Alex Sandro

Il saluto di Alex Sandro

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Il saluto di Alex Sandro
Il saluto di Alex Sandro
Il saluto di Alex Sandro

«C’è una parola che racchiude quello che la Juventus è per me: famiglia.

Sono sicuro che lascerò tanto… È difficile parlare solamente di calcio, ho anche due bimbe che sono cresciute qui, che sono juventine, che vogliono indossare tutti i giorni maglie bianconere e che quando le porto a scuola non vogliono ascoltare Baby Shark ma vogliono veramente sentire l’inno della Juventus.

Le emozioni sono cominciate presto, da quando mi è arrivata la proposta della Juventus: già in quel caso sono rimasto colpito nel sapere che una squadra con tanta storia, dove sono passati tanti idoli, miei idoli, voleva me.

Poi la preparazione per l’arrivo a Torino con le telefonate con le persone che avevano già giocato in questo Club e le informazioni che chiedevo: tutti mi menzionavano sempre la parola famiglia. Non si soffermavano solamente sui trofei, sulle vittorie, ma parlavano sempre di amicizia. Ed è quello che mi ha toccato di più. Ciò che ricerco, ciò che metto sempre al primo posto nella mia vita, è il concetto di famiglia.

Ricordo i primi allenamenti, i primi abbracci dei compagni. Parlavo ancora poco italiano ma c’erano i giocatori brasiliani che mi hanno aiutato tantissimo: Neto, Rubinho, Hernanes… Poi è arrivato Cuadrado che è un grande amico che porterò sempre nel cuore, Dybala… Ringrazio tutte le persone della Juventus con cui ho lavorato, Presidenti, direttori, allenatori e tutti gli staff: avete fatto parte della storia della mia vita e avrete sempre spazio nel mio cuore.

Ricordo la prima prima partita: contro l’Udinese in casa (23 agosto 2015 n.d.r.), ero in panchina. Lì ho capito cos’è la Juve, quanto i tifosi vogliono la vittoria. Abbiamo perso e lì ho cominciato a sentire la pressione di giocare per la Juventus. Però questa pressione è ciò che più mi piace, qui tutti, dai tifosi a chi lavora per questo Club, vogliono il meglio. E questo fa crescere come calciatore e come persona.

Io sono cresciuto tantissimo. Sono contento che l’Alex felice, allegro, con ambizione che è arrivato nove anni fa, è lo stesso che adesso va via. Sono orgoglioso di me stesso, di quello che ho fatto. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato ad arrivare dove sono arrivato.

I ricordi dolci sono tanti: trofei, finali. Abbiamo fatto un bel viaggio fino alle finali di Champions League… Però anche i momenti complicati ci hanno insegnato tanto. L’anno della pandemia è stato difficilissimo, abbiamo provato ad aiutare gli altri a passare delle ore più leggère. Ho conosciuto tante vite e di questo sono grato.

Grazie a tutti i calciatori perché sono diventati amici, famiglia.

È difficile trovare le parole per dire tutto quello che vorrei dire alla Juventus.

Desidero ringraziare per tutti i momenti passati insieme, per me, per la mia famiglia, per i miei amici. Sono diventati tutti juventini. Nel mio cuore ci sarà sempre uno spazio grande per tutti voi che avete passato questi momenti con me.

La storia della Juventus sarà sempre importante, il Fino alla fine è nel cuore, nel sangue, nell’anima. Così come volere sempre il meglio.

Non so ancora dove sarò ma vorrò sempre il bene della Juventus. È stato un viaggio fantastico. Quando ricorderò e parlerò di questo percorso di vita, i miei occhi saranno sempre lucidi come lo sono ora. Vi auguro il meglio.

Alex».

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