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      01.02.2019 10:00 - in: Serie A S

      Due grandi giornate, contro il Parma...

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      1995 e 2011: due stadi diversi, due partite da ricordare

      Beato chi c'era, in quelle 2 giornate. Davvero indimenticabili, perché entrambe hanno inaugurato un'era. Due stadi diversi in un unico luogo, il Delle Alpi e lo Stadium. In entrambe le volte, il significato di Juventus-Parma va ben oltre i 90 minuti; e in entrambe le partite, la Signora vive la festa nella stessa maniera, segnando 4 gol

      LO SCUDETTO 1995

      E' la terzultima giornata di campionato. Juventus-Parma, in quell'anno è una sfida infinita. Le due squadre combattono su 3 fronti: il campionato, la Coppa Italia, la Coppa Uefa. La domenica del 21 maggio 1995 è un giorno speciale. Ai bianconeri basta un pareggio per riportare a Torino un titolo che manca dal 1986. La squadra di Lippi va ben oltre, inventando l'ennesima gara capolavoro di un'annata nella quale in tante occasioni si è comportata da assoluta dominatrice.

      Dopo appena 11 minuti Ravanelli apre le marcature con un sinistro sul quale Bucci non può farci assolutamente nulla. C'è già materia per stropicciarsi gli occhi, ma è persino poco con quanto succede per il punto del 2-0: Roberto Baggio, alla sua ultima apparizione in bianconero, celebra la sua presenza numero 200 con un assist di tacco che spiana la strada al gol di Deschamps. A metà ripresa, Vialli e Ravanelli in 4 minuti fanno scattare una festa che diventa ben presto incontenibile. Significativo lo striscione esposto quel giorno: “Bentornato a casa, figliolo”, dedicato allo scudetto. Ma non è che il punto di partenza: da lì in poi sarà un crescendo in Italia e in Europa, fino alla Coppa Intercontinentale vinta a Tokyo

      2011: che prima!

      Le emozioni profonde generano scie lunghe. E' con questo spirito che il popolo bianconero si reca allo Stadium per la prima gara ufficiale del campionato 2011-12. Negli occhi e nel cuore ha ancora le immagini della cerimonia d'inaugurazione avvenuta 3 giorni prima, una full immersion nella juventinità come mai era avvenuto prima. La scoperta della nuova casa si accompagna alla curiosità nei confronti della nuova squadra di Antonio Conte, non senza qualche preoccupazione perché l'estate ha regalato prestazioni altalenanti. Quanto si vede in Juventus-Parma basta per convincere gli scettici, anche se 90 minuti non possono certo far sospettare che quella squadra sarà capace di vincere lo scudetto addirittura senza perdere mai.

      Il primo storico gol lo confezionano due nuovi acquisti: l'assist di Pirlo è millimetrico, l'inserimento di Lichtsteiner è perfetto: 1-0. Nella ripresa la Juve dilaga: Pepe finalizza una ripartenza, Vidal subentrato dalla panchina a Del Piero va subito in gol alla sua gara d'esordio. Infine Marchisio con un tocco al volo trasforma l'ennesima intuizione del Maestro Andrea, un gol incantevole. Persino il gol della bandiera del Parma ha qualcosa di bianconero, essendo messo a segno da Giovinco.

      Qualcuno, sicuramente, in quel giorno caldo di settembre ha pensato che lo scudetto sarebbe stato possibile se si fosse data continuità a una prestazione del genere. Che ne arrivassero 7 di fila no, neanche il più utopista o sognatore era in grado di azzardare un'ipotesi così

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