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      18.05.2020 15:07 - in: Eventi S

      Black & White Stories | Altafini e il Derby (County)

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      Un mercoledì pomeriggio al Comunale

      Ci sono partite che rimangono nel tempo – e nella memoria di chi ha avuto la fortuna di assistervi dal vivo – non solo per l'importanza della posta in palio o  per l'andamento dei 90 minuti e le emozioni che vi sono contenute. A renderle speciali vi è anche il contesto, l'atmosfera, persino la luce di quella giornata. Ed il caso dell'11 aprile 1973 rientra perfettamente in questa ristretta categoria di momenti unici e non solo perché la Juventus si gioca un pezzo di sogno o – per essere più prosaici – l'andata della semifinale di Coppa dei Campioni. Le due contendenti si presentano al cospetto del pubblico alle ore 15.30 di un mercoledì: nei 55.000 presenti sugli spalti è ipotizzabile che la stragrande maggioranza abbia rinunciato a un giorno di lavoro per dedicarsi a un appuntamento immancabile con la propria passione. E che sia davvero enorme basti la foto con i tifosi pericolosamente arrampicati su un traliccio della luce dello stadio.  “Per vedere la Juve tutto è buono”, recita la didascalia di Hurrà Juventus. Viene da pensare come all'epoca non ci fossero certamente  le norme di sicurezza di oggi (o venissero brutalmente ignorate in occasioni dei big-match).

      Juventus contro Derby County si può tradurre anche come Italia contro Inghilterra e non è una forzatura. Sicuramente i confronti tra club non sono riproducibili perfettamente in quelli delle nazionali e viceversa, ma occorre pur sempre ricordare che in quel periodo le squadre non presentavano stranieri (a eccezione di colui che si ritaglierà la parte del protagonista, presente nel nostro Paese da talmente tanto tempo da averci fatto dimenticare di essere brasiliano). E poi, va considerato che solo due mesi dopo, nello stesso scenario del Comunale, gli azzurri sconfiggeranno gli inglesi per la prima volta da quando esiste il calcio, sovvertendo in un bellissimo pomeriggio di giugno l'assioma che li pretende maestri del calcio. Non sarà un caso che in quell'Italia sospinta a gran voce dal pubblico torinese siano presenti quattro juventini, due dei quali – Pietro Anastasi e Fabio Capello – firmano le due reti della storica vittoria.

      Come da tradizione, il mensile bianconero racconta Juventus-Derby County attraverso una fitta rassegna stampa che a distanza di anni permette di rivivere il fascino della partita.  

      primo tempo

      Succede poco nella prima parte dell'incontro. E non per ragioni di studio tra le due formazioni, di eccessivo rispetto o tatticismo. L'analisi di Giglio Panza di Tuttosport parte da una considerazione: la Juve soffre “l'azione corale e atleticamente superlativa del Derby County”. Ma la Signora riesce a cambiare l'inerzia della partita dando “un senso alla sua frenesia, proponendo a McFarland e compagni temi di gioco assolutamente imprevedibili”. Tutto nasce da Anastasi, che va a salvare un pallone che sta andando in fallo laterale, vince un contrasto e lo indirizza rapidamente per Altafini. José – il brasiliano, ricordate? - stoppa di destro in corsa e conclude di sinistro imparabilmente. Gianni Brera de Il Giorno vede in questa e altre azioni la sua capacità di caricare “di pratica intelligenza” i pochi palloni che tocca. Due minuti dopo i britannici pareggiano con un gol di Hector, però, si va all'intervallo in una situazione complicata.

      ripresa

      Al ventesimo minuto la Juve passa nuovamente. Il 2-1 è frutto di una lunga circolazione palla al limite dell'area, fino a quando Causio trova un destro rasoterra che sorprende il portiere. Ma il meglio arriva a 7 minuti dal fischio finale. Un'azione velocissima, con Anastasi che va via all'altezza del cerchio di centrocampo, serve ad Altafini il pallone, secco dribbling e tiro dal limite dell'area, ancora più bello e letale del gol dell'1-0. Italo Cucci, su Resto del Carlino, ne rimane così estasiato da scrivere: “Mi credete se vi dico che il terzo gol di Altafini mi ha colmato di gioia, mi ha addirittura commosso, mi ha fatto capire che il calcio - a volte - può entrarvi anche nell'anima, con dolce violenza, ed esaltarvi, farvi perdere la ragione, farvi trovare d'improvviso tifosi, cioè così vicini alla irrealtà da rasentare la follia?”. Con maggiore freddezza, ma con ancor più convinzione, gli inviati al Comunale convergono nell'idea che il 3-1 sia un risultato troppo stretto per quanto visto e quello più giusto sarebbe stato più rotondo: “Tiriamo le somme: parlare di un 5-1 mancato in parte per precipitazione nel tiro, in parte per mera sfortuna, è dunque tutt'altro che azzardato”, sostiene Alfeo Biagi su Stadio, ripensando a non poche occasioni fallite e a un palo centrato da Causio. Il vantaggio acquisito basterà comunque: in Inghilterra la Juve impatterà 0-0, dimostrando di meritare pienamente il passaggio del turno.

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