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      13.01.2019 16:00 - in: Supercoppa Italiana S

      #StartingXI: la Supercoppa Italiana

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      11 nomi per raccontare la sfida di mecoledì

      7 vittorie, 11 protagonisti (decisamente sbilanciati in attacco...): la Supercoppa italiana declinata in bianconero

      Gianluigi Buffon

      In 5 delle 7 finali vinte è lui a difendere la porta. Memorabili le prime: in Libia, nel 2002, si trova davanti la sua ex squadra, il Parma; nella seconda, l'anno successivo, a New York ribalta il verdetto dell'Old Trafford e con una parata su Brocchi contribuisce in maniera determinante al successo sul Milan.

      Stephan Lichtsteiner

      La vendetta dell'ex: nella trionfale finale del 2013 firma la terza delle 4 reti con le quali la Juventus sconfigge la Lazio all'Olimpico. Lo fa presentandosi da solo davanti a Marchetti, innescato da una magia di tacco di Vucinic. Ma anche in altri 2 gol c'è il suo contributo. Nel 2-0 serve a Chiellini il pallone da spingere in rete; in occasione del 4-0 il suo tiro viene parato, ma l'azione prosegue e Pogba offre a Tevez l'opportunità per segnare alla sua prima gara in Italia.

      Giorgio Chiellini

      Probabilmente proprio in Supercoppa si verifica il gol più paradossale della carriera del Chiello. Non capita a tutti i centrali di segnare a porta vuota su una ripartenza. Lui ci riesce perché scatta più veloce di tutti, con la gambe e con il pensiero, ed è la scena più folgorante di Juventus-Lazio 4-0.

      Kwadwo Asamoah

      Roberto Baggio fece il suo esordio nella Juventus segnando al Napoli in una finale di Supercoppa. Kwadwo Asamoah riesce nella stessa impresa con due differenze di non poco conto: il ghanese lo fa con il piede sinistro e il suo gol – a differenza di quello del Divin Codino – serve per portare a casa il trofeo.

      Paul Pogba

      La rete più veloce della Supercoppa. La finale del 2013 per Paul inizia in panchina. Ma al ventesimo minuto l'infortunio di Marchisio induce Conte a gettarlo nella mischia. 180 secondi dopo Paul trova il varco per aprire una serata che diventerà una goleada.

      Antonio Conte

      Da giocatore è in campo nelle finali vittoriose del 1996 e del 1997, nella quale è lui ad alzare la coppa in qualità di capitano ed è lui a chiudere i conti siglando il 3-0 sul Vicenza. Da allenatore centra il bersaglio due volte su due: 4-2 ai supplementari sul Napoli nel 2012; 4-0 sulla Lazio l'anno seguente.

      Alessandro Del Piero

      Tripoli, 25 agosto 2002. Il campo del June 11 Stadium è sabbioso, ma i grandi campioni si vedono proprio in queste circostanze. Il 10 bianconero domina la gara con giocate di assoluta qualità e una doppietta che rende ininfluente il momentaneo pareggio firmato da Marco Di Vaio. Un Del Piero con i baffi (e non è un modo di dire...)

      Gianluca Vialli

      La prima Supercoppa lo vede nel ruolo di match-winner. Si gioca nel gennaio del 1996, in un Delle Alpi avvolto dalla nebbia, che ospita l'ennesimo capitolo della saga Juventus-Parma, avviatasi la stagione precedente con il testa a testa in tutte le competizioni: campionato, Coppa Italia e Coppa Uefa. Un gol facile, a porta vuota: non tutti lo riescono a vedere ed anche per questo è ancora di più un cult

      Filippo Inzaghi

      Prima volta che indossa la maglia della Juventus, dopo la felice esperienza a Bergamo. E nella finale tra Juventus e Vicenza si capisce perché la Signora abbia voluto fortemente il capocannoniere del precedente campionato: SuperPippo esibisce subisce i suoi poteri con 2 gol e quelle tipiche esultanze irrefrenabili che vedremo in bianconero per 4 stagioni.

      Paulo Dybala

      12 minuti a Shanghai ed è subito Paulomania. Al pari di Super Mario, nella stessa gara Dybala fa il suo esordio ufficiale nella Juventus. Nella ripresa sostituisce Coman e ci mette molto poco tempo a capire come segnare il 2-0. L'azione è ispirata da Mandzukic, Pogba fa la sponda e il sinistro-gol è pura Joya.

      Mario Mandzukic

      Altro debutto indimenticabile. Nella finale di Shanghai del 2015 è il gigante croato a sbloccare il risultato. Lo fa sfruttando un dolce cross di Sturaro, sul quale Mario fa valere la sua ottima scelta di tempo staccando di testa in modo implacabile. E' il primo dei big-match che lo hanno visto protagonista assoluto in questi anni di gloria juventina.  

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