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      09.11.2019 11:00 - in: Serie A S

      Opposition Watch: il Milan

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      Alla scoperta della squadra allenata da Stefano Pioli

      Reduce dalla sconfitta interna per 2-1 contro la Lazio, il Milan fino ad ora ha conquistato 13 punti in classifica: 4 vittorie, un pareggio e 6 ko il bilancio. Da quando c’è Stefano Pioli in panchina (al posto di Marco Giampaolo) i rossoneri hanno vinto una gara (Spal), pareggiata un’altra (Lecce) e perse due (Roma e appunto Lazio).

      Il miglior marcatore è il polacco Piatek con 3 reti (è anche il rigorista della squadra, in alternanza con Kessié), seguito a quota 2 da Chalanoglu e Theo Hernandez. Quest’ultimo è senza dubbio il nuovo volto del Milan che fino ad ora ha inciso di più nella squadra. Francese, classe 1997, è arrivato in estate dal Real Madrid dopo aver giocato nell’ultima stagione nella Real Sociedad. Un terzino sinistro di grande spinta e anche con il fiuto del gol, come dimostrano le due reti già siglate nei primi 11 turni della Serie A. In cabina di regia nelle ultime giornate ha giocato l’algerino Bennacer (che in estate con la sua nazionale ha vinto la Coppa d’Africa), arrivato dall’Empoli al pari di Krunic.

      La garanzia tra i pali è sempre Donnarumma: il portiere del Milan ha sempre giocato tranne nella trasferta di Marassi sul campo del Genoa, dove scese in campo Reina, parando tra l’altro un rigore a Shone a tempo scaduto. In difesa è Romagnoli la stella, nonché capitano: alla quinta stagione consecutiva all'ombra del Duomo, ha già totalizzato oltre 150 presenze in maglia rossonera.

      Un attacco non incisivo

      Con solo il 35% di tiri nello specchio della porta (dato più basso di tutta la serie A) il Milan, sia sotto la guida di Gianpaolo che sotto a quella di Pioli, sta lottando da inizio stagione con una sterilità sotto porta (11 i gol in totale segnati) che rappresenta il vero problema della squadra rossonera determinando l’attuale deludente undicesimo posto in classifica. 

      La svolta voluta dalla società, prima della sfida contro il Lecce all’ottava giornata di campionato, con il cambio della guida tecnica, non ha sortito gli effetti desiderati. La difficoltà nel rendersi pericolosa nella metà campo avversaria è evidente se si prende in considerazione il dato del possesso palla (57% e quarta posizione) dei passaggi (5511 quarta posizione)  e della precisione nel fraseggio (85% quinta posizione): il Milan palleggia dalla propria trequarti con una certa disinvoltura, ma superata la linea mediana la costruzione del gioco non riesce a trovare gli sbocchi necessari per portare alla conclusione i propri attaccanti e soprattutto a metterli nelle condizioni di incidere in area avversaria. 

      Un possesso quindi alquanto sterile che solo nella gara pareggiata in casa contro il Lecce, proprio alla prima panchina di Pioli, è riuscito a produrre in attacco una mole di gioco (19 conclusioni di cui 9 nello specchio) decisamente diverso dal resto della stagione. In quel caso alcune distrazioni difensive hanno impedito ai rossoneri di conquistare i 3 punti, anche se la difesa, in media, non subisce molto (129 in totale i tiri concessi quinta posizione in classifica).

      Un equilibrio di squadra, quindi, precario, che sembra poter garantire una maggior copertura solo a discapito di una fase offensiva spesso colpevole nell’isolare Çalhanoğlu, Piatek e Suso, che di certo in questo inizio di stagione non stanno attraversando un grande periodo di forma.

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