07 aprile 2026
Sabato 4 aprile 2026, in occasione della trasferta in Umbria contro il Perugia, Simone Guerra ha raggiunto quota 100 presenze con la maglia della Juventus Next Gen.
Un traguardo importante, frutto di un percorso virtuoso iniziato nell'estate del 2023. A Pescara, nel settembre di due anni e mezzo fa, Guerra iniziò la sua avventura in bianconero con il suo marchio di fabbrica, il gol, e tre giorni fa ha raggiunto la tripla cifra in termini di gare giocate facendo nuovamente ciò che ha sempre fatto con grande costanza: gol, il suo quarantaduesimo con la nostra maglia.
Punto di riferimento nello spogliatoio grazie al suo carisma e alla sua esperienza, Simone è sempre stato un leader, dal primo giorno in cui è arrivato. Qualità, quelle appena citate, che in poco tempo gli hanno permesso di diventare il capitano della Next Gen, ruolo che ricopre da una stagione e mezza, ormai.
Di seguito trovate una bella chiacchierata con lui, per ripercorrere alcune tappe del suo cammino in bianconero, dal suo esordio alla partita che ricorda con maggiore piacere fino a porre uno sguardo, anche, al futuro prossimo.


L'EMOZIONE DEL PASSAGGIO ALLA JUVENTUS, DELL'ESORDIO E DELLE 100 PRESENZE IN NEXT GEN
«L’emozione era tanta a Pescara perché era la mia prima partita con la Juventus ed era anche il primo grande cambiamento dopo un'avventura in una realtà nella quale ero stato bene come la FeralpiSalò. È stato indubbiamente molto emozionante perché entravo a far parte di un club importante e, nello specifico, entravo in contatto con un gruppo di ragazzi giovani con tante qualità, di conseguenza le prime sensazioni sono state da subito positive.
Le 100 presenze raggiunte a Perugia? Sicuramente si tratta di un numero importante perché vuol dire che in due anni e mezzo ho giocato un certo numero di partite, nonostante l’età (ride, ndr). Per me questo traguardo ha un valore prezioso perché mi ha fatto entrare nella storia di una società così importante. Ciò che mi gratifica di più, però, è essere riconosciuto come un elemento fondamentale per la crescita dei ragazzi e un punto di riferimento nello spogliatoio».
IL CAMBIAMENTO PERSONALE
«In questi anni alla Juventus direi che non sono cambiato molto. L’unica cosa che ho cambiato è il modo di approcciarmi ai miei giovani compagni di squadra: inizialmente ero un po’ più "sulle mie" perché volevo conoscerli, nonostante – come ho detto prima – le mie sensazioni fossero positive sin da subito. Adesso, però, faccio meno fatica a entrare in sintonia con loro e quindi si crea nell'immediato un grande rapporto».

I RICORDI INDELEBILI: LA PARTITA STORICA E IL GOL PIÙ BELLO
«Sicuramente la gara che mi torna in mente se penso a un momento speciale è quella del play-off di ritorno a Caserta. Dovevamo fare un'impresa e l'abbiamo fatta, l’abbiamo fatta in modo storico. Abbiamo dominato la partita, abbiamo giocato un match straordinario e abbiamo dimostrato che, nonostante la giovane età, la squadra poteva dare fastidio a tutti. Il gol più bello? Penso quello contro il Benevento l'anno scorso; c’è stato l’uno-due con Adzic e poi sono riuscito a tirare da fuori area. Se devo parlare, però, anche di gol importanti penso che in questa speciale classifica ci debba essere quello segnato a Pescara ai play-off, perché ci ha permesso di chiudere la partita e ci ha dato il passaggio del turno in una gara tosta dove dovevamo vincere assolutamente, quindi la reputo una rete importante per me e per la squadra».
I CONSIGLI AI GIOVANI
«Il consiglio maggiore che mi sento di dare ai miei compagni più giovani è sicuramente quello di sfruttare al massimo tutto quello che hanno a disposizione qui alla Juventus. Io lo dico sempre ai ragazzi: per me è stato un premio alla carriera entrare in una Società così grande, con tutte queste strutture. Quando hai un'opportunità del genere, dopo aver giocato quasi sempre in Serie C e pochi anni in Serie B, non puoi fartela scappare. Strutture così all'avanguardia non le ho mai viste. Per molti di loro, invece, è un punto di partenza, di conseguenza devono sfruttare al massimo questa opportunità, mettendosi a disposizione di tutti, cercando di prendere consigli da tutti, dai più grandi, da tutti gli allenatori che hanno incontrato nel loro percorso, dai preparatori, da tutte le persone che lavorano in questo Club perché al di fuori è difficile trovare realtà di questo livello. Se loro sfruttano al meglio questi vantaggi, compiono già un passo in più rispetto ad altri ragazzi della loro età».

IL RAPPORTO CON MISTER BRAMBILLA
«Il mio rapporto con il Mister è sicuramente ottimo. È un rapporto di fiducia, di stima, parliamo spesso, ci confrontiamo, seppur sempre con le giuste dovute distanze che i nostri rispettivi ruoli impongono, però è una persona con cui si può dialogare tranquillamente. E infatti la sua dote principale è senza dubbio la calma con cui gestisce le situazioni, il modo con cui si interfaccia con i giovani. Spesso, infatti, con i miei compagni scherziamo su quest'ultimo aspetto dicendo che dovrebbe essere un po' più duro e devo dire che quest'anno, a differenza delle altre stagioni, il Mister si è fatto sentire in determinati momenti. Ho notato che con certi ragazzi è servito, però, come ho detto prima, la sua dote principale rimane la serenità con la quale riesce a gestire qualsiasi tipo di situazione».
L'ANDAMENTO DELLA STAGIONE E LE AREE DI MIGLIORAMENTO
«Sicuramente abbiamo fatto un buon campionato fino a questo momento, abbiamo avuto meno difficoltà rispetto alle scorse annate forse perché, come squadra, abbiamo iniziato a lavorare bene sin da subito e non abbiamo cambiato tantissimo. Un po' di rammarico, però, c'è perchè in qualche partita non siamo riusciti a portare a casa l'intera posta in palio un po' per mancanza di esperienza, un po', forse, perchè ci siamo adagiati. Ripeto, però, che a mio giudizio abbiamo fatto un ottimo campionato; a parte un periodo poco positivo a livello di risultati siamo sempre stati in zona play-off. Restando sulla stretta attualità: è da qualche gara che non troviamo la vittoria, speriamo di riuscirci domani (mercoledì 8 aprile) nel recupero contro la Ternana».
LA TERNANA
«Sarà una partita tosta perché è una squadra composta da giocatori esperti. A inizio campionato era stata costruita per altri obiettivi, ha avuto delle difficoltà e ha cambiato l'allenatore di recente, quindi adesso cercherà di risollevarsi in queste ultime partite. Sappiamo che verrà ad Alessandria per provare a vincere perché ha l'obiettivo di centrare i play-off o, comunque, di posizionarsi nel migliore dei modi. Noi dovremo cercare di fare la nostra partita, come sempre, consapevoli delle nostre qualità, del nostro gioco e del fatto che, se giochiamo tranquilli, possiamo gestire bene qualsiasi tipo di sfida. Non sarà facile, ne siamo consapevoli, abbiamo giocato due giorni fa affrontando un viaggio anche abbastanza lungo, però oggi ci siamo allenati molto bene, quindi penso che saremo pronti».

OBIETTIVI FUTURI E IL PIACERE DI VEDERE CRESCERE I GIOVANI
«Mi piacerebbe andare avanti perché mi sento bene, mi sento ancora voglioso di giocare. Il mio augurio, in primis, è di poter stare bene, cercando di giocare il più a lungo possibile, almeno fino a quando il fisico me lo permetterà. Inoltre, mi piacerebbe trovare qualche altro ragazzo con cui giocare che possa arrivare a esprimersi ai massimi livelli, come è stato – per citarne alcuni – con Yildiz, con Savona e con Mbangula. Ragazzi con i quali ho condiviso lo spogliatoio in Next Gen e che ora giocano nei più importanti campionati europei. È bello lavorare con i giovani, anche perchè sto notando che mantiene giovane anche me nonostante l'età (ride, ndr)».
























