18 settembre 2026
Alla vigilia della finale di Women’s Cup contro la Roma, Martina Lenzini e Isaac Guerrero hanno presentato la sfida in conferenza stampa.

MARTINA LENZINI
«Juventus-Roma è diventato ormai un classico del calcio femminile e mi aspetto una finale combattuta, come lo è stata nella prima edizione della Women’s Cup. Non penso che ci siano vantaggi o svantaggi nel conoscersi così bene: questa non è una partita di campionato e le finali sono sempre imprevedibili. Noi abbiamo un po’ di esperienza in questo tipo di partite, ma anche la Roma ha giocatrici abituate a disputarle, quindi sarà una sfida aperta. Non parlerei di senso di rivalsa per quanto accaduto nella scorsa stagione: siamo le detentrici della Women’s Cup e, che sia una finale o un’altra partita, la Juventus scende in campo per vincere. Dobbiamo farlo per il Club, per la squadra e per tutte le persone che lavorano nella Juventus. Vincere questo trofeo sarebbe sicuramente un premio per tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi due lunghi mesi, perché abbiamo iniziato molto presto. Sarebbe una gratificazione, ma anche un nuovo punto di partenza: ci viene sempre detto che questo è un processo e qualsiasi risultato servirà per continuare a lavorare. In una finale il dettaglio fondamentale è il nostro spirito, quello di giocare sempre fino alla fine. È il nostro motto, ma non è soltanto qualcosa che viene detto: è ciò che cerchiamo di trasmettere anche alle nuove giocatrici che arrivano. Ogni finale porta un po’ di brivido, ma abbiamo anche un grande senso di responsabilità e la felicità di poter giocare una partita così importante. Il mister e lo staff ci stanno preparando su ogni dettaglio per permetterci di portare in campo il nostro gioco. Se mi sento una senatrice? Probabilmente lo sono diventata con il tempo. Ho avuto la fortuna di essere guidata da chi è stato qui prima di me, cercando di prendere il più possibile da loro. Con la partenza di Barbara posso unirmi ancora di più a Cecilia e a Martina: siamo quelle che sono rimaste sempre qui e sappiamo bene cosa significhi giocare nella Juventus. Scalare un po’ le gerarchie mi rende orgogliosa, perché significa che qualcosa nel tempo l’ho fatto».

ISAAC GUERRERO
«L’emozione di giocare questa finale è accompagnata dalla responsabilità. Sappiamo quale squadra e quale Club rappresentiamo: vincere è una realtà che ti chiede ogni giorno di scendere in campo e provare a farlo. È una mentalità che abbiamo avuto fin dall’inizio. A luglio abbiamo cominciato a lavorare con il grande obiettivo di qualificarci per la Champions e questa finale arriva come un premio per l’inizio di stagione e per il lavoro fatto dalle ragazze. Non parlerei di pressione, ma di piacere, responsabilità e opportunità di essere in una casa come questa, che ti permette di lottare per grandi cose. Questa settimana abbiamo sentito un forte profumo di classico: prima l’Inter e adesso la Roma. È una bellissima sfida contro le campionesse dello scorso anno e un’altra opportunità per alzare l’asticella. Affrontare squadre di questo livello ci aiuta e ci spinge a fare ancora meglio: è un apprendimento accelerato. Non sono preoccupato per i tanti impegni, sono occupato. Competere fin dal primo momento in partite importanti è un’opportunità soprattutto per queste ragazze, che sono molto competitive. Le vedo ogni giorno: si mettono in gioco e hanno dimostrato di essere pronte, guadagnandosi prima la possibilità di partecipare alla Champions League e poi quella di giocare questa finale. Hanno dimostrato anche di sapere soffrire, di avere esperienza, unità e resilienza, ma il nostro obiettivo è soffrire meno e fare in modo che sia il nostro gioco a trascinarci alla vittoria. Vogliamo imporre le nostre intenzioni, dominare maggiormente e avere meno bisogno di premere quel “pulsante rosso” della grinta e della resilienza. Il coraggio sarà importantissimo: queste ragazze lo dimostrano quando difendono l’area, quando fanno un passaggio in più e quando non entrano in panico. Hanno un talento spettacolare e, soprattutto, hanno ancora fame. Amaiur Sarriegi aggiungerà altro talento alla squadra: ha un ottimo piede, è dinamica, ha gol e sa muoversi tra le linee. Può giocare centravanti, esterno o seconda punta e ci offre tante possibilità. Abbiamo una rosa molto completa e di alto livello. Anche la sua costruzione nasce da un lavoro trasversale: abbiamo un riferimento chiaro nel nostro direttore Massimiliano e tutti proviamo a contribuire. È un lavoro di squadra nel quale dobbiamo remare tutti nella stessa direzione».


