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Le parole di Kalulu e Spalletti alla vigilia di Juventus-NEC

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Le parole di Kalulu e Spalletti alla vigilia di Juventus-NEC
Le parole di Kalulu e Spalletti alla vigilia di Juventus-NEC
Le parole di Kalulu e Spalletti alla vigilia di Juventus-NEC

Alla vigilia della sfida contro il NEC Nijmegen, Pierre Kalulu e Luciano Spalletti hanno presentato in conferenza stampa l'esordio europeo della Juventus.

KALULU: «TANTA VOGLIA DI GIOCARE DOMANI»

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LA VOGLIA DI RIPARTIRE

«La volontà tra di noi è sempre di rivalsa verso la prossima partita, perché è sempre l’unica che conta. Il passato non lo puoi cambiare, è solo sul futuro che puoi fare qualcosa. Quindi c’è tanta voglia di giocare domani. Abbiamo rivisto la partita contro il Sassuolo e capito i nostri errori. Il NEC attacca tantissimo e dovremo fare una partita attenta».

L'EUROPA LEAGUE

«Quando sei sul campo vuoi giocare sempre. A livello di giorni cambia pochissimo perché comunque avremo sempre due o tre giorni per recuperare. Pensare adesso di poter vincere l'Europa League sarebbe un modo di ragionare sbagliato: non dobbiamo considerarla la strada più facile per vincere. Dobbiamo prendere la nostra strada e percorrerla con tutte le nostre forze».

UNO SGUARDO SUI COMPAGNI DI SQUADRA

«Conosco bene Randal e so che sta lavorando. È vero che in questi momenti manca il gol, ma sappiamo che arriverà e che darà una grande mano alla squadra. Non ho dubbi sulla sua stagione. Koopmeiners? Dentro lo spogliatoio è un ragazzo con cui puoi parlare e scherzare. Lavora tanto, ha qualità fisiche e con il suo piede sinistro può dare palloni importanti. Per me non cambia molto giocare con Conceição o Zhegrova: attaccano entrambi molto bene, anche se hanno qualità differenti. Sono io a dovermi adattare alle loro caratteristiche e voglio aiutarli al massimo a sviluppare le loro azioni offensive».

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SPALLETTI: «DOBBIAMO FAR VEDERE CHE SIAMO LA JUVENTUS»

IL NEC CHE CI ATTENDE ALL'ALLIANZ STADIUM

«Schreuder ha avuto il coraggio di imporre le sue idee in un Paese evoluto dal punto di vista calcistico. Ha lasciato un'idea riconoscibile, vincendo un campionato di terza divisione di assoluto livello. Dobbiamo aspettarci una proposta di gioco di qualità e questo ci deve trovare pronti, altrimenti possiamo rimanere sorpresi. Le sue squadre hanno uno score di due reti segnate a partita e questo dice molto del suo calcio. Ha giocatori forti come Tadic e giocano a piede invertito perché vogliono convergere verso la porta. Dovremo avere i giri alti a livello mentale: se non saremo pronti può diventare una serata scomoda».

LA REAZIONE DOPO IL SASSUOLO

«Siamo stati attenti, lucidi e consapevoli di dover migliorare. Abbiamo individuato le cose sulle quali dobbiamo intervenire: bisogna essere più compatti per togliere linee di passaggio agli avversari e capire quando andare a pressare e quando invece fare blocco squadra, aspettando la mossa sbagliata dell'avversario. Ma la spiegazione sta meno nella tattica collettiva: oggi la differenza la fa il modo in cui interpreti le situazioni. Il ritmo mentale sarà fondamentale domani».

LA PRESSIONE E LE CRITICHE

«Accettare la pressione è la medicina per imparare a vivere. Tengo tantissimo alla mia professione, ma ciò che esce dopo una sconfitta non mi interessa perché non posso controllarlo. Decido io a cosa dare peso e a cosa non darlo. Non puoi essere compreso da tutti: devi fare ciò che ritieni giusto per il bene del Club e della squadra. Essere pronti è l'unica lingua per dimostrare che siamo uomini da Juventus. E noi siamo pronti».

LA PERSONALITÀ DELLA SQUADRA

«Il gioco è diventato troppo veloce, ci sono tantissime variabili ed è sempre più dipendente dalle decisioni dei calciatori. Bisogna anticipare le situazioni e saperle gestire. Da fuori nessuno può aiutarti, bisogna reagire dentro il campo. Andare a batterci il naso, come ci è successo, ti dà conoscenze che possono servirti per il futuro. Anche le nuove indicazioni arbitrali proteggono lo spettacolo e incentivano il duello e il contatto fisico: bisogna saper reggere l'urto».

LA JUVENTUS E LE ASPETTATIVE

«Non sono stupito dalle polemiche. Sappiamo di avere delle urgenze: dobbiamo vincere questa partita, ma non soltanto. Dobbiamo far vedere che siamo la Juventus. Dobbiamo dimostrare di meritare la posizione in cui siamo e di poterci rimanere. Le nostre energie devono andare soltanto lì. Chi parla di me non mi interessa: in carriera ne ho già passate diverse di situazioni così».

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