14 ottobre 2026
Alla vigilia della sfida contro il Celta Vigo, Francisco Conceicao e Luciano Spalletti hanno presentato in conferenza stampa la prima partita europea in trasferta della stagione della Juventus.
FRANCISCO CONCEICAO
«Contro il Cagliari abbiamo fatto una buona partita, non è un avversario facile da affrontare in trasferta: di questo abbiamo parlato in questi giorni e adesso siamo pronti per la partita di domani. Io cerco di migliorare ogni giorno, sappiamo di essere in un grande Club che ha grandi obiettivi, ma sono consapevole di dover essere il primo a migliorare e fare dei passi in avanti. Il Celta Vigo è una buona squadra, lo scorso anno hanno fatto bene e dobbiamo puntare come sempre a conquistare i tre punti per proseguire al meglio il cammino in Europa League. Alla Juventus sto bene, ho la fiducia di squadra, allenatore e società; questa è una squadra in cui è alta l’esigenza di vincere e quindi dobbiamo migliorare il prima possibile, mettere a posto quei dettagli che devono portarci al successo. Imparo da tanti giocatori, Salah è una leggenda del calcio: io cerco di apprendere da tutti per migliorare me stesso, so di avere le qualità per diventare ancora più forte e devo lavorare per metterle in mostra».

MISTER LUCIANO SPALLETTI
«Questa competizione ci permette di dare spazio anche a chi ha gioca meno, devo far recuperare forze ed energie ad altri ragazzi e ci dà la possibilità di fare nuove conoscenze, di scoprire anche altri giocatori presenti in rosa. In Europa League ci sono diverse squadre di livello, club che avrebbero potuto conquistare l’accesso anche in Champions League. Il Celta Vigo è in grado di mettere in campo una squadra con qualità ed esperienza, che sa fare bene le due fasi. Non potremo concedere dentro la partita momenti in cui farci trovare più deboli, c’è bisogno di essere di livello perché dobbiamo pretendere da noi stessi e per il nostro Club di esserlo».
«È fondamentale dover cambiare, visti gli impegni ravvicinati e anche perché abbiamo una rosa forte e non soltanto 11 titolari: giocatori come Gatti e Woltemade ad esempio meritano spazio per quello che hanno fatto vedere quando gli è stato concesso. In più c’è bisogno di far rifiatare gli altri, altrimenti diventa complicato pensare di arrivare in fondo. Ancora non siamo abbastanza feroci quando la partita ci mette davanti all’occasione di far cambiare tutto e di portare la gara dalla nostra parte: è in quegli attimi che si porta a casa buona parte dei risultati delle sfide, noi non siamo abbastanza avvelenati in quei passaggi lì».
«Dopo le partite noi facciamo le analisi di quanto successo e parliamo di ciò che vogliamo cambiare, si preparano delle cose da dire e poi questo entra nel lavoro settimanale da svolgere. Sono tutte cose che vanno ad aiutare nell’apprendimento. Poi c’è anche un confronto con i giocatori, in cui i ragazzi possono dare le loro impressioni, siamo sempre aperti a imparare sempre tutto da tutti - altrimenti, come ho già detto, chi smette di imparare si ripete e fa le stesse cose. Noi vogliamo andare alla ricerca, a esplorare qualcosa di nuovo».


