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Cagliari-Juventus | La conferenza stampa di Luciano Spalletti

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Cagliari-Juventus | La conferenza stampa di Luciano Spalletti
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Cagliari-Juventus | La conferenza stampa di Luciano Spalletti

La Juventus torna in campo dopo la sosta per le Nazionali e si prepara alla sfida contro il Cagliari. Alla vigilia del match, Luciano Spalletti ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa per presentare la partita, analizzare il momento della squadra e fare il punto sulle condizioni dei bianconeri.

Di seguito le sue dichiarazioni.

LA SOSTA E LE CONDIZIONI DELLA SQUADRA

«La sosta è stata lunga e ci sono dei pro e dei contro. Abbiamo gestito questo periodo in modo semplice, concedendo riposi più lunghi per bilanciare le tante partite disputate. Accumulo di fatiche e accumulo di riposo, non c'è altra medicina. Abbiamo valutato le situazioni individuali, personalizzando il lavoro per i calciatori rimasti a disposizione. I Nazionali sono tornati tutti nella giusta condizione mentale e hanno lavorato bene negli ultimi allenamenti. Sono contento dell'attenzione, del ritmo e dello svolgimento delle sedute. Abbiamo personalizzato alcuni carichi in base alle partite disputate e ai tempi di rientro. Siamo soddisfatti dei calciatori che abbiamo a disposizione e soprattutto della loro condizione. Cambiaso ha svolto tutti gli allenamenti nella maniera corretta. Gli ostacoli non si possono evitare e non dobbiamo cercare di farlo, ma attraversarli. Parlare continuamente delle difficoltà è tempo perso. Siamo felici del gruppo che abbiamo e andremo in campo con questi giocatori per provare a vincere la partita».

LA SFIDA CONTRO IL CAGLIARI

«A volte le statistiche vanno contestualizzate perché possono anche ribaltare la realtà. Pisacane e Giulini si sono meritati i punti conquistati, ma non la vittoria dello scorso anno. Sarà una partita difficile. Il Cagliari concede volutamente un po' di campo, ti invita a giocare nella sua metà campo e ha calciatori capaci di ribaltare velocemente l'azione, palleggiare bene e annullare la riaggressione. Come successo negli anni precedenti, riesce a valorizzare alcuni giocatori e quest'anno lo sta facendo con Daniel Maldini. Dovremo essere molto bravi, decisi, vivi e intensi, perché se concedi loro spazio sanno come sfruttarlo».

LA CRESCITA E LE AMBIZIONI DELLA JUVENTUS

«Vogliamo migliorarci, crescere e imparare sempre. Chi smette di imparare spesso finisce per ripetersi, mentre chi cerca cose nuove cresce. Ci stiamo allenando bene e non vedo aspetti negativi nel nostro percorso. La fame è sempre importante nel calcio: l'amore per questo sport va tradotto sul rettangolo di gioco, attraverso la serietà dei comportamenti e la ricerca costante di prestazioni e risultati. È quello che stiamo facendo, anche se c'è sempre margine per ottenere qualcosa in più. Abbiamo vinto due partite dopo la sconfitta di Sassuolo e non era scontato riuscirci in quel modo. Siamo dentro il percorso che dobbiamo fare.

Non ci interessa essere considerati favoriti oppure sottovalutati. Non ci sarà mai tregua per chi ha fatto la nostra scelta. La Juventus sarà sempre condannata a vincere. Siamo noi ad alzare l'asticella dei nostri obiettivi. Sappiamo di poter stare dentro quel gruppo: c'è chi ci cita per lo Scudetto e chi ci colloca altrove, ma siamo noi ad avere ambizioni forti. Sappiamo quale momento stiamo vivendo e non abbiamo bisogno che siano gli altri a indicarci dove possiamo arrivare».

ZHEGROVA, NICO GONZALEZ E KOLO MUANI

«Zhegrova è uno di quelli che potrebbe passare da non titolare a titolare. Valuterò il minutaggio e poi prenderò una decisione. Ci sono giocatori che mostrano subito, attraverso lo sguardo, la determinazione e la voglia di essere protagonisti del proprio futuro. Nico è intenso in tutto quello che fa e ha uno sguardo particolare, deciso, che ti indica immediatamente la strada che vuole percorrere.

Vogliamo lasciare libero Kolo Muani e lo stimoliamo ad avere comportamenti diversi da quelli della prima punta classica. Ha facilità di corsa, qualità sia sull'esterno sia centralmente, è bravo di testa, in acrobazia e nel girarsi su sé stesso. Lo apprezziamo molto. Cerchiamo di supportarlo nelle sue scelte e allo stesso tempo di indicargli qualcosa di nuovo. Ha giocato troppo da prima punta e deve muoversi maggiormente per rispondere alle richieste che gli abbiamo fatto».

KOOPMEINERS, DOUGLAS LUIZ.

«Koopmeiners sa fare tante cose. Ha visione di gioco, capacità di trovare il lancio improvviso e di mettere i compagni a contatto con lo spazio. È come se avesse degli occhiali tridimensionali che gli permettono di vedere oltre la barriera. Ha un piede che dà ritmo al pallone e sa indirizzare il gioco verso la porta. In difesa abbiamo Lucumì, che sta facendo benissimo, e Kelly, che ha alle spalle un percorso positivo con noi. Koop è un regista basso, capace di far girare la squadra e prenderla per mano. Probabilmente avrà commesso qualche errore, ma mi aspetto sempre che possa dimostrare il suo valore. Non ho perso la fiducia nella possibilità di vedere Koopmeiners gestire il gioco della Juventus.

Douglas? Di solito i registi bravi sono quelli che non fanno diventare pazzi gli allenatori e io ho un regista molto bravo come lui».

L'INSERIMENTO DI SARR

«Sarr è una via di mezzo tra un mediano e un centrocampista di inserimento. Ha il passo corto, ma quando si inserisce macina campo. Ha tempi corretti e, per caratteristiche, assomiglia maggiormente a McKennie. Copre tanto spazio e potrebbe essere uno di quelli che passa da non titolare a titolare».

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