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      18.05.2019 13:32 - in: Serie A S

      Allegri, “ History Alone”

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      Andrea Agnelli rende omaggio al tecnico che a fine stagione terminerà la sua avventura in bianconero: «Da solo ha scritto la storia della Juventus»

      C'è tutta la squadra seduta nelle prime file quando il Presidente Andrea Agnelli e Massimiliano Allegri fanno il loro ingresso nella sala stampa dell'Allianz Stadium. Una presenza silenziosa, che sottolinea però in modo forte quanto il tecnico, che come annunciato nella prossima stagione non siederà più sulla panchina bianconera, e il suo lavoro siano stati apprezzati dai suoi uomini e dalla società.

      AGNELLI: «MAX HA SCRITTO LA STORIA»

      Il primo a ribadirlo è il Presidente Agnelli, che prende subito la parola: «Sono qui per celebrare Max. Un allenatore che da solo ha scritto la storia della Juventus. Fino a oggi, quando si parlava di cinque scudetti consecutivi, si parlava della Juve del quinquennio, della Juve di Edoardo Agnelli e degli anni 30. Il solo Max ha vinto cinque scudetti consecutivi». E la maglia con la scritta History Alone e il numero 5 stampato sul retro che Agnelli consegnerà al tecnico, è il simbolo del suo straordinario percorso in bianconero. Un percorso che il Presidente aveva in mente di iniziare ben prima di affidare ad Allegri la panchina della Juventus: «Nel maggio 2013 ero a Londra con Paratici per assistere alla finale di Champions tra il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund e vedemmo uscire Allegri da un albergo. Mi rivolsi a Fabio dicendogli: “Guarda, quello sarà il nuovo allenatore della Juve”».

      «Lo diventò il 16 luglio 2014, tra le contestazioni generali – ricorda ancora Agnelli - Andando a Vinovo venimmo informati della presenza dei tifosi, ma dissi all'autista di passare comunque dall'ingresso principale, perché non avevamo nulla da nascondere ed eravamo convinti della nostra scelta. Alla fine della stagione, in uno dei miei rari tweet commentai : “E' prendendo la Juventus il 16 luglio e riportarla a vincere che ci vogliono gli attributi”. Sono stati cinque anni bellissimi, segnati da affetto, stima, fatica, riconoscenza e tante vittorie e quello che più mi rende orgoglioso è sapere si aver trovato un amico sincero, con cui potermi confrontare».

      Agnelli non nasconde quanto sia stato difficile prendere la decisione di terminare il rapporto con Allegri: «È stata la più sofferta da quando sono alla guida della Juventus. Quando dopo la partita con l'Ajax avevo detto che saremmo andati avanti con Max, il pensiero era sincero. Poi sono seguite una serie di riflessioni che dimostrano la capacità di analisi di un gruppo di lavoro e dell'allenatore, e la capacità di sapere prendere delle decisioni. Abbiamo capito tutti insieme che era giunto il momento di chiudere uno dei più straordinari cicli della storia della Juventus, di cui Max è stato artefice».

      «Ora mi devo concentrare sul presente – conclude il Presidente – La squadra che ricomincerà il lavoro a luglio cercherà di vincere in Italia e in Europa e abbiamo progetti di crescita per le Juventus Women e per l'Under 23, che dovremo dotare di un impianto loro dedicato. Vogliamo poi esplorare il terreno delle nuove tecnologie, in particolare quello dell'intelligenza artificiale per capire come possa impattare sulle metodologie di allenamento e ho la massima fiducia in Nedved, Paratici, Marco Re e Giorgio Ricci cui è affidata la leadership organizzativa della Juventus».

      ALLEGRI: «CINQUE ANNI STRAORDINARI»

      Le parole del Presidente toccano profondamente Allegri, che ha la voce strozzata dalla commozione quando prende la parola: «Abbiamo parlato e ho espresso i miei pensieri – racconta il tecnico - La società ha fatto le sue valutazioni e ha ritenuto opportuno che l'allenatore non fossi più io, ma questo non cambia nulla perché con il Presidente, Nedved e Paratici i rapporti sono straordinari».

      «Qui alla Juve ho trovato una società solida, super organizzata, con un gruppo straordinario sia sul piano tecnico che sul piano personale. Per vincere servono uomini oltre che giocatori e la Juve li ha. Essere juventino vuol dire far parte di una famiglia che ha un Dna preciso. Qui si impara la cultura del lavoro e la disciplina e in questi cinque anni sono cresciuto, siamo cresciuti insieme. Tra persone intelligenti però si capisce quando arriva il momento di separarsi. Lascio una squadra vincente che ha le potenzialità per ripetersi in Italia e fare un'altra grandissima Champions. Quest'anno purtroppo si sono verificate cose che non ci hanno permesso di arrivare in fondo. Ora però dobbiamo festeggiare - conclude Allegri - Domani dovrà essere una bellissima serata, perché celebreremo la vittoria dello scudetto e l'addio al calcio di Andrea Barzagli. Abbiamo vissuto cinque anni straordinari e di questo dobbiamo essere orgogliosi».

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