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      17.12.2019 10:00 - in: Serie A S

      OppositionWatch: la Sampdoria

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      L’analisi della formazione blucerchiata dopo le prime 16 giornate di Serie A

      L’anticipo della 17° giornata della Serie A mette di fronte alla Juventus, mercoledì a Marassi, la Sampdoria di Claudio Ranieri. Il tecnico blucerchiato, che ha preso il posto durante la stagione di Eusebio Di Francesco, da quando si è seduto in panchina ha un po’ risollevato le sorti dei liguri che avevano cominciato molto male il campionato. Quagliarella e compagni dopo 16 turni occupano il quindicesimo posto in classifica con 15 punti, a braccetto con Lecce e Udinese. Il bilancio fino ad ora è di 4 vittorie, 3 pareggi e 9 sconfitte. Il successo giù importante è arrivato sabato sera nel Derby della Lanterna contro il Genoa, battuto 1-0 grazie alla rete nel finale di Manolo Gabbiadini. L’ultimo dei 13 gol segnati dalla Samp in Serie A: il top scorer è proprio Gabbiadini con 4 reti, seguito da Quagliarella e Ramirez (3), Caprari, Jankto e Bonazzoli (1).

      Gli unici ad aver giocato invece tutti i minuti sono stati il terzino sinistro Nicola Murru e il portiere Emil Audero, quest’ultimo uno dei tanti ex al pari del tecnico Ranieri, Fabio Quagliarella, Albin Ekdal e Mehdi Leris (Primavera).

      I NUMERI DEI BLUCERCHIATI

      La Sampdoria ha il diciottesimo attacco del campionato, avendo segnato 13 reti. Una media di 0,81 gol a partita, molto più bassa rispetto a quella della passata stagione (chiuse a 1,57), quando riuscì anche attraverso il gioco dell’allora tecnico Marco Giampaolo a far laureare capocannoniere Fabio Quagliarella con 26 centri. A livello difensivo invece i blucerchiati hanno subito 25 gol: si tratta della dodicesima retroguardia, delle ultime sette della classifica colei che ne ha subiti di meno al pari del fanalino di coda SPAL.

      Fino a questo momento sono 24 i giocatori che sono scesi in campo. Tra i volti nuovi, colui che ha giocato di più è il difensore colombiano Jeison Murillo, arrivato in estate in prestito dal Valencia. Una squadra che non fa del possesso palla il suo punto di forza (è nelle ultime posizioni), ma che cerca spesso la profondità per trovare le giocate delle punte. Nel derby di sabato contro il Genoa si è schierata con un 4-4-1-1, chiudendo con il 38% di possesso e il 69% di passaggi riusciti.

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