Martin Palumbo in Pontedera-Juventus Next Gen

Martin Palumbo verso Lucchese-Juventus Next Gen di Coppa Italia

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Martin Palumbo verso Lucchese-Juventus Next Gen di Coppa Italia
Martin Palumbo verso Lucchese-Juventus Next Gen di Coppa Italia
Martin Palumbo verso Lucchese-Juventus Next Gen di Coppa Italia

La Juventus Next Gen sabato 25 novembre 2023 è tornata alla vittoria in campionato. Un successo per 1-0 contro l'Arezzo che ha risollevato i bianconeri in classifica, permettendogli di avvicinarsi con ancora più entusiasmo all'ottavo di finale di Coppa Italia Serie C. Il match, anche in questo caso in gara unica, i bianconeri lo giocheranno contro la Lucchese, in Toscana. Fischio d'inizio alle ore 16:15 di martedì 28 novembre.

L'obiettivo, come conferma anche Martin Palumbo - centrocampista classe 2002 -, è chiaramente quello di proseguire nella competizione. Una competizione che nella passata stagione ha visto la Next Gen arrivare a giocarsi la finale.

«La Coppa Italia per noi ha grande valore. Nelle prime due partite della competizione hanno trovato più spazio alcuni giocatori che avevano giocato meno in questo inizio di stagione e il risultato è stato ottimo. La voglia di mettersi in mostra e la giusta determinazione hanno fatto la differenza contro Pro Vercelli e Torres e adesso ci attende una nuova prova. Contro la Lucchese sarà una gara difficile, ma noi vogliamo provare ad andare il più avanti possibile nella competizione. Ci piacerebbe provare a ripetere il percorso dello scorso anno, arrivando in finale e magari vincendola questa volta (ride, ndr)».

LA VITTORIA SULL'AREZZO

«Il risultato che abbiamo ottenuto contro l'Arezzo è stato molto importante per noi, soprattutto per il morale del gruppo. I tre punti ci servivano perchè era da un po' di partite che non riuscivamo a trovare la vittoria in campionato. Abbiamo iniziato nel migliore dei modi un ciclo fitto di partite che ci vedrà impegnati praticamente ogni tre giorni da qui alla sosta natalizia».

CRESCITA, STEP BY STEP

«Ogni partita è per noi uno step in più di crescita, a prescindere dal risultato che si ottiene perchè si cresce anche e soprattutto passando dai pareggi e dalle sconfitte e non soltanto dalle vittorie. Siamo un bel gruppo, ci teniamo tutti a fare buone prestazioni e bella figura per farci trovare pronti nel momento in cui il Mister decide di schierarci in campo. Stiamo lavorando bene, con la giusta serenità, questa è la strada giusta».

MARTIN, UN AVVIO DI STAGIONE POSITICIPATO

«Ora mi sento molto bene, ho recuperato nel migliore modo possibile dall'infortunio e da un po' di partite ormai sto mettendo minuti nelle gambe per raggiungere lo stato di forma ideale per poter giocare con continuità. Voglio dare una mano alla squadra dal momento che, come ho già detto, abbiamo appena iniziato un periodo molto intenso di partite. Ci sarà bisogno della disponibilità di tutti e voglio garantire il 100% anche io».

UFFICIALMENTE BIANCONERO

«Sono molto felice di essere diventato a tutti gli effetti un giocatore della Juventus dall'inizio di questa stagione. In questi anni, di base, sono stato a Torino, ma sono anche dovuto tornare più volte a Udine, di conseguenza gli spostamenti non sempre sono stati semplici: penso banalmente alla questione dei traslochi. Sono state anche queste, però, tappe che mi hanno responsabilizzato e fatto crescere e ora sono davvero felice di essere ufficialmente bianconero».

L'IMPORTANZA DEL PROGETTO NEXT GEN

«Ho sentito le parole di Hans (Nicolussi Caviglia, ndr) nel post gara di Juve-Inter su quanto la Next Gen abbia avuto un ruolo importante nel suo percorso di crescita che lo ha portato fino in Serie A e non posso fare altro che condividere totalmente il suo pensiero. Prima di tutto ci tengo a complimentarmi con lui per la sua prima partita da titolare con la Prima Squadra, per di più in un match così importante come il Derby D'Italia, poi aggiungo che per dei ragazzi così giovani come lo siamo praticamente tutti noi della Next Gen è altamente formativo giocare in un campionato difficile come la Serie C, con giocatori più grandi e, quindi, più maturi di noi. Spesso ci troviamo a fronteggiare avversari che giocano con più esperienza e furbizia e anche questi dettagli possono fare la differenza nel percorso di crescita di un ragazzo giovane con poche esperienze alle spalle nel professionismo o addirittura proveniente dal Settore Giovanile. In quest'ultimo caso, poi, si è abituati a confrontarsi con avversari più o meno della stessa età e pressochè con la stessa struttura fisica, di conseguenza il salto di categoria è ancora più difficile. Tra i professionisti queste dinamiche, dunque, cambiano, ma se affrontate nel modo giusto ti permettono di crescere molto».

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