19’ della ripresa, è da cineteca: l’olandese trova il jolly a suo modo, al volo da fuori area. Un bolide preciso, morbido e potente su cui nulla può Chimenti. La Juve non demorde, ma al 27’, Penna Bianca non arriva in tempo sull’invito di Porrini, mentre lì davanti Bobo si batte e prova la conclusione da fuori. Gli ultimi quindici minuti di gara, tuttavia, sono un assolo blanco: al 28’ Salgado, che disputa una partita da finale di Champions, si conquista un rigore che De La Red non fallisce, spiazzando Chimenti.

Col passare dei minuti i reparti delle due squadre si sfilacciano, si apre qualche falla nella difesa bianconera e il Real finisce in crescendo: il tandem Perez-Velasco ne approfitta al 42’ con il gol delle merengues, quello che chiude definitivamente le marcature.

Al fischio finale, sono solo abbracci in campo e applausi sugli spalti. Una festa leggendaria, come da copione, per ribadire ancora una volta i valori di tolleranza e di pace che Unesco, Juventus e Real Madrid hanno questa sera celebrato.

JUVENTUS LEGENDS – REAL MADRID LEYENDAS 1-5

RETI: Morientes 31’ pt, Zidane 42’ pt., Tacchinardi 43’ st., Seedorf 19’ st., 28’ st. De La Red (R), 42’ st. Velasco

JUVENTUS LEGENDS Tacconi (1’ st. Chimenti); Torricelli (1’ st. Montero; 25’ st. Porrini), Ferrara (1’ st. Mirkovic), Carrera (27’ pt. Vierchowod 30’ st. Padovano), Birindelli (13. st Dimas); Di Livio (1 st. Zidane), Camoranesi (13. St Iuliano), Tacchinardi (1’ st. Ravanelli) Davids (13. st Tudor), Nedved (13. st. Alessio); Amoruso (1’ st. Vieri) Allenatore: Pessotto

REAL MADRID LEYENDAS Contreras (10’ st. Sanchez); Salgado, Hierro (32’ st. Sabido), Pavon , Karanka (1 st. Perez),; Makelele, Karembeu (1 st. Tote), Seedorf; Zidane (1 st. Velasco); Morientes (13 st. Butrageno) , Esnaider A disposizione: Amavisca Allenatori: De Las Heras, Camacho

ARBITRO: Bergonzi ASSISTENTI: Liberti, Schenone QUARTO UFFICIALE: De Marco