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      07.02.2020 10:00 - in: Serie A S

      OppositionWatch: il Verona

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      Il rendimento della squadra scaligera in campionato

      L’Hellas Verona arriva alla sfida contro la Juventus dopo 7 risultati utili consecutivi in Serie A tra la fine del 2019 e la prima parte del 2020. La formazione allenata da Ivan Juric è reduce dal recupero di campionato giocato mercoledì sera all’Olimpico contro la Lazio, match terminato 0-0. Nell’ultima gara interna, invece, ha superato 3-0 il Lecce. Una classifica che sorride alla formazione scaligera - matricola del torneo - dato che occupa la nona posizione con 31 punti. Nelle 22 gare di campionato ha vinto 8 volte, pareggiandone 7 e perdendone 7: tra le sconfitte c’è anche quella dell’andata all’Allianz Stadium, dove la Juventus si impose 2-1. I gol segnati sono 26, quelli subiti 23 (quarta miglior difesa dopo le tre formazioni di testa).

      Tra le mura amiche il bilancio è di 5 successi, 3 pareggi e 3 ko: a livello di rendimento interno è la quinta miglior squadra della Serie A (18 punti) al pari della Roma.

      I migliori cannonieri dei gialloblù sono Faraoni, Verre, Pessina, Pazzini e Di Carmine con 3 gol, seguiti da Veloso e Stepinski (2) e da Lazovic, Zaccagni, Dawidowicz, Kumbulla, Salcedo e l’ultimo arrivato Borini (1).  Sono due i giocatori della rosa che hanno giocato tutti i minuti a disposizione: si tratta del portiere Silvestri e del difensore Faraoni.

      La fase difensiva della squadra di Jurić

      Al primo anno sulla panchina scaligera, l’ex allenatore di Crotone e Genoa Ivan Jurić, è riuscito nel volgere di poche giornate di campionato ha imporre i suoi principi di gioco al Verona.

      Dopo un inizio stagione altalenante, inevitabile per qualsiasi neo promossa, il Verona ha trovato continuità sia di rendimento che di risultati, tanto da risalire diverse posizioni in classifica e risultando ancora imbattuta nel nuovo anno. 

      Una delle squadra più in forma del campionato, tanto da riuscire a fermare la Lazio nel recupero settimanale all’Olimpico di Roma e a sfiorare la vittoria contro il Milan a San Siro, la scorsa domenica. In entrambe le partite il Verona ha corso tanto: 109 km contro i laziali e ben 110 contro i rossoneri pur giocando più di 20 minuti in 10 uomini. 

      Proprio la corsa è un elemento indispensabile del gioco del tecnico croato. Attraverso il pressing alto, e la velocità nelle transizioni, il Verona riesce a rendersi spesso molto pericoloso. 

      I dati dimostrano come la squadra veneta non tiri tantissimo (256 in totale dodicesima posizione) ma la percentuale di conclusioni nello specchio della porta oltre alla creazione di palle gol (in entrambe le voci settima posizione in classifica) sono decisamente superiori, a testimonianza di una squadra che tira spesso dall’interno dell’area di rigore avversaria e dopo avere costruito l’azione con efficacia.

      È però indubbiamente la fase difensiva quella che sta maggiormente caratterizzando in maniera positiva le prestazioni dei gialloblù. Jurić, cresciuto alla scuola di Gasperini, da cui ha mutato il gioco dinamico e aggressivo, non utilizza sempre, come il tecnico atalantino, le marcature a uomo a tutto campo, preferendo spesso una difesa di posizionamento. 

      Altra importante differenza sta nella posizione delle ali nel 3-5-2: se entrambi gli allenatori utilizzano questo modulo, Gasperini, esasperando la fase di aggressione alta, porta i due esterni, anche in fase di non possesso, nella metà campo avversaria, mentre il Verona tende ad aspettare maggiormente a copertura dei propri sedici metri schierandosi spesso con una difesa a 5.

      La prima fase di pressing è lasciata ai tre giocatori in attacco, (in realtà il modulo del Verona è il 3-4-2-1), con una maggior pressione nelle zone centrali del campo, scelta che obbliga spesso gli avversari a dover aprire il gioco sugli esterni. 

       

      Nel video sulla gara di andata all’Allianz Stadium, si vede come il Verona abbia cercato di inibire il giro palla bianconero dalle retrovie, sia attraverso il pressing, sia utilizzando un giocatore (Verre) in marcatura a uomo su Bentancur, in quella gara playmaker bianconero.

      Entrata in fase di possesso la squadra di Jurić è velocissima nel ribaltare l’azione creando sulla trequarti bianconera una situazione di 4 vs 4.

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