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      07.06.2019 15:41 - in: Eventi S

      Agnelli:«Riformiamo il calcio europeo»

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      Il Presidente all'Assemblea Generale dell'ECA: «Sarà un lungo processo, ancora molte cose andranno discusse, ma siamo aperti a un confronto trasparente»

      Il futuro del calcio europeo e la riforma delle competizione europee a partire dal 2024: sono questi i temi trattati durante l'Assemblea Generale dell'ECA che giovedì e venerdì ha riunito a Malta 156 club, in rappresentanza di 48 nazioni. Al termine del workshop, il presidente dell'ECA Andrea Agnelli, i vicepresidenti Edwin van der Sar, Dariusz Mioduski e Aki Rihilahti, il segretario generale Michele Centenaro e il Direttore della Comunicazione e Pubbliche Relazioni, David Frommer, hanno fatto il punto, durante una conferenza stampa, sulla due giorni di lavori.

      Queste le loro dichiarazioni:

      ANDREA AGNELLI

      «Alcuni club sono venuti a Malta con scetticismo e la mia più grande soddisfazione è quella di aver spazzato via le perplessità. Ci sono diversi problemi per i quali dobbiamo trovare una soluzione e per farlo dobbiamo metterci nei panni degli altri e avere una visione complessiva del calcio europeo. Siamo all'inizio di un lungo processo, ma ciò che importa è che i club abbiano mostrato la volontà di impegnarsi positivamente e con onestà intellettuale, per indirizzare nel migliore dei modi la riforma del calcio europeo. A settembre, a Nyon, condivideremo i nostri punti di vista: ancora molte cose andranno discusse, ma siamo aperti a un confronto trasparente e vogliamo la soddisfazione di tutto il calcio europeo, non solo di qualche club».

      AKI RIHILAHTI

      «Il sistema attuale non funziona per la maggior parte delle realtà e se vogliamo mantenere in vita il sistema calcio, dobbiamo tenere il considerazione le diverse situazioni locali, sviluppandolo però al tempo stesso a più alti livelli. Giocare più incontri internazionali aiuterebbe la crescita anche dei campionati minori».

      DARIUSZ MIODUSZKI

      «Dobbiamo far diminuire il gap tra grandi e piccole squadre europee. È chiaro che la maggior parte delle risorse ruoti attorno ai maggiori cinque campionati, ma in Europa ce ne sono altri 50 e, continuando così, finché non ci saranno squadre che possono essere rappresentate in Europa, moriranno. L'unico modo per ridurre il divario fra le varie federazioni è giocare le competizioni europee e spalmare i ricavi fra più nazioni».

      EDWIN VAN DER SAR

      «Non tutti sono nati a Manchester o Londra. Dobbiamo dare un modo anche a chi viene da campionati come Polonia, Portogallo, Grecia, Turchia, Olanda di crescere a livello europeo. L'Ajax due anni fa ha raggiunto la finale di Europa League e due mesi dopo è uscita ai preliminari. Serve quindi maggiore stabilità affinché i club possano crescere. Questo è più semplice se si partecipa a un grande campionato nazionale, ma dobbiamo pensare anche agli altri. L'obiettivo è giocare più partite internazionali e per farlo si dovrà trovare un accordo, un equilibrio, compatibilmente col calendario internazionale».

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